martedì 4 febbraio 2014

E vabbè!

Mi spaventa guardare lontano.

Verso l'orizzonte... Così per fare un esempio...

Certo mi affascina anche.

...che poi la paura è quella tipica di chi guarda verso l'infinito e si scopre a fare un frontale con il capolinea...

Il fascino, invece, è quello di chi cammina, quasi con incoscienza, godendosi il panorama e scoprendosi con i calli ai piedi di essere di fronte ad un nuovo infinito...

Assai diverso anche se identico nell'essenza a quello appena superato.

Cazzarola pure la presunzione di sorpassare l'infinito...

E vabbè!

Adoro alzare gli occhi al cielo e trovare occhi che mi guardano.

... che poi un sacco di volte li sento come una minaccia...

Spesso carezza.

O chissà cos'altro...

Mi piace lasciarmi cullare dal silenzio.

Non mi fa paura il silenzio...

E neanche il buio mi fa paura...

Nemmeno quello che ti assale quando sei con gli occhi aperti.

Piuttosto quello che mi spaventa sono le grida che squarciano il silenzio.

E i lampi che annullano il buio quasi per sfregio.

Detesto gli addii...

Quelli sentiti... Quelli costruiti... Programmati... Banali...

Preferisco andar via senza farmi trovare nel momento topico.

A che serve scambiarsi un ciao... un arrivederci... un chissà che cosa se è destinato ad essere ricordato come ultimo?


Per aria Restless Farewell – Bob Dylan

2 commenti:

  1. Una riflessione di grande spessore emotivo... Continuo a dirtelo, lo so, ma sento una grande sintonia tra i nostri modi di scrivere ed esprimere le emozioni...
    A cosa serve un addio? Non l'ho mai ben capito nemmeno io...ma un giorno in cui ho dovuto confrontarmi con un grande addio e non ho voluto esserci ho capito a cosa serve un addio che non si vuole dare: a mantenere vivo dentro qualcosa che non si vuole spegnere...perchè addio vuol dire separarsi e separarsi è sinonimo di morte... E come tale fa paura anche a chi sembra non averne...
    Che poi è vero anche che in fondo l'infinito che si espande esiste e non solo fuori, ma soprattutto dentro di noi, solo che non riusviamo a percepirlo, così come quello fuori...

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  2. Sugli occhi capaci di guardare avrei molto da dire...io ne sono drogata...sono drogata dagli sguardi che mi sanno definire, oltre che a vedermi ed è vero che anche io a volte li temo altre volte invece sento che sanno asciugarmi dalla pioggia o dissetarmi dall'arsura...

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