martedì 17 gennaio 2017

Raccoglierai ciò che hai seminato



Nel rimettere mano ai ricordi si corre il rischio di riaprire ferite cicatrizzate male.

Può essere un errore fatale.

Lo è già stato in fondo.

Sei stato avvisato di non farlo.

Ti è stata messa davanti la morte e l’hai vista e sai com’è.

E soprattutto sai che non ti è piaciuta neanche un po’.

Ma sei qui, hai paura di qualsiasi cosa e il tuo corpo ti spinge in basso.

Ti fa sentire stanco e incapace di muovere i tuoi passi, che siano nel futuro, che siano nel passato.

Se ne fotte, insomma.

Ti convince che devi vivere alla giornata senza entusiasmo e senza farti domande.

Ma a volte ripensi a quel giorno in cui ti hanno presentato la morte.

Cerchi di mettere insieme i fili, di capire i passaggi.

E soprattutto cerchi di capire se quello fosse realmente il trailer della fine di tutto, anche se la realtà delle cose, allora, non dava adito a dubbi.

Cosa facevi quel giorno?

Cosa ti eri messo in testa di fare?

Era una cosa che ti faceva stare bene?

Ti sentivi vivo?

E perché se ti sentivi vivo sei finito disteso verso l’ultimo addio?

Un caso?

Un complotto?

Un avvertimento?

Paura di non farcela?

E ora?

Non è uguale a morte questo tuo incedere nel tempo senza alcuna voglia di essere motivo di cambiamento dall’inerzia assoluta?

Perché non ritentare?

Perché non dare ascolto a quella voce che è entrata dolcemente in contraddizione con tutte le impalcature che ti sei creato?

E’ lì.

E’ bello.

Merita.

Non scrollare quella cazzo di capoccia.

La nebbia non è un muro.

La nebbia è fatta per essere attraversata e per darti la curiosità di andare a vedere quello che allora sembrava visibile ma che era fatuo, simile a morte.

Il tempo sta là.

Lo puoi fermare per un po’.

Ma poi aumenta di velocità per riprendere quello che ha perso.

Sarebbe bruttissimo ritrovarti qui, domani, come oggi, con quella faccia appesa di chi aspetta un miracolo.

Io vado, al ritmo del tempo, ti aspetto quando arriverai a tutta velocità.

Ho speranza in te.

“You’re going to reap just what you sow”


Per aria Perfect Day – Patty Smith

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