venerdì 21 agosto 2015

La lettera


Questa vorrebbe tanto essere una lettera.

Una lettera di quelle che vanno a destinazione anche se non spedirai mai.

Una lettera che metti online nella speranza che venga letta.

Senza l’ipocrisia di doversi nascondere dietro un “io scrivo per me, per me soltanto”.

Ma questa non è e non sarà mai una lettera.

In una lettera c’è un indirizzo al quale deve arrivare.

In una lettera c’è un tu e un io, un qualcuno che dà, un altro che riceve, uno scambio.

In una lettera c’è la possibilità di ricevere una risposta.

Una speranza almeno.

Qui no.

Qui non c’è nulla.

A parte un po’ di disperata rassegnazione.

Un fragoroso senso di impotenza.

E un sentirsi stupidi.

Ma stupidi davvero.

Ma che bello sarebbe poterla scrivere questa lettera.

Che bello sarebbe immaginarne l’apertura.

E la lettura con le labbra che si muovono silenti.

Chissà?

Magari farebbe anche sorridere un po’.

Dare la sensazione di una coccola.

O far incazzare.

Dare la sensazione di un cazzotto.

O non fare né caldo né freddo.

E poi  una lettera potrebbe perdersi nel tragitto.

O finire in mani sbagliate.

Strappata.

O usata per dare benzina al movimento di un dito puntato contro.

E in ogni caso potrebbe lasciare chi la scrive nell’atroce dubbio di aver fatto una stronzata.

Grossa.

Molto più grossa di altre.

Ma poi cosa dovrei mai scriverci dentro a questa lettera?

Raccontare come va?

Parlare del più o del meno?

Chiedere come va?

Sapere...

Ma cosa?

E con che diritto poi?

O potrei chiedere spiegazioni.

O chiedere scusa.

O qualsiasi altra cosa.

Anche la più scema.

Solo per l’ostinata voglia di far capire che ci sono.

Sapere se è così solo per me.

O chissà cosa altro.

Affidare la mia esistenza e il mio sentire a una lettera, rinchiusa in una busta e spedita.

Per poi scoprire chissà quando o non scoprire mai  che la mia esistenza e il mio sentire sono stati estratti da una busta, presi, guardati di traverso, strappati in mille pezzi e gettati via.

Questa voleva davvero essere una lettera.

E magari un giorno lo sarà.

Chissà se l’indirizzo a cui spedirla è cambiato.

O è rimasto uguale.

Chissà?


 Per aria The letters - Leonard Cohen

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