mercoledì 31 luglio 2013

Sunshine for Palestine - Il fuoco dentro

Potrei espormi...
Riempire di silenzi l'aria...
Per mostrare la realtà...
 
O potrei nascondermi...
Sproloquiando al mondo frasi ricercate...
O senza senso...
 
Potrei dormire scomodo e senza cuscino...
O spaparanzarmi beato tra la morbida seta...
 
Potrei mangiare chez qualche chef da paura...
O farmi un riso in bianco...
Potrei bere acqua brillante...
O acqua bollita...
 
Potrei spostare le prospettive...
Per vedere se gli occhi del mondo cambiano luce...
 
Potrei restare fermo...
Per vedere se l'immobilità lo contagia sto cazzo di mondo...
 
Potrei camminare sulle mani...
Potrei battere i piedi...
Potrei...
 
Io potrei fare un sacco de cose...
Senza impegno e senza alcuna costrinzione...
Quando vengono e quando c'è godimento nel farle...
Un po' come quando ti innamori...
Riscoprendoti felice dentro un anello di fuoco che brucia...
Gridando Yuhuuuuuuuuuuuuu
- - - 
Ecco, l’ho presa un po’ alla lontana, ma siam fatti così, tocca stacce.
Allora...
In questi giorni sta tornando forte quel fuoco che mi ha accompagnato qualche tempo fa in esperienze meravigliose e che sentivo di aver smarrito disperatamente.
Devo questo ad un incontro casuale con una pazza scatenata.
Come quello tipico del vaso, sempre lo stesso, che cade dal millantesimo piano e tra millanta persone va a colpire in pieno solo te.
Ecco io sono una persona, che dopo aver tentato di capire se un accadimento è bello o brutto o medio, senza riuscirvi sempre, alla quale piace condividere perchè a sto mondo da solo non vai da nessuna parte.
E vi assicuro che anche ora, come allora, la sensazione è veramente strepitosa.
Quindi...
Premettendo che questo non è un post di ringraziamento alla provvidenza e che questa cosa la faccio magari per conto mio.
Questo è un post di condivisione di quel bernoccolo meraviglioso che mi sta prendendo forte ed un invito caloroso a tutti voi che avete l’inaccortezza di passare da queste parti a salire a bordo di questa scopa magica diretta verso un sogno di luce.
Se vi è mai capitato di trovarvi in mezzo ad un blackout proprio mentre mettevate una lente a contatto, o provate solo a capirne la sensazione, dopo esservi gustati questa meravigliosa vignetta cliccateci sopra e...
Mentre guardate questo fantastico progetto...
... Pensate a quanto ognuno di voi potrebbe contribuire a trasformare il buio in luce.
E senza il bisogno di gridare al miracolo.
 
La vignetta è opera di Mohammad Saba'aneh
 
 
http://www.cartoonmovement.com/p/148
 
Per aria Ring of Fire - Johnny Cash

martedì 30 luglio 2013

A mio fratello Amir

"Bob mi mette la mano sulla spalla, mi guarda fisso.


Guarisci. Ti prego guarisci.

Sta per cedere e vedere che sta per cedere mi fa stare per cedere e questo non lo voglio. Fa un passo avanti e mi mette le braccia intorno e mi abbraccia e io lo abbraccio ed è una cosa bella e forte e pura e reale. Questo è mio Fratello, il mio Sangue, l'unica cosa in questo Mondo creata da quello da cui sono stato creato io, la Persona in questo Mondo che mi conosce meglio, la Persona che più sentirebbe la mia mancanza se io dovessi andarmene.

...

Ci separiamo e lui mi dà uno spintone come fanno i Fratelli quando si spintonano.

Non voglio che tu muoia stupido Stronzo.

Lo spintono anch'io."

(James Frey)

- - -

Guarisci. Ti prego guarisci.

Quando il male di qualcuno che non siamo noi è così forte e contagioso da diventare un male nostro?

Quando hai bisogno che l'altro guarisca anche solo per guarire te stesso?

Quando pensi che sentire addosso un dolore altrui non lo faccia mezzo gaudio ma doppio male?

Sta per cedere e vedere che sta per cedere mi fa stare per cedere e questo non lo voglio.

Quando cerchiamo di mascherare una sofferenza per evitare di metterla addosso a chi ci vuole bene?

Quando proprio nel momento in cui pensiamo che possiamo urlare per staccarci di dosso un po' di dolore ci ritroviamo con lo strozzo in gola perchè l'urlo avrebbe lo stesso risultato di una pistolettata nelle tempie di chi vuole che stiamo bene?

Quando pensiamo che ci mancava pure questo a rompere le palle invece di lasciarci soffrire in pace?

