martedì 29 ottobre 2013

Appartenza?


Adoro ascoltarne i suoni...

Cerco di capire dal tono i messaggi...

Se ho possibilità vado a chiedere...

Questo non significa che io rinneghi i suoni della mia terra...

O meglio della terra in cui sono nato.



Chissà cosa significhi in realtà appartenenza?

Se è qualcosa che serve per avere dei diritti e dei doveri...

... se è qualcosa che serve a griffare le persone...

o se è semplicemente la voglia che un singolo individuo ha di camminare libero su un pezzo di terra...

Chissà se è possibile sentirsi liberi e sentire un senso di appartenenza in più posti?

In questo mondo fatto di risorse scarse la tendenza è quella di evitare che almeno i diritti siano per quelli per i quali l'appartenenza ad una comunità sia certificata da origini certe...

Ma tralasciamo sennò mi incazzo...

Succede anche che ci si lasci vincere e convincere dalla bellezza che ci è entrata dentro durante una vacanza esotica...

Che si torni a casa propria vestiti come sceicchi o come geishe, che si comincino a consumare cibi strani, che si cominci a studiare una lingua che già sai che non imparerai mai...

Naturalmente quei vestiti finiranno presto in un baule in attesa del carnevale, quei cibi saranno messi via dalla propria dieta per dimenticare l'ultima scarica di diarrea e quella lingua reinserita nella babele delle cose che non ci appartengono...

Ma tralasciamo anche questo, che tanto...

Appartenenza...

E' proprio difficile per me...

Se mi ci metto a pensare su un po' di più sento che questo termine si sgretola...

Come se non esistesse...

Che poi io mi chiedo...

Ma noi italiani come mai invece di condividere le nostre cose pensiamo solo a chiuderci?

E perchè abbiamo sempre paura che se tiriamo fuori dalle nostre saccocce un talento l'unico pensiero che ci frulla nella mente è che ce lo ruberanno?

Ma non siamo più capaci a cantare come cantavamo una volta quando non avevamo un cazzo e nessuno ci poteva rubare niente?

Sarà per questo che sento il bisogno di farmi cullare da suoni che qualche benpensante direbbe che non mi appartengono piuttosto che dalle dissonanze che la terra dei miei avi produce in quantità industriale?

Sarà per questo che lo schifo di appartenere ad un mondo che non sento più mio mi fa preferire l'eliminazione di un termine dal mio personalissimo vocabolario piuttosto che l'utopica fuga?
Per aria SemMozhi - AR.Rahman

mercoledì 23 ottobre 2013

Nessuno di cui avere paura


…Good is better than perfect
Scrub til your fingers are bleeding
And I'm crying for things that I tell others to do without crying…



Non c’è nulla da cercare

Nulla da prendere

Nulla da levare a qualcuno

         Stasi

Non c’è un mondo intorno da assecondare

Nessuno da evitare

Nessuno di cui avere paura

Pace

Non c’è fame di

Nessuna sete di

Nessuna

Parole che smettono di uscire

Non c’è la necessità di esprimersi

Nessun bisogno di raccontarsi

Nessun desiderio di capire

Fantasmi danzano nel cielo

Intorno alla luna rossa che ti ha fatto paura

Le dico di smettere schioccando ciglia

E la scoloro come fosse a table cloth washed in a river



Trasformandola in sole del mattino


Per aria Man of a Thousand Faces – Regina Spektor

martedì 22 ottobre 2013

La rivoluzione sta arrivando...


