mercoledì 2 novembre 2016

Proprio come dicevi tu



Hai visto?
Non scrivo più.
Neanche per me.
Tanto meno di nascosto.
Sarà per non pensare.
Ma spesso ci penso.
Sarà per non far sentire fuori quello che penso.
Ecco si, forse è proprio questo.
Sai?
La gente proietta le proprie cose su quello che scrivi e poi le fa passare per tue.
Forse è un modo per liberarsene.
Come biasimarle?
Ma non mi fa bene questo.
E allora penso di toglier loro questa possibilità restando con la penna ferma.
Per non parlare del pettegolezzo, poi.
Quante volte dentro alle righe si va a cercare qualcosa che dia modo di alimentarlo?
No.
Non scrivo più.
Per queste e per mille altre cose.
E qualcuno, come te, si sentirà più al sicuro.
E forse, così, anche io starò meglio.
Nelle sospensioni tra una parola e l’altra, tra una frase e l’altra si creano mostri.
Si insinua il dubbio se lasciar andare o se tenere dentro.
Manca la libertà.
E almeno quella, cazzo, non può venir meno quando scrivi.
Hai visto?
Sono riuscito a scrivere qualcosa sui motivi per cui non scrivo più.
Ancora una volta mi faccio contraddizione pulsante.
Essere al quale non dare fiducia mai.
Che può cambiare idea con la luna.
Che può odiare chi merita solo amore e amare chi gli ha fatto solo del male.
Senza avviso.
Senza motivo.
Senza senno.
Hai visto?
Proprio come dicevi tu.

“Let's go down to where it's clean
To see the time that might have been.
The tides have carried off the beach.
As you said,
The sun is out of reach”

Per aria As you sayd - Cream

Tetta

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