giovedì 29 agosto 2013

Arrived

"I'll arrive up in this life with a stateless mind
 I will drive throught with a careless mind
 I will find out what's right"
I pensieri arrivano...
Anche quando non stai là mani in mano ad aspettarli...
Anzi!
Perchè uno pensa che c'è un tempo per pensare...
Una posizione...
Un'atmosfera...
Una macchina al calare della sera mentre fuori pioviggina e i fari delle altre macchine ti carezzano gli occhi...
Un soffitto da guardare con la luce dei lampioni che si fa strada tra le tapparelle...
Eppure...
Eppure certe volte il pensiero arriva quando lo spazio d'intrufolamento è nullo...
O almeno così appare...
E forse è la mancanza di attesa che lo trasporta alla nostra mente rendendolo dominante...
Il Pensiero Dominante è' l'Idea!
Che a volte il tuo io cerca di respingere...
Senza riuscirvi...
Perchè quel Pensiero...
...Quell'Idea...
Trova la giusta ed unica collocazione possibile...
Come una stella alpina sopra una roccia...
Ed è proprio quell'impossibilità che  trasforma la meraviglia in ideale...
Arriva... In compagnia di messer Stupore...
Per aria Arrived - Miss Kenichi


lunedì 19 agosto 2013

La gente so strani

Strano vero?
Basta un piccolissimo scostamento da quello che qualcuno si aspetta da noi che veniamo marchiati con l'appellattivo "strano"...
E questo anche quando quel qualcuno dichiara urlante a gran voce che non si aspetta proprio nulla da noi...
Molto strano...
La gente strana poi è solo quella gente che siamo portati ad evitare...
Puzza strana...
Occhi strani...
Strano modo di vestire...
Discorsi strani...        
Anche chi ti vuole bene quando non ti capisce o non ti vuole capire ti marchia...
E' facilissimo farlo e ti toglie l'incombenza di mettere maschera e boccaglio per andare in profondità...
Tanto a uno strano non glie ne po' fregà de meno de esse compreso...
Tanto meno de capì...
Lui sta in un mondo tutto suo...
Avete mai provato ad avvicinare uno straniero che legge una piantina in maniera assai dubbiosa?
Avete mai provato a dargli una mano?
Mai visti sorrisi più soddisfatti...
Eppure lo straniero vestito a modo suo e che usa una lingua incomprensibile è lo strano per antonomasia...
Fa meno paura sicuramente di uno che avete indicato come tipo strano...
Ma potete usarlo come prova...
Adescatelo un turista in difficoltà... Magari uno bello e sexi...
O una gnocchettina
Aiutatelo... Aiutatela!
Poi cercate qualcuno un po' meno piacente...
E via verso uno di quelli che la gente guarda e cambia strada...
E poi tornate da quello stronzo così cambiato da diventare troppo strano ai vostri occhi...
Dopo diventerà più facile ricordare il nome di quel tipo strano che avete allontanato dalla vostra vita...
O di quel popolo che vi fa così tanta paura da farvi godere nel vederlo annientato...
Per aria People are Strange - The Doors


venerdì 16 agosto 2013

"mi volevi diritto in un mondo al rovescio"

"scuoti la testa e mi parli
con pause lunghissime e dici
che ti ho molto deluso
ma tu avevi paura
mi volevi diritto
in un mondo al rovescio
cercavi un riscatto
ora cerco una scusa"

Non credo nei manuali d'uso...

Non credo nelle lezioni di chi ha esperienza...

Non ho mai creduto al gusto assaggiato da altri...

Non ho mai creduto nella bellezza dei panorami di una cartolina...

Mi piace rompere fusibili mentre cerco il funzionamento giusto di un oggetto...
Mi piace prendermi i vaffanculo in faccia fin quando non trovo l'equilibrio con il mio prossimo...
Godo nel  mostrare la faccia schifata di fronte ad una spezia che dicono prelibatissima...
Godo spostare lo sguardo per cercare inutilmente quel tramonto ritoccato...

 
E poi detesto la fermezza

Meglio l'instabilità

E detesto le coperte

Meglio un bel pigiama

E detesto gli equilibri forzati

Meglio cadere e rialzarsi

Ma la cosa che più mi manda in bestia è la generalizzazione

E anche se faccio parte di un gruppo di buoni

Rivendico con fermezza la mia natura di stronzo

Ogni tanto stronzo

Ogni tanto buono

Come mi va

Mai come mi dipingono

 
"tutte queste parole
che non cambiano niente
che non legano il sangue"


 
Per aria La Carezza del Papa - Virginiana Miller

e poi...

