mercoledì 3 dicembre 2014

Non avere paura per quando sono da solo



E se ci fosse comunque un domani?

Ahahahahahaha

Perché ridi?

No. Io non rido.

A me sembrava una risata.

Si tu hai percepito il suono di una risata. Ma, ti assicuro non lo era.

Il guaio è che tu esci fuori in un modo diverso da quello che porti dentro.

Chi non lo fa?

Ma tu sei urticante. Metti in difficoltà le persone.

Io sono in difficoltà.

Si ma non si capisce. Sembra soltanto che.

Che dico cazzate vero?

No no... Non volevo...

Si certo che volevi!

Cazzo non si può dire nulla che...

Hai detto anche troppo.

Ti prego ricominciamo. E’ importante per me.

Ok.

E se ci fosse comunque un domani diverso?

Ahahahahahahah

Vabbè allora sei stronzo.

Perché?

La mia è una domanda seria. Costruttiva.

Quindi?

Quindi gradirei una risposta seria. Costruttiva.

Solo perché è importante per te?

Credo lo sia anche per te.

No. Per me è una domanda del cazzo.

Perché?

Hai mai pensato di bere da una bottiglia vuota?

No. Certo. Però...

Però cosa?

Però è possibile andare a cercare un posto in cui riempirla.

E se fosse vuota perché mancante del fondo?

Ne prendi un’altra cazzo.

E no. Noi stiamo parlando di quella bottiglia e della possibilità di usarla per bere.

Dove vuoi arrivare.

Alla risposta che ho dato alla tua domanda.

A quella risata del cazzo così piena di sé.

Eh no. Quella risata è esattamente come quella bottiglia. Vuota, aperta nel fondo e soprattutto impossibile ad essere riattata allo scopo.

Quindi non pensi ci sarà un domani?

C’è sempre un domani ma sarà il tuo, quello di Mario, quello di Giovanni, quello di fraccazzo da Velletri.

E il tuo?

Il mio è mio e voglio non conoscerlo e soprattutto non condividerlo né con te, né con Mario, né con Giovanni e soprattutto con fraccazzo da Velletri.

E che gusto c’è?

Nessuno ti assicuro.

E allora?

Perché stai qui?

Perché ti voglio bene.

Perché mi vuoi bene o perché ti faccio stare bene?

Beh non è che io sia tanto a mio agio adesso eh.

Rispondi.

Mi piacerebbe poter dire per entrambe le cose.

Riusciresti a star bene con me e a volermi bene anche se io continuassi a ridere sopra domande come quella?

Non lo so.

Riusciresti ad avere a che fare con me senza sapere cosa ho dentro, cosa ho voglia di fare, come leggo le cose che mi capitano?

Cosa mi resta?

Un sacco di roba.

Cosa?

Puoi dire a tutti che mi conosci, berti una birra con me ogni tanto, andare a fare una gita, ridere, scherzare.

...

Finite le domande?

Si.

Bene. Vedo che hai compreso.

Non ti voglio bene ora e soprattutto non sto bene con te.

Visto che c’è un domani?

Quale?

Il domani è tuo. Solo tuo.

E tu?

Io rido, scherzo, faccio piroette sul mondo, mi faccio bello, e soprattutto rido sopra alle domande che sento troppo invasive fino a diventare urticante.

E poi?

E poi boh?

Io ho paura per te...

Non avere paura
Per quando sono da solo
Starò meglio di quanto non stessi prima

Ho questa vita
Andrò in giro per crescere
Chi ero prima
Non riesco a ricordarlo


Per aria Long Nights – Eddie Vedder

1 commento:

  1. vorrei piangere - anche senza dirtelo - ma ancora non ho paura per quando sei solo

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