Questo è mio Fratello, il mio Sangue, l'unica cosa in questo Mondo creata da quello da cui sono stato creato io, la Persona in questo Mondo che mi conosce meglio, la Persona che più sentirebbe la mia mancanza se io dovessi andarmene.

Finiscono le domande quando sai chi hai di fronte.

Quando scopri che hai fatto appena in tempo ad accorgertene!

Finiscono perché sai benissimo che quello che senti è compatibile a quello che quello là sentirebbe.

Stesso creatore. Stesso sangue.

E allora tocca stacce!

Qualunque sia stata la storia...

Qualunque sia stata la conoscenza...

Io so!

Tu sai!

Inutile spiegarsi...

Basta un abbraccio...

E poi...

...lui mi dà uno spintone come fanno i Fratelli quando si spintonano.


His tears have turned to poppies
A shimmer in the midnight
A flower in the twilight
A flower in the twilight

And our screaming
Is in his screaming
Our screaming in the willow

Per aria K-Hole - Gallows

domenica 28 luglio 2013

Il futuro quando arriva ti prende sempre alla sprovvista.

“Quando una cosa inizia di solito non sai mai come andrà a finire, studi la lezione e non verrai interrogata, rimani imbottigliata in un ingorgo dopo aver ampiamente ragionato su quale fosse la strada meno trafficata, ti innamori dell’unica persona che non possiede alcun requisito che ti completi.
Il futuro lo puoi pianificare, prevedere, anticipare, ma quando arriva ti prende sempre alla sprovvista.
E’ per questo che ti preoccupa.”

 da “Un uso qualunque di te – Sara Rattaro” pag.35


Risposte semplici.

Adeguate e perfette.

Contundenti.

A ferire il tuo cavillosissimo amor proprio.

Risate isteriche a sottolineare pesantissime attese.

Illusioni che poggiavano su fondamenta di rena a riva.

E quel cammino costruito mettendo via qualsiasi cosa pensavi potesse essere d’ostacolo.

Indispensabilità bruciate e irrecuperabili.

No!

Non succederà più.

Attenderò.

Pazienterò.

Fin quando tutti gli affanni saranno sepolti dal soffice respiro del morto.

A cosa serve seguire la strada migliore se poi ad un certo punto scopri che non è stata costruita fino alla meta e devi tornare indietro?

Beffe.

Chi attendeva e ancora là e ride mentre torni senza più forze.

Cosa avete fatto tutto questo tempo?

Nullità a confronto.

Quella sera non andai alla festa e ci rimasi tanto male. Ma poi la festa finì e incontrai tutti gli ospiti che in quel momento erano tornati alla pari con me. Perfettamente allineati. Raccontavano è vero. Ma erano cose andate. Ricordi da imbalsamare.

E tu cosa hai fatto tutto questo tempo?

Io?

Io ho visto il mondo.

Com’è il mondo?

Io non ricordo.

Lo rifaresti?

Non lo so.

Noi ci siamo invecchiati e non abbiamo visto niente.

Siamo realmente come alla fine della festa?

E siamo ancora in grado di aver fiducia nel modo tutto nostro di far autostrade al domani?

E se quel domani sarà diverso?

Saremo ancora in grado di accettarlo?

E…

Ma io la smetterò mai di riempirmi la vita di domande su come sarà domani?


Domani potrebbe essere troppo tardi
Vorrei poter modificare il giorno
Domani potrebbe essere troppo tardi
Se solo avessi qualche fede
Troppo giovane, troppo orgoglioso, troppo stupido
Troppo giovane, troppo orgoglioso, troppo stupido

Tu fai troppe domande
Hai troppo tempo sulle tue mani
Al diavolo le conclusioni
Perché dovremmo fare tanti progetti?

Per aria Tomorrow - The Cramberries

mercoledì 24 luglio 2013

Noi due nudi alla mercè degli occhi di chi passa

Torni,

E lo fai sempre quando ho dimenticato le tue fattezze...

Sei qui,

Ancora...

Senza averne percezione visiva sento addosso l’ odore di quel tuo ghigno presuntuoso...

Cosa vuoi ancora?

Non ho già pagato abbastanza?

Non è bastato riempire il mio corpo di sostanze merdose per rendermi sgradevole ai tuoi denti...?

Non ti faccio schifo?

Non hai qualcun altro da...

Da...

Io non so neanche cosa fai di preciso...

So solo che quando mi sei addosso io perdo l’essenza di me...

Perdo il coraggio...

E per quanto io possa stringere i pugni vedo le mie mani aperte in segno di resa.

Ma tu ti commuovi mai?

Guardami,

Smettila per un momento di succhiarmi l’anima...

Fermati,

Mostrati per quello che sei...

Hai occhi?