“davvero capisci
la lingua segreta che parlo?
sublimi sciocchezze
la rivoluzione sta arrivando
davvero capisci
la forma segreta del mondo?
sublimi sciocchezze
la rivoluzione sta arrivando
sta arrivando”
 
 
Ho provato a guardare dritto negli occhi i passanti...
A cercare un contatto...
Abbozzando un sorriso o un cenno del capo...
Gli sguardi scappano via...
E se sei fortunato magari scopri, voltandoti, che l'altro si volta...
Quasi per cercare di capire se hanno incontrato un vecchio conoscente...
...O semplicemente un pazzo!
O forse è solo paura di essere seguiti...
La gente ha paura...
Pensavo a quando trascorrevo le vacanze al paesello...
Dove se dimenticavi di salutare persone a te sconosciute poi si veniva a sapere...
E tuo padre diventava un genitore che non aveva insegnato l'educazione ai figli...
E chi si rigirava lo faceva solo per essere certo di averti attribuito alla famiglia a cui appartenevi...
Diversa dalla sua...
Ma uguale nell'appartenenza alle famiglie di quel paese...
Cosa cambia?
Sconosciuto ora e per me sconosciuto allora...
Questione di conoscenza?
Però mi chiedo...
Come fai a conoscere qualcuno se l'approccio genera tensione?
Siamo tutti dei potenziali assassini di fronte alla gente che incontriamo?
Si si lo so...
La gente ha paura...
E pure io ne ho!
Però...
Chissà se quel personaggio che mi ha affiancato mentre cambiavo gli euro in rupie voleva davvero derubarmi?
Chissà se chiudendomi a riccio io non abbia perso qualcosa...
Chissà quante occasioni perdiamo ogni giorno correndo dietro al nostro naso...
Ma il rischio di andare a sbattere sarà minore del rischio di ritrovarci in mano a un maniaco?
E allora?
Come faremo a colmare tutte le distanze?
La gente ha paura!!
Ho capito cazzo!
Per aria Tutte le distanze – Diego Mancino

sabato 19 ottobre 2013

16 ottobre 2013 come andò?

Non sono mai stato in grado di fare resoconti dettagliatissimi.
Ho sempre preferito cimentarmi nel difficilissimo tentativo di prendere le emozioni e di cavarne fuori parole capaci di renderle più o meno percepibili all’esterno.
Sarebbe bellissimo tentare di provare…
Ma c’è qualcosa dentro di me che disturba la concentrazione…
E…

Ma che stai a dì?
Ecco stavo cercando di buttar giù qualcosa che andasse bene per tutti…
Si vabbè, ma quanno che parli co’ tutti te viè fori quer difetto grosso de chi se sente er monno in mano e nun vole fa torto a nisuno…
Ma che dici? Di che difetto parli?
Eddaje nun fa ‘r finto tonto che nun sei manco bbono a fallo…
No no davvero… Dimmi… Di che difetto parli?
D’ ‘a diplomazzia parlo…
Ah!
Tana!
Beh si dai… A volte esprimere tutto può essere capito male. Può dar fastidio. Creare odi inutili. Poi bisogna ricostruire, scusarsi, ricominiciare.
Tanto nun ce poi fa gniente… C’hai me dentro… E quello che te faccio uscì dall’occhi se capisce…
Dici?
Avoja!
Ok… Ma io ora vorrei tentare di raccontare…
Fai fai… Fai pure…

La settimana che ha preceduto il 16 ottobre è stata molto intensa.
Siamo riusciti a parlare del progetto meraviglioso di Sunshine4Palestine a tante persone. Siamo riusciti ad invadere le radio, il web, persino Vauro ci ha ospitato sui suoi canali.
Ero eccitato e non vedevo l’ora di…

Ma se te stavi a cacà sotto!
Vabbè… Ma mica lo posso dì!
Si ma nun poi manco dì che nun vedevi l’ora de…
Beh si dai…
Ma se dicevi sempre che c’avresti avuto bisogno de più tempo, che c’era qualcosa che te sembrava nun fatta o fatta male…
Ok. Ma posso continuare senza che mi interrompi ogni tre per due?
Vai vai…

