venerdì 31 maggio 2013

Ce vederà chi c'ha l'occhioni sani...

"A Sora Rosa me ne vado via,
c'ho 'r core a pezzi pe’lla vergogna,
de questa terra che nun m’aiuta mai
de questa gente che te sputa 'n faccia,
che nun ha mai preso 'na farce 'n mano,
che se distingue pe 'na cravatta."
...Che poi te scatta dentro la voja de lassà perde...
D'arrendete...
D'arzà le mano e diglie "Abbasta! Avete Vinto!"
De sperà d'avecce la fortuna de potè mendicà un passaggio verso 'n'antro posto ar monno...
O magari anche fori dar monno...
O all'altro monno!
Ma sì... Sti gran cazzi!
Basta che sia lontano da qua!
Ma a me, me sa che a loro nun gl'abbasta...
Loro vonno camminatte sopra...
Pure quanno sei morto...
Chissà?
Forse pe' 'r gusto de godessela sta posizione de primazia...
O perchè c'hanno paura...?
Ha' visto mai?
Magari c'hanno paura che nun possa durà pe' sempre...
...E allora fanno piove sur bagnato...
Che nun sia mai se dovesse asciugà tutto...
Ma io mo me domanno...
Ma po' mette paura 'na speranza?
Po' mette paura la speranza de chi pensa solo de sta sereno...
E che nun lo vole fa sulle spalle de qualcun altro...
Che vole sta sulle sua e basta!
Possibile che dovemo sempre pensà che ce vole la morte mia pe' fa la vita tua?
Possibile che me devi sparà pe' forza pe' garantì utili all'industria der ferro?
Ma io dico...
Nun te la poi ficcà dentr' ar culo quà pistola...
Che io te l'assicuro...
Ma sai quanto godresti assai assai de più!?
"Sai che ti dico, io mo’ me butto ar fiume,
così finisco de campà sta vita
che a poco a poco m’ha ‘succato l’occhi
più delle pene de stana immortale.

Annamo via, tenemose pe’mano,
c’è solo questo de vero pe’chi spera,
che forse un giorno chi magna troppo adesso
possa sputà le ossa che so’ sante"
Per aria Sora Rosa - Antonello Venditti & Francesco De Gregori


martedì 28 maggio 2013

Preghiera

Si…
Lo so…
Mi sono arreso ancora prima di tentare…
Ancora prima di pensare che dentro di me c’era la forza giusta per non cadere…
Quella forza spensierata che ha accompagnato il mio incedere di ieri…

Si…
Lo so…
Mi sono appeso alle vittorie…
Come se mi fosse tutto dovuto…
Come se potessi vivere in discesa il resto dei miei giorni…

Si…
Lo so…
Ho presa a calci in bocca la provvidenza…
O, ma si dai, sputtaniamoci per bene, io mi sono sentito provvidenza…
Invincibile umano capace di cambiare le sorti dell’universo…
E invece ho perso tutto…
Faccia, cuore…
Speranze.

E ora mi trovo qui…
Solo…
Sperduto…
Incapace di cercare un motivo…


Per favore…
Dammi una seconda possibilità…
Gira il mio collo verso il domani…
Distrailo da quei giorni andati…
Donami la spensieratezza per riprendere il cammino…
La forza per.
La speranza di.
Ripara le mie ali.

Per favore.

Per Aria  Fly - Nick Drake

domenica 26 maggio 2013

Quello che viene dopo...

...ma tu sei Grande Capo che poi se ne corre via in libertà per i campi...
...o quello che urla, sgrana gli occhi, ha l'espressione soddisfatta...
...ma poi rimane dentro... (?)
(Deepodan)
Ho spesso pensato al dopo...
A...
A cosa succederà domani se io oggi svolto a sinistra invece che a destra?
Ho spesso pensato a quanto potesse godere più o meno di me l'interlocutore di turno...
Forse rispondere ad una domanda del genere, amico mio, è la cosa più facile del mondo...
...Quasi invogliato da  quel "ma poi rimane dentro" sarei portato a dar fiato alle trombe e...
"Grande Capo cazzo! Lui è' libero finalmente!"
Eppure non resterei soddisfatto da una risposta così...
In fondo è l'attimo quello che conta...
Nel preciso istante in cui Grande Capo si libera dalle catene, l'altro libera l'urlo...
E' un po' come se fosse un tutt'uno...
Uno dà voce e l'altro si muove...
Solo insieme e solo in quel preciso istante c'è la rottura...
Solo in quell'attimo si fa la rivoluzione...
Quello che viene dopo...
...Mi pare che dopo il film finisce no?
E non credo che qualcuno si sia mai posto il problema di seguire Grande Capo per toccarlo il suo dopo...
Né nessuno si è chiesto mai se i ragazzi dell'attimo fuggente siano scesi dai loro banchi saltando o appoggiando i piedi a terra dopo essersi seduti... No?
E il capitano?
Avrà mai più goduto in vita sua come in quel preciso istante?
Per aria Keating's Triumph - Maurice Jearre

giovedì 23 maggio 2013

Sapevo che saresti tornato


“Real arms around me
No hope - no harm
Just another false alarm
So, tell me how long
Before the last one?
And tell me how long
Before the right one”

C’era sicuramente la necessità di andare a scoprire dei punti inesplorati della mente. Quei punti in cui si vanno a posare i pensieri che vengono messi via e che il conscio non utilizza perché li considera inutili o troppo pericolosi per l’esistenza.

