sabato 1 agosto 2015

Esattamente cinque anni fa



Esattamente cinque anni fa poggiai per la prima volta i miei piedi in Palestina.

Sapevo poco o nulla delle verità di quel luogo.

Io chiamavo la Palestina terra santa.

E, in effetti, quel viaggio altro non era che un regalo che facevo a mia mamma per andare a visitare i luoghi sacri della cristianità.

Si un pellegrinaggio.

Con tanto di pie donne, preti e suore e gente che non vedeva l'ora di fermarsi da qualche parte a caso per allargare le braccia verso il cielo e pregare.

E poi c'era un pullman che faceva di tutto per non far notare i checkpoint e un fratacchione come guida che non risparmiava raccomandazioni del tipo "non andate oltre la piazza della Natività perché là sono tutti delinquenti".

Insomma uno di quei viaggi che fanno in molti.

Ma io rimasi folgorato.

Esattamente cinque anni fa, nel punto esatto in cui tutti gli iddio del mondo si incontrano io ho capito che iddio non esiste.

Esattamente cinque anni fa, a Betlemme, io andai oltre quella piazza perché avevo una commissione da fare.

E scoprii che oltre quella piazza non c'erano delinquenti.

C'erano persone che erano l'esatto contrario.

C'erano persone sorridenti e accoglienti, capaci di farti sentire a casa tua e mai paghe di toccarti il cuore a carezze.

Quel viaggio lo ricordo in maniera netta.

E ricordo che non riuscivo a stare con le persone che partirono con me.

E che mi incazzai a morte quando a Gerico mi portarono a mangiare in un posto dove ogni pellegrino che passa di là deve per forza andare.

E che non era previsto che io mi fermassi a guardare con il culo staccato dal sedile del pullman quelle casette incastonate nella montagna arida.

Esattamente cinque anni fa io decisi che avrei dedicato me stesso a quella terra e a quelle persone.

E a guardare indietro oggi credo di aver fatto un bel casino.

Ho cominciato a studiare,

Ho cercato persone che lavoravano là da sempre.

Ho trovato persone che avevano voglia di raccontarsi.

Ho costruito cose, amicizie, fratellanze.

Ma ho anche fatto danni.

A me stesso soprattutto.

Ma ho portato me stesso.

Il mio modo di vedere le cose.

La mia arroganza nell'imporle.

In fondo sono un bullo.

Che poi pensavo.

Io mi ritrovo spesso a parlare del passato.

Con malinconia.

Con rabbia a volte.

Col ricordo spassionato di ogni dolore.

Ora invece mi ritrovo a ricordare il passato come momento in cui è nato qualcosa che sto ancora vivendo.

Ecco.

Esattamente cinque anni fa è nato un amore.

Indissolubile.

E tutto quello che c'è nel trascorrere dei giorni non lederà mai la purezza di questo amore.

Non voglio dire altro.

Delle cose che ho fatto.

Delle bombe che ho sentito per telefono o registrate su wattsapp.

Delle persone che ho incontrato.

Di quelle che mi hanno voluto bene.

Di quelle che sembrava mi volessero bene.

Di quelle con cui non ci siamo capiti.

Delle cose che ho scritto tranne una.

Dei progetti che ho sostenuto.

Della musica che ho messo su per fare in modo che si realizzassero.

Di quanto ho rotto il cazzo a chiunque.

Potrei parlare di questi cinque anni per cinque anni.

Ma non servirebbe a nulla.

Scrivo questa cosa perché fa conto paro.

Come fanno alcuni nelle giornate della memoria.

Ma con la differenza che io la mia amata Palestina ce l'ho nel cuore ogni istante della mia vita.

Chiudo qui.

Ho detto che non voglio dire altro delle cose che ho scritto tranne una.

Una cosa che scrissi a memoria di quel giorno in cui varcai quella piazza e mi lasciai alle spalle quel farabutto di un frate, questa: Una Mattina a Betlemme.

Quel giorno nacque anche il mio amore per Ponti non Muri.

Ma questa è una storia che continua e va seguita senza la nostalgia del mio stanco scrivere.

Per aria The taste of love - Rim Banna


1 commento:

  1. anvedi, al link del post c'era anche un saluto mio :)
    con la differenza che tu, nonostante magari alti e bassi, non sei cambiato
    e io ho perso parecchio smalto, ma non proprio tutto
    grazie Qwe, sono le persone come te che impediscono di dare le capocciate al muro, ciao

    RispondiElimina

il tuo commento è molto più importante di quello che hai appena letto