venerdì 6 febbraio 2015

Un meravigliosissimo scherzo del cazzo



Lo vedi il cielo.

Azzurro.

Sta là.

Sorridi e lo senti addosso.

Ad avvolgerti.

E lo vedi il cielo perché quell’abbraccio te lo fa vedere.

Non hai caldo.

Non hai freddo.

Non hai fame né sete.

Non hai alcun bisogno se non quello di fermare il tempo.

E di fermarlo prima che arrivino i pensieri.

Quei pensieri premonitori di ciò che sarà.

Perché sai come è stato.

E sai che tornerà ad inghiottirti il mostro.

Cambia solo sembianze il bastardo.

E’ furbo.

Non ti lascia il tempo di renderti conto che quel buio che lentamente arriva non è normale tramonto.

E’ il cielo che non esiste più ai tuoi occhi.

Proprio quel cielo che lui stesso ti ha dato apparendo con la sua nuova meravigliosissima maschera.

Non lo vedi più il cielo.

Nero.

Non esiste più.

Disperi e senti la voglia di morire addosso.

E non lo vedi più il cielo perché quello non era cielo e quello non era un abbraccio.

Quello era semplicemente uno scherzo del cazzo.

Un meravigliosissimo scherzo del cazzo.

Che ti fa passare la necessità di raccontare.

Di raccontarti.

Di dare.

Di donarti.

Di prendere.

...di perderti...


“chiave
chiudi
i quaderni miei
tanto a chi
dovrei o potrei
leggerli?”

Per aria L’ultimo venerdì dell’umanità – Umberto Maria Giardini

2 commenti:

  1. Giusè non sei solo...
    Ci sono io con te a guardare quel cielo coperto...e tornerà di nuovo il sole...ne sono sicura...dobbiamo lottare x riaverlo!

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  2. penso.. se una persona si concentra solo su se stessa è probabile che le sembri di essere il parafulmine dei malesseri del mondo, ma se si guarda un attimo intorno magari si accorge che anche gli altri mediamente non stanno poi così bene

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