Abbiate la cura di dare un'occhiata a quanto appare cliccando sul sito sotto questa immagine di un domani vicinissimo che sarà e a
bbiate cura di fare in modo che tanti occhi vedano e ne vengano coinvolti...



www.sunshine4palestine.com


A presto.
Tandoori

mercoledì 14 agosto 2013

Lo stacco

"James Gatz: era questo il suo nome vero, o almeno quello legale. Lo aveva cambiato a diciassette anni, nel momento in cui ebbe inizio la sua carriera: quando vide lo yacht di Dan Cody gettar l'ancora nella secca più insidiosa del Lago Superiore"
(da il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald)
Capita di trovarsi nella situazione, spiacevole o piacevole lo scopriremo piano piano, in cui qualcosa cambia con uno stacco che reca in sé uno qualità superiore rispetto allo stacco dell'infinitesimale fluire del tempo.
La qualità superiore ha due grosse caratteristiche.
La prima è l'eccezionalità di un accadimento.
La seconda è il legare a quell'accadimento il ricordo di qualcosa che senza l'accadimento sarebbe rimasto dimenticato.

Potrei spingermi in miliardi di esempi ma so che è così. E so che nessuno potrà confutare questa cosa.

Quella era una mattina di quelle tutte uguali.
Sveglia. Lavata veloce. Colazione in piedi mentre ci si pettina. Scarpe allacciate male. E corsa verso l'autobus che arriva sempre in anticipo quando sei in ritardo.
Quella sarebbe rimasta una mattina di quelle che non ricorderai mai se non fosse stato per.
Quella mattina malgrado tutto c'era un ritmo diverso, forse per il sole che sorgeva caldo, forse per l'autobus preso al volo, forse per qualche incontro che mi apprestavo a fare, forse solo perché avevo dormito bene e non avevo preoccupazioni a tiro.
Quella era una mattina che faceva da camera gestazionale a qualcosa che avrebbe avuto effetti dirompenti.

Cosa schiude un uovo?
Il calore?
L'amore?
O magari due dita che lo sbattono sullo spigolo di una pentola per farne cibo...

Quella era una mattina che tranquillamente attendeva.
Quella era una mattina pronta per essere colta da due dita affamate.
Quella era una mattina che sarebbe stata divorata da un accadimento dirompente.
Ma sarebbe rimasta indimenticata per sempre. Con il suo profumo di.

I ricordi legati ad un profumo sono strabilianti. Vengono su solo quando lo stesso profumo ti torna al naso.
E' impossibile raccontare un profumo. O meglio è impossibile far provare la stessa emozione all'olfatto ad un potenziale interlocutore semplicemente raccontandolo.
Però se hai la fortuna di trovarti col vento che te lo riporta e qualcuno al tuo fianco puoi prendere fiato e:

"Ecco senti questo odore? E' lo stesso odore che sentivo quella mattina. Quella mattina in cui andavo verso e poi tornavo da. Insomma quando è successo che."

Si capiscono molte cose quando riesci a legare episodi ed emozioni all'apparenza insignificanti a qualcosa che ti ha sconvolto la vita.
Sono un po' come un'ancora di salvataggio.
Ti tengono la memoria viva da qualcosa destinata alla rimozione.

Ho sempre avuto paura di rimuovere episodi traumatici.
Perché restano latenti. E poi ti portano ad avere atteggiamenti e a compiere azioni che non sei in grado di spiegare a te stessò, figuriamoci agli altri...
Per questo bisogna aver la fortuna di tenerle legate a qualcosa di assolutamente superfluo.
Superfluo come potrebbe essere un pacchetto di noccioline mentre guardi un film al cinema.

Quella era una mattina che aveva due destini. Uno tranquillo e lineare. Un altro.
Quella era una mattina che io ricordo come può essere ricordato un tuffo in un mare limpido e caldo prima dello tsunami.
E quando sento il brivido terribile del male che quell'onda ha portato vengo coccolato dal profumo di quella mattina.
E sto male e sto bene.
 