Avevo la certezza che esisteva qualcosa di talmente misterioso ed affascinante che, anche se fosse stato terribilmente sgradevole da percepire, valeva la pena di essere individuato.

Nessuno avrebbe conosciuto il percorso che stavo per imboccare, non avrei lasciato tracce sulla strada, non avevo intenzione di essere seguito né tantomeno di sapere che c’era un modo per tornare indietro.

Era l’ora!

La dichiarazione d’intenti iniziale lasciava presagire immensità.

Ma era un po’ come quando a capodanno ti ripeti incessantemente anno nuovo vita nuova senza crederci neanche un pochettino.

Ed è forse proprio questo crederci che ti frega…

L’autoconvinzione ha bisogno di mura maestre. O almeno di canaline per far fluire tutto verso l’obiettivo.

Insomma la ragione funziona a priori.

Strada facendo la ragione perde pezzi… Si fa contaminare.

Incontra pensieri nuovi, tuoi e di altri…

Incontra situazioni inimmaginabili…

Incontra persone che non pensavi potessero esistere…

Ma la ragione è paracula!

La ragione può resettarsi e può farti venir voglia di nuove partenze ponendo le basi proprio su tutto quello che le era sfuggito…

Come se a nulla fosse servita l’esperienza…

Come se non capisse che probabilmente ella serve esclusivamente per motivare quello che è successo…

A valle insomma…

E spesso è talmente bastarda da convincersi e convincere che tra quello che aveva previsto e quello che è accaduto realmente sia soltanto cambiata la strada percorsa ma che il punto di partenza e la conclusione quelle erano e quelle sono rimaste…

         Io non le credo però! Anche se le dò spago quando comincia ad arrovellarsi… Hai visto mai servisse pure lei…

         Hai visto mai che, se una notte dovessi sognare qualcosa di bello, al risveglio non avessi nessuno a cui chiedere quanto tempo manca ancora affinché si avveri…

         Io lo so che lei mi direbbe che bisogna mettere in moto le rotelle e da parte il cuore…

         Io lo so che mi guarderebbe con la faccia da ebete se tornassi a poggiare la testa sul cuscino…

         Io lo so che starebbe là come un avvoltoio ad aspettare il momento buono per infilarsi in qualche angolo sperduto a dirmi “sapevo che saresti tornato!”

Per aria Last Night  Dreamt that Somebody Loved Me – The Smiths

martedì 21 maggio 2013

Il Giorno è passato


Non conoscevo la meta…

E non sapevo quale fosse il mio obbiettivo.

Avevo un solo ed unico desiderio: muovere verso qualcosa che mi portasse via, lontano da quel punto scomodissimo in cui sedevo in completa sofferenza da troppo tempo.

Ma come fare?
A chi, a cosa, affidarsi?

E come scrollarsi di dosso quelle maledette catene che sembravano incollate sul mio corpo, sul mio stomaco, sui miei pensieri?

“Fermati intanto…”

“Ma come? L’unica cosa che sento avvinghiata addosso è la stasi!”

“Sei fermo in un punto, è vero, ma ti muovi come un ossesso…, come pensi di andare da qualche parte se hai le gambe legate e continui a saltare sul posto, a cadere, a urlare, a rialzarti… a non respirare mai?”

“Davvero pensi questo?”

“Non sto pensando, è quello che vedo…”

Forse aveva ragione. Quella stanchezza che mi pervadeva doveva essere il frutto di quel mio forsennato sbattere come un tonno nella tonnara. Sanguinavo ma, invece di fermarmi alla ricerca serena di una via d’uscita… invece di abbandonarmi al mio destino, continuavo a farmi del male pensando che solo con le mie forze avrei potuto spaccare una roccia a cazzottoni.

E a farlo in fretta e senza fatica...

Continuando a pensare che la vita fosse fatta di un solo ed unico giorno…

Rimanendo sgretolato nel preciso istante in cui quel giorno aveva deciso di volgere al termine…

Per aria Day is Done - Nick Drake

giovedì 9 maggio 2013

Ero sott'acqua quel giorno

Ero sott'acqua quel giorno...

Non ricordo di aver preso fiato prima di sommergere il mio corpo...

