lunedì 28 dicembre 2015

Persuasione - 1) Lontano da ogni giorno

continua da qui: PERSUASIONE - Prologo

1 - Lontano da ogni giorno



“oggi forse lontano da ogni giorno
potremmo risvegliarci e riaddormentarci
senza pensare a domani
in un istante più grandi
come quando
per poco tempo abbiamo visto il fondo
senza pensare a domani
crescendo”

Aveva sempre detestato le frasi fatte.

Soprattutto una.

“Quando capisci la realtà è ormai troppo tardi per godertela”.

Ecco si, questo era Giacomo quando non sapeva che pesci prendere.

Riusciva sempre a dire qualcosa che l’avrebbe irrigidita.

Ma adesso era diverso.

Qualcosa era cambiato nella valutazione delle cose che faceva tra sé e sé, nelle sensazioni a pelle, nelle reazioni.

Adesso sapeva benissimo che avrebbe finalmente agito e sbagliato da sola, senza appoggiarsi a nessuno, senza aspettare il consiglio che si trasformava immediatamente in ordine di quel, quel...

“E’ un pezzo di merda, un malato, io adesso spero che tu lo abbia capito finalmente!”

Ecco detestava anche quando le persone le tiravano in faccia quello che pensava nel preciso istante in cui lo pensava.

Ma questo perché erano parole alle quali non aveva dato ascolto qualche anno prima.

Parole che si ripetevano con lo stesso tono ma con forza superiore perché finalmente avevano acquisito lo status di verità assoluta.

“E se fosse stato lui il pazzo? In fondo è lui che si è suicidato. In fondo è lui che voleva ucciderlo. E’ lui che ha ucciso mio padre!”

“Lo scopriremo Gaia. Io sto qua. E se vorrai ti aiuterò!”

Era guardinga.

Cominciava a sentirsi in colpa con se stessa per essersi rivolta proprio a lui e sapeva benissimo che avrebbe fatto qualsiasi cosa e che l’avrebbe fatto con l’unico scopo di riconquistarla.

Si vedeva dagli occhi che era ancora innamorato perso di lei, si vedeva da come muoveva la bocca spostando le labbra serrate verso destra, esattamente come quella volta in cui si conobbero e lui ne restò fulminato.

Ma ormai era in ballo e Giacomo era l’unico al quale poteva affibbiare quel peso enorme senza rischiare di essere scoperta e senza rischiare che potesse essere tradita.

Ma non lo amava davvero più. Quel lavaggio del cervello che lentamente aveva subito era andato così bene a segno che ormai non ci sarebbe più stato nulla da fare per quella storia finita perché...

“Perché secondo te ha pensato che io non fossi la persona giusta per te?”

“Ancora con questa storia Giacomo?”

“Nel giro di poco hai mollato me, l’università che avevi tanto sognato, hai cominciato a vedere la Madonna...”

“Smettila subito altrimenti...”

“Tu pensi che sarebbe arrivato fino a uccidere se...”

“Ti ho detto di smetterla, io voglio solo capire cosa è successo e perché quel bastardo ha usato mio padre”

“E non vuoi capire perché sei cambiata in un attimo diventando uno strumento tra le mani di don Graziano? Non vuoi capire per quale motivo appena uno di noi ha scelto di prendere le proprie decisioni in maniera autonoma è stato messo alla gogna e scacciato via dagli affetti più cari?”

Non rispose. Gaia sapeva benissimo che quel grido che un tempo la faceva solo incazzare adesso la faceva incazzare e riflettere. Troppe prove, troppi flash le stavano venendo alla mente dal momento in cui da sopra quell’altare partirono quelle parole troppo strane per essere vere.

“Non sapeva accettare la grazia che il Signore gli aveva donato circondandolo di persone che lo stimavano, lo rispettavano e avrebbero dato se stessi per vederlo star bene”

Immediatamente le tornarono alla mente le parole di Giulia, prima che morisse e che prese come farneticazioni di una ragazza allo stato terminale della malattia.

“Quando morirò abbraccialo per me. Non è colpa sua. Ci volevamo un bene dell’anima ma non sapeva accettare la grazia del Signore che gli era stata suggerita e allora sono stata costretta a rifiutarlo, a mandarlo via e a farmi aiutare quando da sola non riuscivo. E digli che ho letto tutte le lettere nelle buste blu che sono riuscita a recuperare e che ho capito che...”

Ricordò che, su quel che, Giulia si addormentò e che non ritenne poi così importante svegliarla per farle terminare la frase.

“Gaia! Gaia!”

Giacomo era di fronte a lei perplesso di fronte alla sua apparente assenza.

“Scusa Giacomo, sono stanchissima, ho bisogno di dormire.”

“Ok ti porto a casa”

“Vado da sola, ti prego non starmi troppo addosso, non è il momento e non so se sarà mai il momento”

Giacomo perse tempo prima di dire la sua, si fece battere dal telefono di Gaia che cominciò a suonare.

Era don Graziano.

Non respinse la chiamata, spense direttamente il telefono pigiando fortissimo il tasto alla destra.

“Vuoi che sto con te?”

“Non ti arrendi mai tu?”

“Io ti amo Gaia, non ho mai smesso di amarti”

“Neanche quando andavi in giro a raccontare che ero una povera scema comandata da un burattinaio pazzo?”

“Stai scoprendo che forse è stato davvero così e io ero impazzito dal dolore”

“Se mi avessi davvero amata avresti accettato quel compromesso e mi avresti aiutata da dentro, non così, non sputando merda”

Si salutarono, senza salutarsi.

Gaia aveva davvero bisogno di azzerare le emozioni per partire alla conquista del passato.

Giacomo si sarebbe frantumato una mano dopo averla chiusa e lanciata contro un muro, ma sarebbe stato pronto per accompagnarla.

Ovunque.

“Gaia non ha bisogno di un uomo come te, tu devi lasciarla andare se la ami davvero, tu devi capire il messaggio che il Signore le sta mandando. Io non ti starò più vicino, tu non hai più bisogno di me, hai la tua strada e ora ogni mia energia sarà destinata a lei perché ne ha estremo bisogno in questo momento così importante della sua vita. E’ stata toccata nell’intimo e tu sei un turbamento ulteriore per lei”

Aveva quella mano sotto l’acqua fredda quando gli tornarono alla mente quelle parole alle quali seppe rispondere in maniera scherzosa e incredula “ma che se vole fa sora?”

Ma non ricordò quanto tempo passò prima che Gaia lo chiamò per dirgli che doveva parlargli.

Ore?

Settimane?

Mesi?

Fu prima o dopo che ebbe quella grave crisi depressiva?

E per lo stesso motivo tutti pensavano che fosse lui la causa di quel crollo?

E perché quel giorno passò prima per la canonica?

E perché don Graziano lo chiamò quella stessa sera per chiedergli se stava bene?

Ma non aveva detto che non si sarebbe più occupato di lui?

O aveva nuovi disegni da buttare giù?

Si stese sul letto con tutta quella serie di interrogativi in mente e pronunciò con le labbra socchiuse “amico mio tu non ci sei riuscito, ma ci penserò io, promesso, oggi è un altro giorno!”


Per aria Lontano da ogni giorno – Riccardo Sinigallia



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