Riuscire a mettere assieme in un luogo storico e meraviglioso musicisti importanti e molto bravi mi riempiva il cuore di gioia.
E per me, personalmente, ritornavano le emozioni sentite durante l’avventura indiana.
Rivedevo gli occhi che mi davano forza.
E gli odori.
Era come se il tempo non fosse mai passato.
Come se le sofferenze del dopo fossero evaporate tra le nuvole…

Ma se era sereno… Ma quanto sei cazzaro?
Aho! Era una metafora.
Tu a forza de dì metafore nascondi la verità a la gente…
Ma cosa dici?
Dico che te hai sofferto prima, durante e dopo…
Si ma…
Er guaio tuo è sempre lo stesso…
Cioè?
Nun te sai godè un cazzo!
Posso continuare ora?
Si si…

L’atmosfera prima che cominciasse la serata era piacevole ed avvolgente.
Si parlava con gli artisti del sogno che li aveva portati verso di noi.
Si abbracciavano le persone che piano piano arrivavano.
Si attendeva con trepidazione chi non sarebbe mai arrivato.
Si cominciava a correre guardando l’ora.

Dimme ‘n po’ na cosa…
Uff… Sta venendo uno schifo!
No no dai… Però dimme…
Cosa?
T’è scappata na cosa poco diplomatica e manco troppo tra le righe…
Davvero?
Daje nun fa er finto tonto…
E vabbè si… A me certe volte me viè da rosicà… Anche se…
Se?
Nun lo posso dì manco a te!
Ma io ce lo so…
Si ma su certe cose so io che decido…
Lo so. Ma su altre so io…
Che vorresti decidere tu?
Secondo me è meglio che nun lo scrivi sto racconto…
Perché?
Perché le emozioni vere tue nun so mai state diplomatiche.
E quindi?
Rischi de esse loffio, freddo…
Ma io voglio tentare lo stesso. Però smettila di interrompere.
Ok.

Si va in scena.
Resto dietro. Sul tavolo le nostre bellissime magliette da vendere. Mi sembra il posto giusto per me. Ho occhi per guardare tutto e posso starmene un po’ in disparte a vedere come va.
Il palco ha il nostro logo proiettato in bella vista.
Entra Barbara.
Comincia a raccontare.
E’ emozionata e sta sempre messa un po’ di lato. A tentare di non prendere troppo l’attenzione su di sé. A lei interessa che l’attenzione vada sul sogno. E lascia la scena a quel logo meraviglioso. E racconta. E racconta in maniera tale che è certezza che tutto andrà in porto. Malgrado tutte le difficoltà che ha sopportato e che ancora dovranno venire.
Ringrazia Barbara. Ringrazia sempre e ringrazia tutti. E lo fa in un modo mai scontato o riverente. La invidio per questo.

Aho!
Eh?
Ma stamo a parlà de te o de la serata?
Beh di un po’ di tutto.
Hai scritto 729 parole e ancora non m’hai fatto sentì la musica.
Si dai ora parlo del concerto. Però azzittati.
Ok ok sto zitto!

Barbara va via.
Salgono sul palco Valentina e Matteo.
Valentina è sempre stata vicino alle cose che ho fatto mettendoci la faccia, la voce, le canzoni.
Valentina ci mette soprattutto la carica e la sensibilità.
Canta, parla, sorride.
Parla di Sunshine4Palestine come fosse motivo di speranza anche per lei.
E sono certo che così è.
Io vado sotto il palco.
Di lato vicino ad un palo per non disturbare nessuno, per starle vicino.
Urlo al termine di “Io e le tue parole”.
Mi sente.
Mi sorride.
Per me potrebbe finire così.
Il mio cuore è colmo.

Ma nun dì cazzate!
No! Dai! Questo non te lo permetto.
Perché?
Perché ero veramente in pienezza in quel momento.
A me tanto allegro nun me sembravi… Guardavi sempre dietro…
Ma te che ne sai ndo guardavo?
Volevi più gente.
Si è vero, ma nun guardavo dietro pe’ quello…
E pe’ che guardavi?
Guardavo pe’ cercà de riempimme de più… Pe’ vedè se le persone che c’erano stavano bene e pe’ tanti altri motivi che te nun te meriti manco de’ sentì pronuncià!
Comunque…
Comunque niente. Vorrei finire se me lo permetti.
E finisci!

