martedì 12 aprile 2016

Sono nato per amare la magia


“Sono nato per usare i miei occhi
Per sognare con il sole e con i cieli
Per galleggiare lontano in una canzone eterna
Nella foschia dove la melodia vola"

“Devo presentarti un mio amico”

Avete presente quelle frasi buttate così?

Tanto per.

“Si certo, quando vuoi”.

Un po’ per educazione, un po’ perché capita spesso sentirsi dire qualcosa che tanto poi viene dimenticata, rispondi affermativamente, con un pizzico di entusiasmo, che non guasta.

“Lui è un mio vecchio compagno di università, è bravissimo, il migliore, fa tante cose e le fa benissimo, per tutti noi, per tutto il nostro popolo”

Poi quella frase buttata là prende corpo. Delinea una fisionomia, la colora.

Ti lascia per un istante senza parole.

In attesa.

Non sai se continuerà a parlarne o se finalmente quel caffè ricco di aromi prenderà la strada della tazzina a chiudere un discorso senza coda.

In fondo dopo tanto tempo, finalmente, ci si incontra e di qualcosa bisognerà pur cominciare a parlare.

L’attesa mia e attesa stessa anche per lei.

Ma non di una mia risposta.

Mi guarda.

Finalmente mi versa il caffè.

Mi sorride.

E’ quasi sul punto di riaprire le sue labbra per dire qualcosa.

Ma suona il citofono.

“E’ lui!”

“Lui chi?”

“Il mio grande amico no?”

Sgattaiola verso il citofono.

Me lo aveva presentato perché stava venendo.

Perché aveva voglia di farmelo conoscere.

Non era una frase buttata là.

Sono emozionato, curioso, stupito.

Poco abituato a una parola data e immediatamente resa viva.

E’ così che ho conosciuto Munter.

E’ così che un mondo intero stava entrando nel mio cuore.

E’ così che una persona che conoscevo per lunghe chiacchierate in chat mi stava regalando un incontro fatto apposta per lasciare uno strascico importante nella mia vita.

So già che sarà così.

Continuerò, forse, a parlarne.

Continuerò a raccontare.

Ma ora ho solo voglia di ringraziare.

Così.

Con quello che sembrerebbe il prologo di un racconto.

Con quello che sicuramente è stato il prologo a una giornata che ha riempito ogni spazio del mio cuore.

Fate i bravi.

La magia viene fuori. Sempre. Se hai culo, si intende.


"Sono nato per amare la magia
Sono nato per navigare lontano
In una terra di eternità
Non per essere costretto in una tomba di vecchia pietra
Nella vostra terra del mai

Sono nato per amare la magia”

A Lubna

Per aria I Was made to love magic - Nick Drake

venerdì 8 aprile 2016

In fondo è cammino



“The radio says
You're all flesh and blood
And you're all by yourself
On a mountain top
With a golden spoon
And a bright red arrow
And you're shooting right through
This mighty black wall”

In fondo è cammino.

Lo è se lo cominci da solo.

Lo è se lo cominci con qualcuno.

Lo è se quel qualcuno lo lasci per strada.

Lo è se da quel cammino ti lasciano fuori.

Lo è se qualcuno si unisce a te.

Lo è se qualcuno ti tira su sul suo.

In fondo è andare.

Ma non solo.

Andare, tornare, camminare sul posto, correre, fermarsi.

Pensare a una cosa sola.

Pensare a tante cose insieme.

Restare obnubilato, concentrato.

Assente.

Altrove.

Qui.

Ora, domani, trent’anni fa, tra un secolo.

A costruire, a distruggere, a lasciare tutto com’è.

A lamentarsi, a gioire a restare inerti senza sapere cosa fare.

In fondo è cammino.

Anche quando non c’è terra sotto.

Anche quando c’è buio intorno.

Anche quando ci troviamo a terra, abbracciati alle nostre ginocchia in attesa dell’impatto fatale.

Anche quando l’unica cosa di cui abbiamo bisogno è sapere chi, cosa siamo.


“A storm will arise
But you must not worry
Such a pleasant surprise
That you're more than divine
But don't waste your faith
On a hand full of pennies
But ground yourself
The almighty black soul

Who are you?
Who are you?
Who are you?
Who are you?

Who are you?
Who are you?
Who are you?
Who are you?”

Per aria Who are you? – Miss Kenichi