martedì 4 novembre 2014

Fuori ma soprattutto dentro una serata passata col Maestro Bollani, Sushine4Palestine e tanta bella gente al Teatro Argentina

Non ricordo bene che giorno fosse.

Ma si faceva a gara in quel periodo.

Cercavamo qualcuno di forte che potesse amplificare la risonanza del nostro muovere verso Gaza.

Le delusioni di un viaggio che non era riuscito a darci gli abbracci sperati.

Il tentativo di riprendere fiato nell’unico modo possibile.

Continuare ad andare.

Ricordo benissimo, però, che c’erano sette i quando come un lampo nel vuoto si accese la finestrella dei messaggi sul mio computer.

BOLLANIIIIIII!

Avevo già capito.

Aveva vinto quel giochino scemo.

Proprio mentre io mi arrabattavo a mandare mail surreali ad artisti inarrivabili lei era arrivata ad un artista inarrivabile.

E l’aveva arrivato (ok non si dice ma mi piace dirlo così).

Ebbene si il maestro Bollani aveva scelto Sunshine4Palestine tra le millemila richieste di aiuto che ogni giorno arrivano al suo piano.

Rosicavo e godevo.

E...

“E chi cazzo è mo sto Bollani?”

Non potevo certo darle soddisfazione subito.

Avevo intenzione di smontarla e di prendere tempo per ammettere la mia sconfitta.

...E per cercare un modo, almeno,  per pareggiarla.

Mi sono infilato in tantissimi eventi.

Per l’India non li conto.

Tanti.

Piccolissimi.

Ad aspettare invano la gente sulla porta.

Meravigliosi.

Per Sunshine4Palestine.

E’ un modo di fare le cose che mi piace.

Si fa una fatica immane.

Si devono rompere le palle alle persone.

Ma è bello.

Perché quando hai un sogno da realizzare i soldi non bastano.

Quando hai un sogno da realizzare c’è bisogno di raccontarlo, di condividerlo, di mettere la tua faccia davanti.

E incontrare gente intorno ad un artista è il modo che ho sempre scelto.

Magari un raggiro.

Ma un raggiro bellissimo e che, per fortuna, mai nessuno ha sentito come tale.

“Serve un posto grande. Bello. Di quelli che siano all’altezza di un artista di questo tipo.”

Brancaccio?

Auditorium?

Olimpico?

Prezzi da capogiro.

Date?

Aspettare.

Stanno tutti facendo il cartellone.

Ma sarà un lunedì perché i teatri il lunedì in genere chiudono.

Mando mail.

Telefonate.

Vado.

E poi un’illuminazione.

Io stavo cercando solo posti in cui ero stato.

Dovevo affinare la ricerca.

Allargare gli orizzonti.

Il sito del teatro di Roma.

Il teatro Argentina.

Una bomboniera d’oro.

Forse il modo per arrivare a quel pareggio.

Forse il modo, l’unico, per infilare in un contesto di meravigliosità la meravigliosità in cui, chissà per quale motivo eravamo piombati.

Al teatro Argentina non basta chiamare o spedire una mail in attesa di un giorno e di un prezzo.

Al teatro Argentina c’è Giulia che immediatamente ti risponde con gentilezza.

Sarà lei il motore di quello che ci porterà al 3 novembre.

E’ lei che mi dà la risposta che a me sembra un no netto.

“Gentile Giuseppe, bisogna mandare una mail col progetto della serate e le informazioni sull’associazione alla segreteria del Presidente del Teatro affinché dia il nulla osta per il suo evento”.

Leggo.

Sorrido.

Penso.

“Ma te pare che riuscimo a fa na cosa pe’ la Palestina così facilmente?”

Che prevenuto che sono è?

Scrivo naturalmente.

Perché lanciare al macero una possibilità, per quanto piccola, è come impedire di fare l’amore a due persone che stanno concependo me. (l’insulto è ammesso)

Passano giorni.

Non ricordo quanti.

Ma erano giorni in cui avevo smesso di cercare.

Non mi aspettavo risposte.

Non ero abituato a risposte su richieste simili.

Ma...