Ad un certo punto Valentina legge una cosa che Barbara scrisse qualche tempo fa.
Io ero di nuovo vicino alle magliette. Danilo si preparava per accogliere i Radiodervish sul palco e Barbara, inconsapevole della commozione che l’avrebbe colta di lì a poco a fianco a me.
Matteo accompagna la lettura al piano.
“Nel gennaio del 2013, dopo due anni di intenso lavoro, abbiamo dato vita alla charity Sunshine4Palestine. Nel corso del tempo, persone meravigliose si sono unite al gruppo originario, accompagnando ed arricchendo ogni giorno di piu il nostro cammino.
Sunshine4Palestine è una associazione che si prefigge scopi umanitari, che vanno al di la di bandiere, ideologie, colore di pelle, capelli, razza o religione.
Siamo uomini. Nati per caso al di qua o al di la di un confine, linea di demarcazione che talvolta ha il potere di stravolgere le nostre esistenze.
Non possono esistere confini, barriere di qualsivoglia sorta che ci precludano dall'essere uomini, e vivere come tali”
Valentina sorride commossa.
Barbara sorride commossa.

E te te sei messo a frignà, perché sei un frignone!
Daje stacce!
Si me so messo a frignà! E allora?
E manco hai sorriso!
Io so maschio e du’ cose assieme nun le so fa.
Aho ce stavano pure l’amici tua de’ un tempo che te guardavano…
Si, embè?
Se so messi a piagne pure loro?
Boh? Nun lo so… Nun c’ho fatto caso! Ma che c’entra?
Non lo so… Così tanto pe’ dì!
Posso andare avanti?
Certo certo.

Il concerto di Valentina va avanti.
Diverso da quelli che faceva quando inizia ad amarla.
Più intenso per certi versi.
Più suo.
La ragazza prodigio è diventata donna e lo sa benissimo.
Sa benissimo che nella sua voce ci sono le contaminazioni dei momenti trascorsi.
E non ha alcuna intenzione di lasciarli fuori, anzi…
Li tiene dentro e li fa suoi e li infila nel suo cantare rendendolo ancora più intenso.
Con “Satura” ci saluta.
Quanto adoro quella canzone…
Sale Danilo.
Racconta ancora un po’ si Sunshine4Palestine.
Presenta i Radiodervish.
Non toglie mai una mano dalla tasca.
Cerca di essere sciolto, ma si sente che è teso, emozionato.
Si sente che ha voglia di cullare questo nuovo sogno con tutta la forza che ha in corpo.
Con me. Ancora una volta.

Aho sempre in mezzo te metti eh?
Beh dai… Danilo m’ha sempre assecondato… E ha sempre messo l’anima dentro alle cose che abbiamo fatto assieme.
Si però là sopra ce stava lui.
Embè?
Magari ce dovresti esse annato te…
Lui parla meglio de me.
Er guaio tuo è che te te cachi sotto.
Si, pure questo è vero, ma dai zittete che ho quasi finito.
Vai vai che me stai a fa venì na cicagna…

Arrivano i Radiodervish.
Cominciano con “Stay Human”.
Parlano di Vittorio con una delicatezza ed una intensità rare.
Non conoscevo questa canzone e non mi aspettavo di trovare Vik là con noi.
E’ stata una sensazione bella, pulita, piena.
La gente ha cambiato posizione.
Sono seduti.
Le luci sono diventate rosse.
Intime.
Le note dei Radiodervish sono un abbraccio.
La voce di Nabil è calda e fa tanto casa.
Michele, Saro e Nicola sono una fusione di magica armonia.
La gente è silente durante e scoppia in applausi alla fine di ogni canzone.
Avrebbero dovuto fare 4 pezzi.
Ma alla fine ci hanno donato un concerto quasi intero.
Presi, forse, dalla gioia, anche loro, di esser saliti su una cosa bella.