Hai mani?

E il cuore...

Ce l’hai il cuore?

Respiri?

Ami...?

Sai cosa mi dicono quelli là fuori?

Dicono che se io amassi di più me stesso tu avresti paura di me...

Dicono che è la difesa migliore...

Ci pensi?

Potrei essere io ad offenderti,

A trasformarti in una nullità...

Percepisco la tua risata fragorosa...

Ma ho la netta sensazione che tu abbia fermato il tuo incedere verso di me,

Con la bava che non cola più...

Come rappresa dal gelo...

Come dici?

Si,

Non è cambiato nulla...

Si,

Mi riprenderai appena desidererai farlo...

E io mi arrenderò ancora,

Succube...

Schiavo di quel senso di precipizio che solo tu sai darmi...

Come dici?

Si,

Queste parole le sto scrivendo...

Si,

Ho deciso di farle uscire dal mio, dal nostro intimo...

Ho voglia di mostrarti al mondo intero...

Con la stessa naturalezza ed entusiasmo di quando ti innamori...

E voglio gustarmi la tua reazione...

Ci pensi?

Noi due nudi alla mercè degli occhi di chi passa.

Ci pensi?

Non sarò più solo io l’inutile merda sulla quale si butta l’occhio col solo scopo di essere evitata...

Saremo io e te...

Come dici?

Si,

Sono un povero illuso all’ultima spiaggia...

Sono come un uccello senza ali sopra un filo...

Ma lasciami la soddisfazione di quest’ultimo volo...

Il volo che si fa per vedere l'effetto che fa.

Per il solo piacere di.

Decidi anche tu quale.



Per Aria Bird on a Wire – Leonard Cohen




martedì 23 luglio 2013

Te la ricordi quella della sirena?

Non dici niente?

So finite le parole... Qua tocca fa qualcosa...

So cose troppo più grandi di noi...

E allora?

Semo solo moscerini... e là fori so tutti elefanti da combattimento...

E quindi? Preferisci statte acquattato a 'n'angolo zitto e fermo?

...che poi magari nel tuo piccolo qualcosa sempre la poi fa...

Non m'abbasta!

Te voi sempre strafà... e poi...

Poi che?

Poi succede che nun combini 'n cazzo!

E non te sei chiesto che poesse questo il motivo che me fa sentì così 'na merda?

Io non me lo so chiesto... Io ne sono certo...

Te la ricordi quella della sirena?

La sirena è quella della polizia”? Chicco e Spillo? Aho... Ma che voi fa 'na rapina...?

Naaaaaa... Ma che cazzo dici?

E che d’è allora?

Quella di Tim Buckley...

Aaaahhhh a songhe to de sairen!! Si, si ce l’ho! Ma... Ecco... Nun riesco proprio a capitte...

Te capisci solo quello che te pare!

Vabbè spiegheme, rendime intriso de’ li pipponi mentali tua!

Sai quando dice:

"Sono confuso come un bimbo appena nato
Sono turbato dalla marea:
Devo fermarmi tra i distruttori?
Devo giacere con la morte mia sposa?
Ascoltami cantare "nuota da me, nuota da me, lasciati dire:
Sono qui, sono qui, aspettando di poterti abbracciare"

Un aiutino?

Eddaje spremi quel cervelletto mezzo vòto!

Ok... Allora.. Te stai in balia... Vedi qualcosa di  meraviglioso... Sai che non ce la farai mai... Ma a costo de spaccatte la capoccia ce voi provà...

Fermo non ce posso sta...

Sai cosa mi stupisce di te?

...

All'età tua ancora corri dietro alle utopie...

Sai che me proccupo quanno cominci a parlà italiano?

Sono io che mi pveoccupo quanto ti imbavchi... Dimentichi sempve di portave il salvagente e poi affoghi!

No la ere moscia no! Te prego!


Per aria Song to the Siren - Tim Buckley




lunedì 22 luglio 2013

Non mi rassegno

...che poi siamo in tanti a voler disegnare arcobaleni...

A costo di risultare degli illusi...

A costo di farci ridere in faccia...

A costo di stare sempre in polemica con tutto e con tutti...

...che poi noi mica abbiamo bisogno di doverci giustificare...

Possiamo tenere gli occhi alti noi...

Possiamo vedere la vergogna di chi tiene tutto per sè...

Noi possiamo dividerci il nulla...

Godercelo come un’abbuffata...

E sentire addosso la benedizione di un abbraccio che disseta...

...che poi a sto mondo c'è acqua per tutti...

(Se solo non le si volesse dare un valore di mercato...)

Sulla frontiera noi ci stiamo a cavacecio...

La cima l’abbiamo raggiunta...

Noi adesso abbiamo la capacità di vedere oltre...

