mercoledì 16 luglio 2014

Sono notti diverse

Sono notti diverse.

Notti durante le quali chi è abituato a fare i conti con i propri mostri sente che non può farcela ad aggiungerne altri.

Il senso di impotenza che ti avvolge è insostenibile.

Aspetti il silenzio assoluto.

Aspetti che nessuno in casa possa sentire che stai piangendo e urlando dentro.

Sentire nel tuo telefono il suono sordo delle bombe.

Sentire i bambini che urlano.

Cercare di capire perché.

Leggerlo da qualche parte quello che sarebbe il perché, falso, in cattiva fede, egoista, immemore, vigliacco.

Bastardi vi odio.

Io non ho mai odiato così neanche chi ha fatto di me la merda che sono.


Sono notti diverse.

Dove ogni tua cosa viene messa via.

Dove cerchi di capire cosa fare.

Un lampo di genio.

Ricerca dei migliori.

Lettere, mail, telefonate.

E ancora suoni sordi.

E insulti, minacce di gente che spunta con nomi da cattivone e poi scappa perché sa, sa benissimo, che cosa si prova.

Sa benissimo che arriva un momento in cui non può fare più paura a nessuno.

Eh si.

Tu sai tutto.

I tuoi nonni e tuo padre ospitano le scolaresche per raccontare l’ingiustizia.

Tu conosci bene l’ingiustizia e sai benissimo che non si combatte facendone altra.

Ma sei un codardo e sei un pigro.

Si un pigro perché hai anche imparato che così è più facile.

Hai imparato che i soldi che hai da parte, che un tempo erano motivo di oppressione per i tuoi nonni, oggi possono fare l’esatto contrario.

Farti sentire invincibile e impunito.

Almeno fin quando non ti chiudi nel tuo bagno dove le miserie vengono riflesse e non puoi certo bombardare uno specchio se non a sputi.


Sono notti di dolore.

Sono notti di rabbia.

Sono notti in cui cerchi di uscire da te e farti dono.

Sono notti in cui cerchi di portare un sorriso.

Sono notti in cui cerchi un abbraccio a cui cedere per scongiurare la paura di precipitare in un buco nero.

Sono notti che quando stremato ricorri al sonno sai benissimo che è perché non ne hai più.

Ma prima ripassi in rassegna con la mente e fai una carezza

A Majd
A Safaa, Haitham e ai loro figli
A Marta
A Barbara e Ivan
A Elena
A Tatiana
A Maria Elena
A tutte quelle anime che vagano nella disperazione
A tutte quelle anime che da lontano vanno a far loro compagnia

Per aria  Like a Valley with No Echo - Hammock







1 commento:

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