lunedì 4 gennaio 2016

Chiuso dall'interno

“ma il coraggio finisce qui, 
sulle pagine di un quaderno pieno di bugie e chiuso dall’interno”




Provi a entrare.

In qualche modo, che sia il meno invasivo possibile.

Cerchi di capire se le abitudini di un tempo siano cambiate o, in qualche modo, scorrano più o meno simili.

Vorresti chiedere, capire.

Non le solite cose.

Non quelle che avevano distrutto le regole che ti erano state imposte.

Non i perché.

Non chi, cosa, quando.

Ma è tutto chiuso.

Barricato.

Silente.

Come a farti cercare di capire che il tuo mondo è altrove.

Lontanissimo e parallelo a quello che era un tempo.

Provi a entrare.

Per raccontare come sei ora.

Non per cercare di convincere che sei diverso.

Neanche nuovo, per carità.

Non peggiore né tantomeno migliore.

Per raccontare che si può camminare anche senza un piede.

Per raccontare come si fa a camminare senza un piede.

Per raccontare cosa si pensa quando, a voltarti, vedi un’orma giusta e una sbagliata.

E chissà cosa altro?

Ma è tutto chiuso.

Inesorabilmente.

E a nulla varrebbe bussare a una porta, chiusa dall’interno, che è nascosta dalla terra.

A nulla varrebbe scavare per battere il pugno contro una porta che non fa rumore, ne scricchiola.

Una porta messa in orizzontale che non va bene neanche per appoggiare la schiena per guardare da seduti verso l’orizzonte.

“Al mondo svendo la bandiera bianca 
usata di nascosto allego una fotografia di me che vado via”


Per aria Chiuso dall'interno - Dente

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