E poi?
E poi che?
Dico poi che è successo?
Poi è finito il concerto dei Radiodervish, abbiamo messo a posto le cose, abbiamo ringraziato tutti e siamo andati a casa.
Ma alla fine te eri contento?
Si perché?
Dai ce so cose che non t’hanno proprio accontentato.
Nun se po’ avè tutto…
Però potevi dille.
Io credo che quando racconti una cosa che è alla mercè del mondo bisogna essere più…
Più?
Meno pallosi possibile.
Vabbè ma a mè puoi dirlo…
Beh naturalmente dopo tutto il mazzo che ci siamo fatti speravo ci fosse più gente.
E poi?
E poi speravo che sta cosa… Ma lasciamo perde…
No no lo devi dì.
Perché?
Perché magari a forza de notallo e de ridillo cambi…
Dici?
Le provamo tutte…
Speravo che sta cosa negativa nun me portasse via dar core tutte le cose belle che avemo vissuto intorno a quest’evento…
Che poi me viene in mente na cosa…
Che?
Da quant’è che stai a scrive?
Una mezzora…
Ma nun facevi prima a copià quello che ha scritto Barbara dopo la serata e a dì semplicemente da qualche parte che sei sempre er solito coglione?
C’hai proprio ragione!
Vabbè ma mo copialo quello che ha scritto Barbara.
Dici?
Me pare il minimo…
Ok…

“..vorrei ringraziare di cuore tutti coloro che hanno reso la serata di ieri al circolo degli artisti un momento unico.
Un grazie speciale e di cuore a Valentina Lupi ed a Matteo Scannicchio, a Nabil Bey, Michele Lobaccaro, saro cosentino e Nicola Alesini, per aver creduto in noi, accompagnando il nostro cammino con la vostra arte e con la vostra meravigliosa musica.
Un grazie al Circolo degli Artisti, a tutti coloro che in questi giorni si sono adoperati per dare a Sunshine4Palestine visibilità, per parlarne, discuterne, portare a conoscenza più persone possibile delle problematiche affliggono la quotidianità nella striscia di Gaza..
Un grazie di cuore a Barbara Venditti per aver prestato la sua meravigliosa voce per il nostro spot..
Grazie a Radio Rock in particolare a Jelena Milic, RadioPopolareRoma e Marco Cavalieri, Radio Dimensione Musica specialmente a Chiara Felici, Radio Studio 93, Wasabi Radio e Radio Città Futura per aver offerto i vostri spazi ed il vostro tempo per parlare di noi.
..perché la conoscenza, la diffusione dell'informazione, la sensibilizzazione sono il primo importante, fondamentale passo per gettare le fondamenta di un nuovo giorno in cui non esistano confini l'essere nati al di la o al di qua dei quali cambi i diritti fondamentali da uomini che ognuno di noi deve avere la possibilita' di avere in quanto Uomo.
..un grazie a Vauro Senesi per aver supportato il nostro progetto su tutti i suoi canali ed a Susan Abulhawa perché "almeno non possono toglierci il sole!"
.. ed in ultimo ma non meno importante un grazie a chi ha creduto con noi... con me.. in questo sogno sin dal primo istante e chi si e' unito con un entusiasmo contagioso e mi ha presa per mano ed aiutata ad andare avanti ed a superare le difficoltà che quotidianamente affrontiamo.. a tutti voi che siete venuti o che avreste voluto esserci e che con la vostra presenza ed il vostro sostegno ci aiuterete a dimostrare che non esistano sogni irrealizzabili.”
Barbara Capone

