lunedì 13 gennaio 2014

Milano. Flash di follia nel buio del tutto scritto.


E se si smettesse di programmare ogni cosa?

E se si riuscisse a smetterla di anelare alla pace dei sensi che può dare un obbiettivo raggiunto?

Ci pensate amiche e amici miei?

Il libero godimento del singolo istante che passa.

Come?

Giustificare il mio voler diventare uno sprovveduto?

Aver paura di vivere male le aspettative?

Assoldarmi dalla schiavitù da madame illusione?

Forse.

Ma sarebbe comunque riduttivo.

Vorrei andare un po’ più in profondità per rendere tangibile un volo pindarico.

Per spiegare come sia possibile vedere dei flash dentro al buio.

Flash di follia nel buio del tutto scritto.

Dando per scontato che sia follia uscire dal tutto scritto.

Avete mai riso come dei pazzi durante un momento di puro sconforto intriso di pianto a singhiozzo?

Ci avete mai pensato al fatto che si possa toccare l’apice dell’ottimo e del pessimo senza passare dal centro?

Siete stati mai così male da delirare?

E nel delirio infilare i vostri desideri più belli e le vostre sconfitte più grandi?

Come?

Esempi in cui la sofferenza la fa da padrona?

Non avete alcuna voglia di soffrire a sbafo?

Meglio sapere prima i risvolti che potrebbe prendere una cosa piuttosto che...?

Io vi capisco.

E capisco anche che fare diagrammi di flusso sia un modo ottimo per organizzarsi la vita.

Fan così anche gli struzzi.

Specie quando nei passaggi fondamentali arrivano strade diverse da quelle che si possono prendere semplicemente rispondendo ad un “if” con un si o un no.

Sapete cosa penso?

Che l’illusione peggiore alla quale si possa andare incontro è quella che sia possibile poter fare un’epidurale al cuore.

Che si possa evitare di viversi il dolore nel momento stesso in cui accade.

Tanto prima o poi lo si paga.

- - -

MILANO

Com’è andata a Milano?

Benissimo e malissimo.

Senza alcuna via di mezzo.

Quando in due mezze giornate hai la possibilità di infilare la metafora di una vita intera va da sé che non è possibile condensare mediocrità.

E poi non sono tipo che si nasconde dietro a vittorie e sconfitte pur essendo per natura un competitivo tignoso e spesso arrogante.

Ho avuto l’emozione fortissima di incontrare persone che amo da una vita che hanno costruito per me nello spazio di un soffio un rifugio caldo e sereno del quale avevo veramente bisogno. Persone che per me sono una coccola per l’anima.

Ho incontrato occhi. Occhi belli. Facce pulite. Mani. Voci. Futuro che si condisce di bellezza nuova. Di speranza da cominciare a viversi sul serio.

Ho avuto un bel febbrone durante la notte tra sabato e domenica intenso come è intenso il mio desiderio di uscire da me quando non so che pesci prendere. Un febbrone che mi ha tolto un’occasione. L’occasione di sognare quello che stavo vivendo nel momento stesso in cui lo vivevo. Che non mi ha fatto vedere nel tempo in cui sarebbe stato vitale vederla quella lucina blu intermittente che avrebbe cambiato il passo ad un istante di sconforto.

Ho sentito le mancanze. Guardavo spesso la porta d’ingresso dell'Arci Svolta. Aspettavo persone che avevo voglia di abbracciare. Invano. Ho sofferto, lo ammetto. Ed è difficilissimo soffrire nel momento stesso in cui stai gioendo per altro. E viceversa.

Che altro...

Com’è? Chiedeva qualcuno...

Cosa significa com’è? Rispondevo io...

Significa come stai...

Secondo te come si può stare cercando di non lasciare niente a se stesso in un mondo triste e meraviglioso?

...

Appunto!

Per aria Sad and Beautiful World – Sparklehorse

Naturalmente sulla pagina facebook e sul sito di sunshine4palestine troverete le cose che veramente contano della serata di Milano, le immagini e i suoni che ci sono stati donati e gli sviluppi passati presenti e futuri del progetto. 



6 commenti:

  1. C'era tutto nella tua espressione, febbricizzante emozione di un momento atteso e di un sogno in cui si crede fermamente. La vita andrebbe vissuta così. Vanne fiero :) Felice di esserci stata. Un abbraccio

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  2. Ciao Sarah, sarebbe bello se ne avessi voglia che tu raccontassi a modo tuo le percezioni di quello che hai visto e del progetto che ti è stato raccontato.
    Così... per vedere con gli occhi di chi viene per accogliere... come si accoglie la pioggia tendendo le braccia e aprendo le mani.
    Col tuo scrivere insomma...

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    1. Mi dai una grande responsabilità... ci provo :)

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  3. Torno da un periodo di assenza e sento di essermi persa molto... Non comprendo gli eventi ma ti ritrovo ancora più intenso, vissuto ed emozionale... Leggerti è sempre bello

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