venerdì 25 marzo 2016

La magia della noia

Sarebbe bello finire così
Lasciare tutto e godersi l’inganno
Ogni volta.
La magia della noia
Del tempo che passa la felicità


Cosa siamo ora?
Cosa eravamo?
Cosa è cambiato?

In che modo trattieni le parole?
Fai fatica a farlo?
Affrontare, dico.

Prendere.
Scuotere.
Cercare di capire..

Inutilità?
Inservibile spreco di tempo e sudore?
Manifesta colpevolezza?

Come passi il tuo tempo?
Lo riempi di mille cose per sfuggire al silenzio?
Riuscire ad abbracciarlo, dico.

Ascoltarlo.
Lasciarlo penetrare nella tua intimità.
Barattare i tuoi pensieri con i suoi.

Scappi ancora?
Alzi continuamente difese altissime?
Sai sempre fare quei sorrisi di circostanza capaci di nascondere la tua realtà agli occhi di chi ti serve?

In che modo riesci a difenderti?
Sei in grado di fare meglio?
Fermarti intendo?

Risparmiare dolore.
Stare da sola
Affrontare la magia della noia.

Potrebbe essere meglio di sparare sul niente.
Meglio che sparare cazzate.

“Il problema rimane lo stesso.
A chi verranno raccontate?”

Per aria Del tempo che passa la felicità – Motta

da LA FINE DEI VENT'ANNI, il disco d'esordio di MOTTA, prodotto da Riccardo Sinigallia, uscito per WOODWORM LABEL a Marzo 2016.
Il disco è disponibile nei formati cd, vinile, digitale distribuito da Audioglobe / The Orchard nei migliori negozi di dischi e nelle principali piattaforme

venerdì 4 marzo 2016

Un segreto speciale





Ci penso spesso.

Lo so, non dovrei.

Non mi aiuta.

Ma il pensiero non può essere tenuto sotto controllo.

O meglio, non ci si riesce a tenere il pensiero sotto controllo per troppo tempo.

A volte capita di distrarsi.

E lui va.

A chi non è capitato mai di leggere un libro e, senza mai distogliere lo sguardo continuando la lettura, trovarsi qualche pagina dopo arresi all’aver letto senza leggere.

A chi non è capitato mai di ritrovarsi a fantasticare su cose che non accadranno mai.

O che non accadranno mai più.

O a cosa sarebbe accaduto se.

Io ci penso spesso.

E penso spesso a cosa sarebbe accaduto se.

E penso al male dato e a quello subito se solo avessi modificato il mio comportamento e avessi fatto ragionare chi mi era vicino.

A chi non è capitato mai di legare un dolore a un preciso momento.

A chi non è capitato mai di sognare di tornare in dietro nel tempo per riparare all’errore per vedere come sarebbe andata dopo.

A vedere se ci fosse mai stata la possibilità di risparmiarsi un male.

Un male che tipo valanga il tempo accresce.

Ci penso spesso.

E so che non sarà mai più possibile andare a trasformare il fantasticare in realtà.

E ammetto di aver tentato di farlo.

Magari goffamente.

Ma così è.

In fondo il male esiste.

Sta là.

Pronto a fare il suo dovere.

Ma non fate come me.

Cercate di non farvi inghiottire.

Rendete il male qualcosa di inconsistente.

Non cacatevelo il male.

Non lasciatevi affossare.

E non dategli la possibilità di andare gonfio e tronfio come un bastardo che ha vinto.

Vendicatemi.

Fatelo sentire una banalità.

Fatelo anche per me.

“Adesso puoi dire davvero di farmi bruciare
Puoi dire di avere un segreto speciale
il male è banale”

Per aria Il male è banale – DJ Mike feat. Diego Mancino