Era destino.

Se Bollani Stefano aveva detto si a Barbara, allora Argentina Teatro avrebbe detto di si a me.

Togli  Barbara, togli Giuseppe.

Il 3 novembre il maestro Stefano Bollani si sarebbe esibito per Sunshine4Palestine al Teatro Argentina.

Pari.

Festa.

Felicità.

La chat di Sunshine4Palestine urla gioia.

Gli amici più stretti vengono coinvolti.

E poi le domande e i dubbi che, magari ce cascassero sempre nella vita.

Lo diciamo?

A chi?

Quando?

Famose du conti.

Aiutooooooooo.



Vi risparmierò il resto del cammino.

Lungo e tortuoso.

Ma a tratti meraviglioso.

Tutte le persone che piano piano si sono aggiunte a far festa con noi e ad aiutare.

E quelle persone, ma si indispensabili anche loro per farci capire meglio, che si sono incazzate per aver accostato un artista che si era esibito a Tel Aviv per Gaza.

Ma in fondo quante persone in più oggi sanno che a Gaza c’è qualcosa di terribile?

Quanti sanno che puoi prendere l’ascensore, quando c’è, solo per 4 ore?

Io credo moltissime.

Ed evitando retorica stolta che piace tanto agli urlatori dei diritti  io sono certo che anche solo questo basta.

Ma non avanza.

Perché quando si parla di Gaza non arriva mai il momento in cui ad un certo punto ti fermi a raccontare delle sciagure che quel popolo di gente meravigliosa è costretta a subire.


Vi risparmierò anche di questo.

Adesso sapete dove cercare.

Chi cercare.

Perché farlo se volete sapere.

Basta spegnere la televisione e andare a bersi una birra.

Disponibile con tutti per questo (lasciare messaggio sarete richiamati appena possibile).



Oggi è il 4 novembre.

E il giorno dopo per me ha sempre un sapore particolarmente duro.

Il giorno dopo io sento il vuoto.

Soprattutto quando quello che è successo ha portato via ogni energia.

Soprattutto quando quello che è successo è stato un dono inaspettato di magnificenza.

Non una botta di culo.

No.

Non voglio pensarlo.

Sarebbe sminuire tutto quello che c’è stato.


Oggi è il 4 novembre e non so cosa sarà di me.

Non lo so perché io vivo il terrore delle cose che si chiudono.

Che siano programmate o che siano una mannaia inaspettata tra capo e collo.

Ho un po’ paura, devo ammetterlo.

Ma questo esula ora.

E davvero sarà silenzio.

Un silenzio di cristallo.

Tutto mio.

Solo mio.


E naturalmente non ho raccontato nulla di quello che è stato.

Chi c’era mi aiuti.

Chi non c’era cominci a farsi un viaggetto sulle pagine di Sunshine4Palestine.

C'è estremo bisogno di sostegno sempre.

Fatelo.

Farà bene anche a voi.


Per me è abbastanza ora.

Non è facilissimo.

Mi perdonerete tutti.

Lo so.

Per aria Crystal Silence – Chick Corea

A Barbara Capone, Francesca Vitalini, Fabiana Sartini, Irene Tuzi, Anna Maria, Marta Crespiatico, Francesco Gallo, Giulia Giannoni, Marina Bicchieri, Giovanni (Palestina Libera), Betta Piva, Daniele (piccoli pr crescono), Maura Cenciarelli, Annarella Rock, Alessio Ferrucci e a tutta la Garbatella che sa lui, Maria Elena Delia, Patrizia Cecconi, Francesca Lioro, Livia Parisi, Timisoara Pinto, Tryppo, Fra, Ali e Marcolino, Bruna M. 






3 commenti:

  1. direi che devi ancora assoporare tutto... fai sedimentare.
    poi tutto avrà un aspetto ancora più bello.
    ciao Giuseppe :)

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    1. ma come boh? volevo dire che quando ci si impegna tanto per una cosa a cui teniamo, poi dopo, quando succede ci manca e sembra che non potrà accadere null' altro di buono, invece poi si schiudono altre possibilità...:
      :PP

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