martedì 3 marzo 2015

Meno di zero



Ci si sente affini.

Ci si sente nella pienezza.

Si sentono nelle orecchie esattamente le parole di cui hai bisogno.

Si esprimono solo le parole giuste per creare stupore.

E al tuo naso arrivano odori che non hai sentito mai.

Quelli che comunque restano dentro e che faranno memoria futura.

Ma cos’è che succede davvero?

Presunzione di felicità?

Bisogno estremo di credere che finalmente dopo tanto penare è arrivato il tuo turno?

Una botta di culo clamorosa?

E se fosse tutto falso?

Se davvero si trattasse di costruzioni artificiali che il tuo inconscio ha creato per resistere?

E se fosse il gioco sporco di qualcuno che ha visto la tua debolezza e abbia deciso di sfruttarla?  

In fondo è facile portare in alto chi è sotto terra.

Farlo sentire finalmente vivo, appagato, sicuro.

Basta esserci stati.

Chi è stato sotto terra conosce benissimo la sensazione di baratro.

Ma conosce assai meglio l’ingenua necessità di ossigeno.

Chi è stato sottoterra conosce alla perfezione le parole giuste e sa abbracciare.

Ma soprattutto sa farti sentire importante e necessario per se stesso e per te stesso.

Ma passa.

Passa anche questo.

Un albero che cresce senza radici non sa sopportare pesi.

Non sa che prima o poi dovrà fiorire.

Dare frutti.

Certo, non sa neanche che dovrà morire.

E' tutto dentro di sé, nella sua immaginazione.

Niente nella realtà.

L’incanto fatuo lascia spazio allo sconforto.

Lo sconforto alla rabbia.

Il tutto al nulla.

Ma in fondo chi siamo noi per stabilire che è più colpevole l’incantatore  piuttosto che l’incantato?

Chi siamo per stabilire che è preferibile avere ricordi della pienezza piuttosto che del momento in cui ci sentivamo quel palloncino gonfiato ad elio che perdeva l’appiglio del cordino dal polso?

In fondo il tutto tutto e il niente niente sono esattamente la stessa cosa.

Basterebbe eliminarli per viverci il giorno dopo lo stupore e il giorno prima del baratro.

E tutti gli altri in mezzo.

Sennò la vita sarebbe solo bacetti e bazooka...

Famo abbracci e calci in culo?

No?

“A chi m’incanta vorrei trovare
qualcosa grande da fargli male
l’oro e l’argento misti al veleno
possono tutto e meno di zero”

Per aria Meno di zero – Alice Clarini

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