Quella ostinazione a metter via qualcosa perché, non si sa mai, può sempre tornar utile, non rientrava tra i miei talenti in quel momento.

Non ricordo di aver infilato il naso tra il pollice e l'indice della mia mano...

E non ebbi alcun problema di invasi di acqua ad infastidire le mie narici...

Non ricordo neanche di aver chiuso gli occhi...

Ecco si, tolsi gli occhiali, ma fu quasi un riflesso incondizionato perché non ricordo neanche dove li riposi...

(ma qualcuno, che non ricordo bene chi fosse, li ritrovò)

Ero sott'acqua quel giorno...

Non ricordo per quale motivo decisi di infilarmi in un elemento inusuale per il mio vivere...

Sono un abitudinario e questa cosa avrei dovuto ricordarla.

Non ricordo se mi spogliai...

Né che giorno della settimana fosse...

Né tantomeno se...

Cazzo non ricordo neanche se fosse mare lago fiume pozzanghera marana vasca da bagno...

Ma non era una piscina perché non ricordo la presenza delle righe sul pavimento né delle mattonelline sceme di quell'azzurrino scemo...

Non ricordo quanto tempo rimasi sotto...

Ma non ricordo neanche di aver mai sentito un senso di soffocamento...

Non era poco neanche tanto...

E nessun rumore intorno...

Non c'erano pesci né granchi...

Io

l'acqua

e...

E non ricordo un cazzo dei pensieri che avevo...

Ammesso che in quel momento li avessi...

Io

l'acqua

e...

Le mie mani stringevano qualcosa...

Non ricordo cosa

Ma ad un certo punto quella cosa mi tirò giù

Con forza

Nelle profondità

Ero libero di aprirle e di tornare in superficie

Così come ero libero di stringere forte e farmi portare

Non ricordo la paura

E la scelta fu semplice

Scendere

Non per curiosità

Né tanto meno per orgoglio

Scendere

Come una forma di conoscenza guidata

Come una scelta inconsapevole

Ero sott'acqua quel giorno...

Ma non ricordo il momento in cui riemersi...

Avevo gli occhiali ma non ricordo il momento in cui li inforcai

(chi li ritrovò probabilmente me li infilò mentre dormivo)

Quella parte di me lasciata a giacere nelle profondità vogliosa di abbandonarmi non ricorda la parte di me riemersa.

E bisogna trovare il modo di farsene una ragione...

Vorrei tornare sott'acqua

Ma qualcosa respinge il mio tuffo

Come due calamite messe di culo

Che hai voglia a spingere...

Schizzano via

Salirà?

Tornerà a guardarmi?

A guardarsi?

Per aria Eg Anda - Sigur Ros

giovedì 2 maggio 2013

Don't explain

Ammazza che faccia che c'hai!

C'ho solo questa...

Che t'hanno fatto?

Niente...

Che t'è successo allora?

Niente...

Aho... E allora?

Niente! Niente di niente!

Vabbè allora dimme che non voi parlà... Ma sbagli eh!

- - -

E magari capita anche che ti prendi uno scappellotto...

Così...

Per il tuo bene...

Per essere scrollato da quel coglione che scarica le sue frustrazioni su un tuo momento di crisi...

E si eh!

Perché alla fine è così...

Chi entra a piè pari nella corazza di chi non ha alcuna voglia di esternare sta messo male davvero...

E sta messo male perché perde l'occasione di trasformarsi in carezza...

Preferendo ergersi sul trono di chi giudica...

Ma per il bene tuo eh!

Ahahahahahaha bella cazzata davvero...

- - -

Pensa che a me me ne stanno a succede de cotte e de crude...

...

Eppure sto qua...

...

Aho! Guardame! Sto qua... Co tutti i cazzi che c'ho tra capo e collo... Sto qua... Pe' te!

...

Ma si tanto a te che te ne frega dell'altri?

- - -

C'è sempre questa presunzione quando si cerca l'allineamento con un altra persona...

Si cerca in tutti i modi di creare una dipendenza...

Una disperata voglia di sentirsi indispensabili...

Io sto qua “per” te... E non io sto qua “con” te...

Si può piangere e ridere...

A che serve sapere il perché?

A godersi di più il pianto e il riso forse?

Ma con uno che rompe le palle così come si fa a rispondere diversamente...?

- - -

Se famo na biretta e racconti tutto a Ginetto tuo?

Col cazzo!!!

- - -

Quanto sarebbe bello in certe occasioni avere di fronte chi la pensa così:

“You know I hear folks cha-cha-cha-chatter
And I know you cheat
Right or wrong, that don't matter
You're here with me
Sit down, have a sit
It's your time to feel the pain
It's your time to weep
Don't explain

Hush now, don't explain
There is nothing within me now to gain
I'm gonna skip it instead
Don't explain
Don't explain”


Per aria Don't Explain - Cat Power