Per Aria Satura – Valentina Lupi





giovedì 17 ottobre 2013

Siete di fronte All'Uomo Che Vendette il Mondo


Mentre salivo le scale, ho incontrato un uomo che non era lì. Anche oggi non c'era.
Vorrei, vorrei tanto che se ne stesse lontano
(Hugues Mearns)
...che poi capita anche che sul cammino spuntino incontri inaspettati...
Incontri non capiti...
Naturalmente non cercati...
Incontri che lasciano un segno in noi con persone che un segno hanno lasciato per tutti...
Nel bene o nel male...
E a noi capita di passare dritti...
Incuranti
O non in grado di capire...
Spaventati forse...
"Passammo sulle scale, parlammo di questo e quello
Malgrado non fossi lì, lui disse che ero suo amico
Il che mi sorprese, parlai ai suoi occhi
Pensavo che eri morto solo, molto molto tempo fa.

Oh no, non io
Io non ho mai perso il controllo.
Sei di fronte
All'Uomo Che Vendette il Mondo"
...Che poi capita anche di rivedere qualcuno...
Qualcuno che giuriamo a noi stessi di non aver mai visto in vita nostra...
Che ci abbraccia forte come se ci stesse cercando da interi lustri...
E noi?
Ci lasciamo andare all'abbraccio?
O tacciamo di pazzia quel povero Cristo commosso dalla nostra presenza "ritrovata"?
E se dietro quell'abbraccio fosse nascosta la chiave per leggere quello che ci manca?
E se rifiutando quell'abbraccio rischiassimo di perdere l'essenza delle cose?
E se davvero fosse possibile usando un minimo di fiducia e leggerezza il motivo che spinge l'uomo a vendere tutto quello che ha per un briciolo di felicità?
...e pensare che pensavamo fosse morto su quelle scale...
Ma è così difficile perdere un momento il controllo?
O lo facciamo solo quando non abbiamo più nulla da perdere?
"Ho riso e gli ho stretto la mano, e sono tornato a casa
Ho cercato una forma e una terra, per anni e anni ho vagato

Ho fissato intensamente tutti i milioni che ci sono qui.
Dobbiamo essere morti soli, molto molto tempo fa.

Chi lo sa? Non io
Non abbiamo mai perso il controllo
Siete di fronte
All'Uomo Che Vendette il Mondo"
Per aria The man who sold the world - David Bowie

lunedì 14 ottobre 2013

CHIUSO PER FESTA - 16 OTTOBRE A ROMA



Immaginate una vita senza luce.


Un'emergenza medica.


Un ospedale chiuso perché non c'e' elettricità.


Il buio.


Questa e' la situazione nella striscia di Gaza, dove la corrente e' distribuita col contagocce per poche ore al giorno e con discontinuità.


Il 16 di Ottobre, al circolo degli Artisti a Roma in via casilina vecchia 42, Valentina Lupi ed i Radiodervish si esibiranno per Sunshine4Palestine, progetto umanitario volto a portare la luce 24 ore al giorno ad un ospedale nella zona più povera della striscia di Gaza grazie alla istallazione di un impianto fotovoltaico.


Help us bring light to Gaza

venerdì 11 ottobre 2013


E se poi ad un certo punto capissi di aver sbagliato strada?

E in quel medesimo istante scoprissi che è impossibile tornare indietro?

Panico?

La strada di fronte è una, unica ed inesorabilmente dritta...

Non c'è alcuna speranza di trovare un bivio che possa rimetterti sul cammino prefissato alla partenza.

Ansia!

Difficile che si possa pensare di fermarsi e riflettere...

Anzi...

Si allungherà sicuramente il passo nella speranza che arrivi sotto i piedi qualcosa che possa darci una mano ad uscirne...

Ma uscirne da cosa?

Calma adesso!

Il sudore, le vene alla carotide che battono forte...

Calma cazzo!

Quanto diventa facile lasciarsi vincere...

Sembra quasi che la resa sia l'unica salvezza possibile...

