lunedì 16 febbraio 2015

“Papà ma secondo te c’è davvero qualcuno che ama la guerra?”



“Cos’è la guerra?”

La guerra è paura del confronto.

La guerra è l’incapacità di andare e venire incontro.

La guerra è la necessità di imporre le proprie idee nel momento in cui senti che non sono condivisibili da tutti.

“Da cosa capisci che si andrà in guerra?”

La guerra arriva lentamente.

La guerra arriva spesso da lontano.

La guerra è il tuono.

Il fulmine è quando intorno a te si cerca qualcuno che fa paura.

La guerra è l’imposizione al tuo pensiero che c'è qualcuno troppo diverso da te.

La guerra è quando qualcuno diverso da te è disegnato con l’uniposca nero.

“E lui? Quello disegnato con l’uniposca nero ha paura di noi?”

La guerra è quando quello con l’uniposca nero viene considerato incapace di tenere alla propria vita.

La guerra è quando non ci si mette nei panni degli altri.

La guerra è quando qualcuno piomba contromano sulla tua strada e dai per scontato che sia un pazzo.

“Ma è un pazzo uno che ti viene addosso contromano!”

E se fosse svenuto?

E se fosse in preda al panico?

E se avesse il volante e i freni rotti?

“Come si fa a non fare la guerra?”

Usare tutte le proprie energie per evitare l'impatto piuttosto che attendere che ci venga contro imprecando contro di lui.

Fermarsi.

E andare a vedere, voltandosi, se è riuscito a salvarsi prima del muro.

“Papà ma secondo te c’è davvero qualcuno che ama la guerra?”

La guerra la ama chi ha perso la dignità di se stesso.

La guerra la ama chi ha capito di aver sbagliato e non sa chiedere scusa.

La guerra la ama chi rifiuta di incontrarti per paura che tu possa dirgli le cose che pensi di lui e che lui stesso pensa di sè.

“Scappiamo?”


Si.

Per aria Masters of war - Ed Sheeran

2 commenti:

  1. Mi sento come quel bambino...incredulità, logica candida e stringente...Di sicuro qualcuno ama la guerra, la violenza, l'imposizione delle proprie idee, ma le ragioni mi sembrano troppo complesse per riuscire a comprenderle. O forse "semplicemente" l'uomo che non è riuscito ad evolversi, a crescere, è rimasto bestiale. Guardavo ieri sera uno spezzone di "Quo vadis?" : i romani si divertivano ad assistere a spettacoli cruenti, che ai nostri giorni sarebbero insopportabili.
    C'è solo da affidarsi con fiducia al manifesto che hai posto in bella mostra.

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