venerdì 15 maggio 2015

Once I had a home, I still have the key (La catastrofe - Al Nakba - 15 maggio 1948)



Avete mai conservato una vecchia chiave?

Di quelle grandi grandi.

Io ricordo di averne viste molte da bambino.

Servivano per chiudere le cantine al paese.

Non si potevano tenere in tasca.

Dovevi per forza lasciarle appese da qualche parte dopo averle usate.

E perderle era davvero impossibile.

Era molto più semplice perdere la porta da aprire.

Magari a tressette.

O per essere finiti sul lastrico.

O per aver donato la casa ai tuoi figli.

O per volontario trasferimento in altro luogo.

Ma quella chiave no.

Sarebbe rimasta tra i nostri cimeli più cari.

Come fosse un ricordo per portare il nostro naso a sentire gli odori di un giorno che fu.

Ma quella chiave può diventare un simbolo per qualcuno.

La Catastrofe.

Qualcuno che ancora non sa che è un simbolo per lui.

Qualcuno che la toppa l’ha persa perché gliela hanno portata via.

Il giorno della Catastrofe.

Qualcuno che quella chiave non molla mai dalla stretta delle proprie mani.

Qualcuno che sogna ogni istante di infilarla e magicamente aprire la porta della propria casa.

Della casa di suo padre e di sua madre.

Della casa dei suoi nonni.

Di quella casa che non esiste più.

Fagocitata dal mostro stellato.

Di quella casa che non esiste più nella realtà, non certo dentro ai cuori di chi ha la chiave del suo diritto al ritorno tra le mani.

Irriso, dimenticato, stuprato sotto gli occhi di tutti.

“Once I had a home
I still have the key
I take it everywhere I go
To prove that all I’ve said is so
And all the world can see

The walls were painted blue
The front door carved by hand
And generations of my kin
and strangers, all were welcomed in
when they walked upon my land

Pray for us all
And the nameless, the fallen,
The faceless forgotten
Once I had a home

Olive trees once grew
Where mounds of rubble stand
A man can feel himself a king
When water flows from well and spring
And peaceful is the land

The stars shine down on bone and skin
On wire and walls that hold us in
On roads that can’t lead home again”

Per aria Once I Had a Home - Eliza Gilkyson

2 commenti:

  1. di tanti popoli che hanno patito credo che i Palestinesi siano ai primi posti.. spero riescano in tanto riescano presto a tornare ad usare quella chiave..
    ciao Qwe

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  2. io ne conservo diverse... di vecchie chiavi, riguardo al tuo post, spero invece anche io che una chiave... magari ecco potrebbe essere se non proprio quella andata perduta... una chiave nuova (soprattutto presa di coscienza, di lettura... visione della vita, realtà e tanto altro) qualcosa tipo un passepartout... che possa consentire di aprire più porte...

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