Per aria Due Destini - Tiromancino

lunedì 12 agosto 2013

Asleep

A che serve spiegare?
A che serve mettere parole vuote in fila?
A che serve presentarsi al cospetto di qualcuno per dirgli io esisto?
Manco a dì che passavi pe' caso...
A che serve ostentare potenza se sotto manchi di palle?
A che serve aggredire chi non ha forza per difendersi?
A che serve la diplomazia se non perché devi ottenere qualcosa non avendone alcun diritto?
Manco a dì che non t'hanno insegnato a fare puzzles...
A che serve tutta questa corsa verso l'eccellenza?
A che serve l'eccellenza se è senza radici?
A che serve????
Manco a dì che tutto debba servì a no scopo...
E’ vero pure questo...
Ma a questo punto a che serve darsi uno scopo se poi fai di tutto per cambiarlo?
E' un po' come quando dormi perché non vuoi pensà a un cazzo e intanto ti stanno aspettando di sotto e si preoccupano per te...
Ma che ce stanno a fa là sotto...?
Ma perché non se ne vanno?
Perché devono avere la presunzione di pensare che sia proprio il mio il mondo sbagliato?
C'ho messo così tanto a tirarlo su...
Non sarà come quello che sognavate per me...
Ma è mio!
Coi suoi limiti e con le sue vergognose piccolezze...
Infantile forse...
Utopico...
Senza basi...
Aleatorio...
O magari soltanto semplicemente addormentato...
 
Per aria Asleep - The Smiths

venerdì 9 agosto 2013

Longing to belong

Vengon su cose rimaste latenti,
quasi dimenticate nelle pieghe del cuore,
avvinte nella malinconia,
quasi perse.
E poi qualcosa le porta su,
rinnovate,
vive.
Io.
Più di due anni fa.
Pronto a vedere di nuovo.



martedì, 14 giugno 2011, ore 10:03
Ho incrociato sguardi...

Ho scoperto gli allineamenti degli occhi...

Ho visto cose in cui ho creduto...

Ho aperto le ali e ho volato...

Ho capito cose dette in lingue diverse dalla mia...

Ho sentito il rumore del silenzio nel frastuono...

Ho alleggerito il peso del mio sentire...

Ho goduto di sorrisi accoglienti e di pacche rassicuranti...

Ho bevuto malgrado avessi promesso a me stesso di non farlo più...

Ho visto l'amore che toglie la paura di precitare...

Ho visto cuori battere all'unisono affidarsi senza pregiuzio

Ho visto costruire le fondamenta che donano la serenità del domani...

Ho visto il desiderio di appartenersi...

Ho visto che si può prescindere da tutto quando sai che là sotto c'è chi è pronto a raccogliere il tuo atterrare con stile...

Ho avuto la fortuna del dono ancora una volta...
"E quando il momento sarà quello giusto,
Spero che risponderai
Come quando il vento si stanca
E l’oceano diventa calmo
Posso star sognando ma
Desidero appartenere
A te"
Per aria Longing to belong - Eddie Vedder

mercoledì 7 agosto 2013

Well we all shine on

Aho!

Che c'è?
Ma che ce fai co' quella boccia d'acqua in mano?

Hai visto? Ho resistito alla tentazione... La mia vita è in salvo...
E quel friccico che c'avevi addosso quanno  hai scoperto che c'era qualcosa de meglio?

L'ho spento quel maledetto... Era il diavolo... Voleva prendersi gioco di me e poi distruggermi...
Ma nun dì cazzate... Te c'hai avuto solo paura...

Paura io? Quando hai in mano tutto quello che ti serve il resto è sozzura...
Che d'è????? Ahahahahaha Ma quante ne spari aho?
Ma cosa dici?
A parte che me fa specie che me parli italiano...

Oddio manco me n'ero accorto... Ok e poi?
Io penso che quanno c'hai in mano tutto quello che te serve tutto e’ resto manco lo vedi, e invece te...

Io che?
Te stavi colla lingua de fori davanti a quer boccione de vinello...

Ok è vero... C'hai ragione te... Però come facevo? Perde tutto co' rischio de nun ricavacce gniente...
A me sta teoria der tutto o niente me manna ar manicomio...

In che senso?
Pe' dì... Ma nun potevi rimanè co' quella boccia de acqua in mano, che tra l'altro s'è fatta calla e nun è bona manco pe' fattece un pediluvio, e annà sotto 'r boccione de vino pe' beve a gargarozzo?

Nun c'ho pensato...
E' che quà se pensa solo a accumulà... Mica a soddisfasse li bisogni quanno è er momento in cui sfogheno...

In che senso?
Ner senso che te volevi la sicurezza de annà a casa colla boccia piena de vino, pe mettela in cantina, pe' annaje a dà na spolverata ogni tanto e pe' poi dimenticattela o pe' aprilla quanno oramai nun è manco più bona pe' condicce l'insalata...

Aho me stai a fa nero!
Ma dimme 'na cosa...