Oltre...

Non ci credete?

Scrollate il capo e ci guardate come se fossimo impazziti?

Peccato...

Non sapete che ve state a perde...

State bene come state...

... A panza piena e col buio dentro!

Rassegnati alla speranza che dentro a quelle mani piene non resti che un pugno di mosche...

Non mi rassegno se a qualcuno può servir
Rompo il silenzio e nudo grido la mia rabbia
Contro il sistema contro tutti quelli lì
Che ci chiudono a chiave in una gabbia


Per aria Non mi rassegno - Wogiagia

sabato 20 luglio 2013

Music for Peace: Una musica può fare

Io me lo ricordo quel giorno, nel lontano 2005, con il mio fratellone di latte Danilo vedemmo i nostri occhi illuminarsi quando quasi all’unisono ci venne in mente l’idea.

C’era un progetto che sembrava impossibile perché servivano tanti soldi per realizzarlo e noi non eravamo certo i tipi da andare a mendicare denaro per il terzo mondo con le foto dei bambini poveri con un conto corrente scritto sotto.

Dovevamo fare qualcosa di meraviglioso e dovevamo farlo godendo e divertendoci.

L’idea fu quella di metter su serate di musica che chiamammo Building Sounds, la musica che costruisce e grazie all’aiuto di molti artisti che donarono le loro perfomance gratuitamente in 6 lunghissimi e felicissimi anni realizzammo il nostro sogno.

La scuola di Isagarh in India con mille ragazzini che studiano.

Più o meno tutti sapete com'è andata...

Da qualche tempo seguo con tutto il cuore il progetto Music for Peace che, per certi versi, è molto più bello e difficile del nostro.

Per noi era abbastanza semplice. 

Appena riuscivamo a tirar su qualche soldo lo mandavamo in India in maniera tale che potessero proseguire i lavori e gli acquisti dei materiali necessari alla costruzione.

Poi una volta all'anno andavamo a respirare l'aria di quel posto in cui il nostro sogno piano piano veniva su.

I ragazzi e le ragazze di Music for Peace, invece attraverso lo strumento della musica raccolgono e ricevono in dono beni di prima necessità e, in questa ultima missione, addirittura un’ambulanza e strumenti medici per portarli direttamente alle popolazioni che ne hanno bisogno.

L’idea di utilizzare la musica come veicolo di conoscenza e di coinvolgimento delle persone verso umanità bisognose naturalmente mi ha colpito ed è questo il motivo per il quale attraverso questo piccolo e frammentario post avevo voglia di farvi conoscere la loro esistenza benedetta.

I ragazzi e le ragazze di Music for Peace sono partiti un mese fa in direzione di Gaza, Palestina per portare le loro mercanzie. E non è questa la loro prima esperienza.

Sono partiti con quella gioia nel cuore che conosco benissimo e che auguro a tutti di provare, senz’armi e col forte desiderio di sentirsi parte delle sciagure della popolazione Gazawa.

I ragazzi e le ragazze di Music for Peace però sono stati fermati ad Alessandria d’Egitto e ancora attendono l’autorizzazione a passare il confine.

In questi giorni stanno lottando strenuamente con le autorità egiziane forse perdendo quel sorriso iniziale ma non si arrendono, ci raccontano e da qui un nutrito gruppo di persone sta cercando di sostenerli.

Non è facile trovarsi faccia a faccia con quella cruda realtà che ti fa capire che quel popolo lo si sta distruggendo con le angherie più tremende, derubandolo della terra, bombardandolo, violentandolo e affamandolo.

E si, perché fermare un carico di sorrisi che portano suoni e beni per garantire le sacrosante minime attività di sopravvivenza quotidiana significa togliere il respiro e contorcere il pensiero.

La chiudo qui. 

Non sono andato nello specifico perché voglio condurvi direttamente alle loro pagine affinché anche voi possiate entrare a far parte di quel grande soffio che li possa spingere verso la realizzazione di quel sogno cullato attraverso la musica portatrice di valori e di pace.

Per questo motivo vi chiedo con tutto il cuore di visitare i loro contatti e di lasciare una traccia di voi.

Perché la musica può fare e se in questi giorni il disco si è incantato bisogna daje ‘na schicchera pe’ fallo ricomincià a girà.

una musica puo' fare
salvarti sull'orlo del precipizio
e' quello che la musica puo' fare
salvarti sull'orlo del precipizio

Per aria Una musica può fare – Max Gazzè



Potete seguire il progetto Music for Peace ai seguenti link:

e…  se volete metterci la faccia cliccate sulla foto:





Ai ragazzi di Music for Peace:
Se ho scritto cazzate ditemelo
Grazie 
Tandoori