lunedì 9 marzo 2015

Prima-Durante-e-Dopo-di-Noi


(foto di Rossana Gambardella)


“I slept on my back
in the shade of the meadowlark
Like a champion
Get drunk to get laid
I take one more hit when you depart”


L’abbiamo pulito rovesciando acqua

L’abbiamo filtrato dalle impurità del male

L’abbiamo plasmato

E poi abbracciato

Reso vivo

Abbiamo fatto in modo che prendesse il nostro passo

La stessa cadenza del respiro

L’abbiamo portato con noi

Ovunque

L’abbiamo nascosto quando dovevamo proteggerlo

O quando sarebbe stato motivo di scandalo

L’abbiamo usato quando da soli non potevamo farcela

O quando qualcuno pressava

O, magari, quando non sapevamo come passare il tempo

E poi siamo tornati nel posto in cui l’avevamo preso

A raccogliere nuovo fango in quella vecchia melma

Per ricoprirlo di nuovo

Lentamente

Senza che potesse capire

Inesorabilmente

Senza che potesse sfuggire

Alla vista di sé non poteva comprendere il cambiamento a ritroso

Era troppo preso dalla nuova vita

E poi...

Non ci si accorge di un bambino che cresce se lo hai davanti agli occhi in ogni istante

Non ci si accorge del proprio imbruttimento se è infinitesimale

Questo ci ha reso spietati

E indisturbati l’abbiamo riportato nella melma

Accompagnato mano nella mano

Sorridenti

E non ha opposto la resistenza che ci aspettavamo

Solo qualche rantolo

Forse perché è quello il suo posto

Forse perché proprio là, dimenticato, trova la sua dimensione

Forse perché è l’unico modo che ha per salvarsi

Per dimenticare lui stesso la luce truffaldina che ogni tanto lo accoglie

Per dimenticare lui stesso il suo stesso esistere

Non lo abbiamo ascoltato però nel suo ultimo grido

Non abbiamo aperto per l’ultima volta i suoi occhi con un colpo di dito per levare il fango

E la sua bocca per farlo esprimere di fronte ad un nostro ultimo ascoltare

Ci avrebbe chiesto di essere spinto più in profondità possibile

Per evitare che un giorno una mano simile alla nostra potesse avere la presunzione di salvarlo

Per salvare lui da noi stessi

Per salvare noi da noi stessi

Ora è sepolto alla bell’ e meglio

Invisibile ad occhio che non conosca l’esatto punto di posa

Di chi sarà l’oblio adesso?

Chi avrà più paura a non veder proiettata la propria ombra quando saremo diventati zimbello del mondo?

Chi tra noi che abbiamo avuto sempre l’illusione di prendere e lasciare ogni cosa a nostro piacimento e tra lui che fermo, sta, se non per essere preso e lasciato a nostro piacimento, balia dei nostri capricci?

Da che parte pende il dolore?

O meglio

Esiste il dolore?

O è soltanto un sentire come un altro lungo la linea del tempo che passa

A cicli infiniti

Prima

Durante

e

Dopo

di

Noi?

“There's blood on that blade
Fuck me, I'm falling apart
My assassin, like Casper the ghost

There's no shade in the shadow of the cross”

Per aria There's no shade in the shadow of the cross - Sufjan Stevens

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