venerdì 5 dicembre 2014

Ma, noi grideremo senza far rumore






Hai visto?

E’ tutto così lontano

Che non sembra più neanche nostro

quel cammino fatto.


Ricordi?

Che fatica bestiale

E che paura

E la gioia e la delusione e la noia a tratti.



E il cielo?

Te lo ricordi il cielo?

Era di un colore patinato

Era come se fosse stato artefatto per noi solo.



Chissà perché poi.



Hai visto?

Ogni tanto si avvicina

E potrei andargli incontro ancora

Ma poi preferisco che venga a pochi centimetri.



Quante volte hai salutato qualcuno da lontano?

Perché scuoteva la mano verso di te

E quante volte quel ciao ciao era per chi ti stava alle spalle?

A me da un po’ succede 101 volte su 100.



Hai sentito che bella questa canzone?

Piacerebbe fosse stata scritta per me

Che ho sempre parlato troppo

E troppo a sproposito.



“L’uomo dalle poche parole
ha una finestra dalla quale sorge il sole,
l’uomo dalle poche parole
con le sue mani costruisce ciò che vuole”


E’ fantastico vero?

Spostare il mio orizzonte dal tramonto all’alba

e usare le mani per qualcosa che non sia farmi del male

respirare.


“la differenza sta nel senso
di appartenenza a questo immenso cielo blu”


Appartenenza

Che rivoluzione sarebbe vero?

Sentire di essere parte di un miracolo

Senza avere dentro il sentimento malvagio del non essere visti.


Chi di un pugno guarderebbe mai il particolare di un singolo dito?


“Ma, noi grideremo senza far rumore”


Ma questo forse già lo facciamo

Magari senza badare al fatto che qualcuno sia comunque in ascolto

Sorridendo magari

O soffrendo assieme senza dire nulla.


Cosa cambia poi?


“Un uomo dalle poche parole ha una finestra dalla quale nasce un fiore”

Che altro dire?


Per aria L’uomo dalle poche parole – Naif Herin

1 commento:

  1. "L'uomo dalle tante parole, ha una finestra che si affaccia sul cuore"
    questa è la mia canzone per te, non è la stessa cosa però, lo penso.
    ciao

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