Sedersi abbracciando le ginocchia che puntano la fronte l'unica posizione salvifica...

Non ci sono suoni... Nè rumori...

Neanche il vento che ci gela la maglietta bagnata passa tra le orecchie...

Voglia di addormentarsi...

Di quelle che ti vengono al mattino quando stai sognando qualcosa di dolce e la sveglia ti prende a schiaffi...

Dove sei?

Dove sono?

Chi sei?

Chi sono?

Chi credevo di essere?
Per aria Wasn't I Joe?  - David Sylvian
Vi invito a cliccare qui.
Lasciatevi prendere
E'importante

mercoledì 9 ottobre 2013

Un buco nell'odio

Nel tempo
C'è qualcosa che resta immobile
Che se ne frega se tutto scorre
E tutto scompare.
Nel tempo
C'è un punto fermo
Che non deperisce
E non scolora.
Il resto è acqua che si getta nel mare.
Pulita a monte
E putrida a valle.
Si!
Perchè malgrado tutto nasce pura
Come l'uomo.
Quello stesso uomo
Che a nascita è tenero, dolce e senza peli
E che a maturità
E' duro, sanguinario e a fatica riesci a vedergli il petto.
Solo il mare potrà accoglierlo
Per restituirgli la purezza di bimbo perduta.
Per restituire al mondo la sua benedetta mancanza.
Un buco nell'odio
E' l'ultima speranza...
"Aspettando quel giorno
quel giorno che non arriva mai
quando ti alzi e senti il calore
ma il sole non arriva mai
no, il sole non arriva mai

Love e' una parola di quattro lettere
mai detta qui
Love è una parola di quattro lettere
qui in questa prigione

Non soffriro' ulteriormente
metterò una fine a questo, lo giuro
lo giuro
il sole splenderà
lo giuro
lo giuro
lo giuro "

Per aria The Day That Never Come - Metallica

domenica 6 ottobre 2013

E se se famo male?

..ma c'e' una cosa che so
che io appartengo ad ovunque tu sia
e so che dove andrai
e' dove voglio essere
dove stai andando? dove vai?
cerchi risposte sotto le stelle?
 
C'è sempre grande entusiasmo nel momento in cui decidi di trasformare un sogno...

Quel preciso istante in cui cominci a lavorarci sopra...

Quando senti di avere tra le mani gli strumenti giusti per la sua realizzazione.

Magari è solo un bluff che fai a te stesso...

Per provocarti...

Magari è solo un modo "costruttivo" per far spazio a nuove fantasticherie...

Per pensare ad altro...


Ce la devo fa!

E' follia!

Follia è girare intorno ad un pensiero senza dargli ossigeno...

Guarda che poi te scappa via e ce rimani de merda eh!

So rischi che tocca corre pe' non passà 'na vita a sognasse de sapè come sarebbe annata se...

Se?

Nun ce lo so...


Il rischio...

Cos'è il rischio?

Cos'è il rischio quando sei su un filo che tanto sai che si spezzerà...

Esiste ancora rischio quando sei in volo?

O sarebbe meglio smettere di pensarci al rischio per godersi il resto?


Lo vedo il punto...

Beh vacce... Che te manca?

Me manca il modo...

Ma come? Mo ce pensi? E tutto quell'entusiasmo?

Passo dopo passo...

Se vabbè... Già stai a rallentà... Sei un cacasotto!

Poesse...

Daje damme la mano che te riporto all'indietro de qualche pensata...

Viè co' me!

Maddechè? Sto tanto bene dove sto...

Daje viè!

Ma dove???

Ma che ne so? Ma che te frega? Ma che te cambia?

E se se famo male?

Se se famo male chiudemo l'occhi e sognamo che r' male nun esiste...

Io me sto a sognà 'na biretta...

Sta qua... A du' passi...
 
Per aria Where are you going? - Dave Matthews Band