venerdì 10 giugno 2016

Secondo giorno

                                        

Si svegliò nel suo letto, come in un giorno qualunque.

La sveglia rintoccò pochi secondi dopo, quasi lo stesse aspettando, quasi in punta di piedi.

Odore di caffè arrivava da qualche stanza più in là.

Richiuse e si stropicciò gli occhi, quasi a tentare di ricomporre le idee.

“Perché c’era la sveglia puntata se non ho nulla in programma?”

Cercava di scavare in profondità nel vuoto dei suoi ricordi.

“Perché c’è odore di caffè se sono solo?”

Anche negli angoletti della sua memoria era mistero.

“Dove sono?”

In fondo bastava sedersi, girarsi di lato, puntare i piedi a terra e andare verso quell’odore per iniziare a scoprire qualcosa.

Ma la voglia di scoprire qualcosa prima di vederla coi propri occhi era più forte.

Voglia che accompagnata a una bella dose di panico lo convinse a restarsene a letto per.

Si fece forza.

Quanto bastava per puntare la sveglia dodici ore in avanti.

“Se non arrivo a soluzione, se non dovessi ricordare nulla, comunque andrò”

Dove chissà?

Sarebbe stato un altro giorno sprecato.

Sarebbe stato un altro giorno per rimandare la sua fine?

Ma soprattutto dove si sarebbe svegliato stavolta?

Secondo giorno.

“But i'm a creep
i'm a wierdo
what the hell am i doing here
i don't belong here
i don't belong here”


Per aria Creep - Radiohead

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