martedì 15 luglio 2014

Potrei, se volessi.

Potrei, se volessi, trasformarmi.

E travestirmi.

Per combattere la noia.

O per svagarmi.

O semplicemente per essere percepito diversamente.


Potrei, se volessi, negarmi.

E sparire.

Per vedere che effetto fanno le trasparenze.

O per ingannare me stesso.

O semplicemente per poter riposare lontano dagli occhi della gente.


Potrei, se volessi, camminare su un filo sottilissimo.

E correrci sopra.

Per dimostrare di non aver paura del vuoto.

O per sentire il puzzo dell'adrenalina.

O semplicemente per guardare il mondo da un'angolazione diversa.


Potrei, se volessi, cimentarmi in una danza.

Per controllare il mio livello di grazia.

O per inciampare a ritmo.

O semplicemente per non rimanere fermo a guardare il mondo che si muove e non mi aspetta mai.


Potrei, se volessi, guardare negli occhi uno sconosciuto.

Per cercare di carpirne i pensieri.

O per fare a gara su chi distoglie per primo lo sguardo.

O semplicemente per correre il rischio di essere preso a pugni in faccia.


Potrei, se volessi, entrare dentro me stesso.

Per capire chi sono o cosa sono.

O per lasciare finalmente in pace la mia ossessione da giudizio altrui.

O semplicemente per tenere il punto con quell'orgoglio che allontana.




Potrei...

Se volessi...

Ma in fondo non ho mai creduto a fondo nelle pianificazioni.

Né tantomeno alle dichiarazioni d'intenti.

Semplicemente perché non sono mai riuscito a leggere le mappe per trovare la strada giusta.

Che poi durante il cammino ci sono cose che ti fanno svoltare altrove.

Perché perderle solo per dar retta a qualcosa che hai già vissuto nei sogni?

Può un sogno restare chiuso nel pensiero che l'ha creato?

O può muoversi di sua volontà attraverso lo spazio e il tempo?
  
Esiste il sogno alla seconda?

E quello che tende ad infinito?

Potrei, se volessi, incorniciare un sogno.

Ma non sarebbe come chiudere in gabbia un viaggiatore?

Non sarebbe come guardare in alto e vedere il cielo rompersi in mille pezzi?

"The sky is breaking
I don't ever want to be alone"



Per aria Darkest Dreaming - David Sylvian

1 commento:

  1. fare pace, portare pace, cercare pace, costruire pace. il viaggio è questo, dentro di noi, dove a volte gli equilibri saltano a favore delle contraddizioni, della sfiducia, della non accettazione, e fuori di noi, in questo mondo che prima o poi aprirà gli occhi e capirà che senza pace non ci può essere futuro. Abbi cura di rivolgerti uno sguardo sereno, a dispetto di ogni fallimento e imperfezione, perché non sei nessuna "cosa", sei un uomo che cerca e che si cerca, e annulli l'ossessione del giudizio altrui quanto più il tuo sguardo sarà con te amichevole: gli occhi che giudicano sono sempre i nostri, ed è la loro visione che gli altri raccolgono e amplificano, con più o meno sensibilità. Soffermati sulla luce, c'è.

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