venerdì 18 settembre 2015

Hai provato a chiederti perché bussano alla tua porta?

Hai chiuso?

Perché?

Non vuoi che entrino a casa tua?

E come pretenderai un giorno di uscirne?

Là fuori se non ci fossero ostacoli e barriere sarebbe bellissimo.

Potresti passeggiare.

Prendere un gelato.

Incontrare le persone.

Parlare con loro.

Condividere le gioie.

Le tristezze.

Conoscere identità diverse dalla tua.

Mescolarti.

Crescere assieme.

Hai provato a chiederti perché bussano alla tua porta?

Non hai mai bussato a nessuno tu?

Eppure non avevi cattive intenzioni.

Come puoi pensare che là fuori vogliano levarti qualcosa?

Come puoi pensare che la disperazione sia un fatto pericoloso a prescindere?

Sei per caso in malafede?

Proietti il tuo essere malvagio sugli altri?

Sai che così la tua miseria toglie i bei vestiti che ti sei costruito addosso?

Sai che puzzi assai di più di chi non si lava da settimane.

Tu puzzi di inumanità in decomposizione.

Ma ci pensi?

Potresti aprire.

Rifocillare.

E poi spostarti con chi ti sta chiedendo aiuto.

Con loro.

Verso di loro.

Per riaccompagnarli a casa un giorno.

La loro casa.

L’unico posto in cui vorrebbero veramente stare.

In completa protezione.

Per te.

Per loro.

Nessuno tra una pressa di manganelli da una parte e di bombe dall’altra.

Sai come ti sogno?

Mano nella mano con chi è fuggito.

Ospite a casa sua.

Ma ci pensi che figata sarebbe?

Vedresti posti bellissimi.

Magari con il fumo intorno.

Perché quello per un po’ resta.

Nella mente.

Nel cuore.

Lo stesso fumo che ti costrinse a fuggire e chiedere aiuto tanti tanti anni fa.


Dimenticasti vero?


Per aria Bridges not walls - HumaniorA

Nessun commento:

Posta un commento

il tuo commento è molto più importante di quello che hai appena letto