Che cosa?
Ma te adesso c'hai mica sete?

Un pochetto si eh!
E che te bevi mo?

Boh? Te che me consigli?
Er vino nun c'è più... Se l'è bevuto qualcuno più furbo de te... C'hai l'acqua... Quella che te sei conservato gelosamente...

Si ma è ‘n piscio... Tocca mettela a rifrescasse...
Ah ecco... E dimme...

Che?
Quanto c'hai in saccoccia?

Diec'euri perchè?
Perchè siccome tanto le banche mo so chiuse tanto vale che te le spenni ste du' lire...

Ho capito Cì me tocca offritte na biretta!
Lo vedi che quanno te ce metti a fallo giocà quer poro criceto che c’hai dentr’ a la capoccia tanto stupido nun sei?
Pija per culo te...
Ma no... E’ che semo tutti quello che semo ma a la fine tutti sbrilluccicamo, na?
Per aria Instant Karma - John Lennon  

martedì 6 agosto 2013

Alambarda spazialeeeeeee!

...Che poi uno si fa la nomea del supereroe...
Di quello che ha sempre la parola giusta...
Che sa cosa dire quando l'altro si trova in difficoltà...
Che sa strappare un sorriso anche dalla melma...
...Che poi mica lo so se è fortuna o chissacchè!
...Che poi...
Supereroe un par de palle!
Quando il supereroe resta da solo si intrippa... Il supereroe!
E quando gli capita qualcosa proprio a lui non sa proprio come fare... Il supereroe!
Si chiude...
Si crogiola nei suoi mal di pancia...
Si vergogna!
Eh si!
Si vergogna di dire "io non so come uscirne!"
Perchè chi ha la nomina di quello che sa sempre trovare una soluzione verso il benessere e poi, quando il malessere è suo e non sa che pesci pigliare, l'unica cosa da fare è andarsi a nascondere...
...Chissà che il tempo cancelli le defaillances...
Chissà che il mettersi da parte lasci inalterata la tutina a chi  la guarda con gli occhi che sbriulluccicano...
Boh?
So solo che io non mi sento tanto in grado di distruggere il male...
Specie se è il mio...
E a volte passo per sborone sui mali altrui...
E questo a posteriori mi fa sentire una cacchetta rinsecchita...
Ma tant'è!
Mica posso togliere la mia mano se qualcuno (ahilui! ehehehe) la vede come un'ancora...
O meglio... Come un'alabarda spaziale!
Per aria Atlas Ufo Robot - Alessio Caraturo

venerdì 2 agosto 2013

Salti nell'aria

Forse non basta camminare...

E forse non basta più neanche correre...

Il movimento, per quanto utile e necessario, ha bisogno di qualcosa di più...

Sicuramente ha bisogno di grande attenzione...

Di quella prontezza capace di far volgere lo sguardo a destra e a manca per non perdersi il panorama ai nostri fianchi...

Ma non basta ancora...

Forse ogni tanto occorre fare dietro front se qualche particolare è entrato in uno dei nostri sensi uscendo da un altro...

Uno di quei ritorni sui nostri passi che, incuranti, del nostro maledetto orgoglio ci lascino godere dei benefici di una onorevole e salutare retrocessione...

Però ancora non sono soddisfatto...

C'è sempre quella strana sensazione...

Quella che si ha la mattina quando metti in moto la macchina...

Quella che sembra sempre che hai dimenticato qualcosa...

Ricomincio.

Cammino.

Corro.

Guardo tutte le cose come se fossere uniche.

Incamero.

Lecco gli odori per farli più miei.

Sorrido.

Piango.

Urlo.

Mi chiudo.

Torno indietro.

Stringo mani.

Guardo negli occhi.

Bacio.

Abbraccio.

E poi riparto ancora.

Lento e veloce.

E poi?

Cosa manca?

E poi guardo in sù...

Cazzo quanto sono piccolo...

E quante cose perdo comunque.

Devo alzarmi.

Almeno un po' ogni tanto.

Cammino.

Corro.

E poi salto!

Avete presente il saltellare del bambino felice?

Quello con l'appoggio sul posteriore del piede che sta indietro e il passo sulla punta di quello che sta davanti?

Potete capire quante cose è possibile infilare in saccoccia rubando al mondo 20 centimetri in più ogni tanto?

E adesso che tutto è compiuto si può andare...

Fischiettando...

"...e andrai dove gli altri pensano che non ci sia niente"


Per aria Salti nell'Aria - Cristina Donà