mercoledì 12 novembre 2014

Testamento

 Arrivarono alla spicciolata.

Si sedettero intorno a quel grande tavolo.

E attesero in silenzio.

Un breve cenno, uno schiarimento di voce e il notaro cominciò a leggere.




Cari eredi,

(certo che è strano scrivere qualcosa senza poter poi assistere alle reazioni di chi la legge, ma tant’è)

so che qualcuno di voi starà piangendo e reca in sé un vuoto e, magari, un senso di non detto, non fatto o non goduto nei miei confronti

(certo che se ognuno volesse fare ogni cosa con tutte i potenziali defunti non avrebbe più il tempo per stare con se stesso a metabolizzare le cose che accadono o che sono accadute)

so che qualcuno oggi aveva di meglio da fare ma se sta qui, in fondo, è perché c’è qualcosa che gli spetta

(certo che sarebbe divertente vedere le vostre facce quando il notaro con un ghigno dirà quello che è pronto per voi)

e so che qualcuno è in questa stanza senza neanche sapere chi io sia e che, prima di venire, ha provato a chiamare perché pensava ad un errore o ad uno scherzo

(certo che la vita è strana, ti sbatti per qualcosa senza riuscire e poi ti accorgi che c’è qualcuno del quale non conosci nulla che ti guardava e che ora ha deciso di lasciarti qualcosa)

Bene.

Vi chiedo di sedervi.

Di annullare per un istante i pensieri.

Di mettere via ogni discordia nei miei confronti.

Di annullare i sensi di colpa.

Di riempire il vuoto con la musica che è in sottofondo.

Di pensare che io non sia mai esistito.

E se proprio non ci riuscite di pensare che io non abbia mai avuto alcuna emozione o afflato nei vostri confronti.

Bene.

Sappiate che in questo momento dovete fare esclusivamente una promessa solenne.

E che non uscirete da questa stanza fin quando questa non sarà compiuta.

Sappiate che nulla vi sarà tolto.

Sappiate che ogni cosa che avrete al termine di questa giornata è qualcosa in più alla quale potrete rinunciare.

Ma solo dopo aver promesso e aver guardato.

Nulla da dare.

Nulla che vi comprometta.

Solo una promessa.

(il signor notaro è pregato in questo istante a chiedere l’ok su quanto sinora detto e, qualora raggiunta l’unanimità procedere a far recitare le parole sotto indicate e a dare mandato a chi sa lui di cominciare il proprio lavoro immediatamente. Qualora anche una sola delle 10 persone presenti in questa stanza non acconsentirà la riunione sarà tolta e chi sa lui procederà come da accordi)

“Io (nome e cognome) prometto solennemente che quando tornerò a casa e troverò la mia scatola del colore (ho scelto quelli che secondo me sono i vostri colori preferiti) che mi piace tanto, la aprirò, ne guarderò il contenuto, deciderò cosa farne e mai in assoluto ne rivelerò la provenienza.
Prometto poi che non parlerò di questo con le persone che oggi sono qui.
Prometto che quello che avrò in dono da questa giornata resterà fatto mio che non sarà condiviso con nessuno.”

(al termine del giro il signor notaro è pregato di sciogliere la seduta e di non chiedere danari agli astanti in quanto le sue competenze sono nella scatola di colore nero che troverà nella sua abitazione quando rincaserà).

Bene.

Ogni altra mia parola in questo momento è superflua.

Vi aspetto a casa vostra.

                                                                                                        Tandoori


Quella sera per 11 persone tornare a casa ebbe un sapore diverso.

Ognuno di loro trovò una scatola del proprio colore preferito.

Ognuno di loro attese per interminabili secondi prima di procedere all’apertura.

Il cuore pulsava.

E quella canzone che doveva servire a riempire il vuoto ancora nelle orecchie.


“Time takes care of the wound
So I can believe
You had so much to give
You thought I couldn’t see”


(continua)



Per aria Morning Theft – Jeff Buckley

9 commenti:

  1. ... vorrei già chiedere cosa c'è nelle scatole :)
    Ciao Giuseppe

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  2. questa storia mi piace...aspetto impaziente, ma non metterci tanti :)

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  3. Non lo so neanche io ancora :-)
    E se ci fosse una scatola anche per voi Sarah e S.?

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    1. direi che ne sarei entusiasta...allora spero di trovare una scatola tutta per me :)

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    2. tu sai che c'è...
      non so perché ma lo sapevi anche prima che lo dicessi...

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  4. Salve!!! Sono venuta a rompervele!

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    1. oh salve Silvana
      peccato! le scatole non ci sono più...
      ritorni a giocare a burraco, è un'attività interessante alla sua età :)

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    2. Non so giocare a burraco, spiacente. Ma il fatto che sia una roba da anziane mi fa capire perché lo conosce.

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