mercoledì 30 gennaio 2013

La nostalgia di ciò che amo

"Gli ho detto: "Jammal, sii paziente"
Mi ha detto: " Ho speso tutta la pazienza che avevo"
Gli ho detto: "Jammal, qual è il tuo obiettivo?"
Mi ha detto: "Il deserto del sud"
Gli ho detto: "Cosa porti con te?"
Mi ha detto: "Essenze e miska"
Gli ho detto: "Dimmi qual è la tua malattia"
Mi ha detto: "La nostalgia di ciò che amo" "




Certe volte bisogna cercare di capire bene cosa si ha di fronte...

...Anche quando sembra impossibile decifrarlo...

Certe volte bisogna avvicinarsi di più per vedere...

...Anche quando senti che la sicurezza sta nel fermarsi...

Nel non affrontare...

Qualcuno la chiamerebbe curiosità...

Ma è un termine che mi piace poco...

Piuttosto la chiamerei sete.

Un bisogno insopportabile di conoscere quello che ai tuoi sensi arriva confuso e lontano dalle percezioni che conosci...

E solo la necessità primordiale di dissetarsi ci stimola al movimento verso.

Magari un po' impaurito ed impacciato alla partenza...

...Ma consapevole che la stasi ci fa comunque perdere qualcosa di salvifico...

Che poi sia cosa buona o cattiva, cosa bella o brutta, è un problema che a passo mosso non ci tocca più...

Per aria Ya Jammal - Rim Banna

lunedì 28 gennaio 2013

Me lo dici perché sono arrivato fino a qui?

"e non lo so perché
sono arrivato fino a qui
davanti a un mare
che più grande non si può'
la pioggia batte sul mio cuore
e prego senza far rumore
ma perché'?"



E allora?

Dove vanno a finire tutte le parole non dette?

Tutti i pensieri scacciati?

Tutti i panorami lasciati andare per la troppa fretta?

Davvero pensi che finiscano evaporati nell'aria?

Davvero pensi che al massimo possiamo avere la fortuna di respirarceli?

E quei pezzettini di lettera?

Vagano ancora per quella città meravigliosa?

O il vento caldo del Bengala li ha trascinati altrove?

E' possibile vivere nell'illusione di un ritrovamento?

E' possibile aspirare nella ricerca di una stanza della memoria?

E' possibile recuperare quanto volenti o nolenti abbiamo tralasciato?

E' possibile avere il perdono di chi è stato abbandonato a se stesso?

E allora?

Me lo dici perché sono arrivato fino a qui?

Me lo dici che cosa c'è dietro questo silenzio assordante?

Me lo dici perché per quanto io cammini quella luce non si avvicina mai?

Per aria Senza Far Rumore - La Crus

venerdì 25 gennaio 2013

Perchè non riuscirò mai a portare a compimento la stesura di un libro che sia solo mio - Prova tecnica

Questa è una prova tecnica!

Non so ancora bene di cosa...
Di impazzimento forse...
Un tentativo di...

Ecco innanzitutto dovrei smetterla di sospendere il discorso con questi cazzo di puntini. Si potrebbe benissimo ammappazzarlo in frasi lunghe, complesse, circostanziate. Partendo dalla forma innanzitutto.
Smetterla magari di scrivere nel momento in cui il pensiero esce fuori, nel tentativo estremo di arzigogolarlo e riempirlo di particolari che ho sempre considerato inutili, che ne so, inserendo un'ambientazione, dei colori, profumi, aromi, essenze. Insomma tutte quelle cose che salto a piè pari quando leggo un libro.

Un libro.

Sarei un cazzaro se negassi di essermi cimentato nell'impresa.
Ma io proprio non riesco a riempire i concetti. Non riesco a collocarli in uno scenario che dia una mano a chi un domani ci farà un film. Quel modo di esprimere uno spazio mi sfugge.

Ecco...
Forse dovrei impazzire...
E cominciare a raccontare uscendo da me...

"E' una mattina come tante. Una di quelle mattine in cui il sole sembra non volerne sapere di entrare negli squarci lasciati aperti dalle nuvole. Il sole è pigro stamattina. Vuole starsene fermo e aspettare. Che sia compito di qualcun altro quello di esporlo agli occhi della gente che comincia a infilare i primi maglioni. Ha fatto il suo dovere durante l'estate. Ha prosciugato fiumi e rese bronzee pelli, ha coccolato le larve delle zanzare e garantito spassose giornate di mare ai bambini. Ora è stanco."

Questa è stata una prova tecnica...
Riuscita malissimo...
La disapplicazione dei puntini di sospensione è stata un fallimento!
Il tentativo di portare le parole con i piedi per terra un pianto...

Questa è stata una prova tecnica...
Questa è stata una prova di passeggiata da terrestre...
Ma ora me ne torno a passeggiare dove puoi dire tre parole e...

Walking on the moon...

Dove stai per concludere un discorso ma...

Walking on the moon...

Dove sembra quasi che stai per arrivare al punto, ma...

Walking on the moon...

… un po' come quella valanga di "arrivedorci" alla Stanlio e Ollio...

Walking on the moon...

Stoccate e sospensioni!

Questa era solo una prova tecnica ...

Per aria Walking on the Moon - The Police

martedì 22 gennaio 2013

La spina nel fianco

"Il ragazzo con la spina nel fianco
Dietro al rancore nasconde
Un atroce desiderio di amore
Come possono guardarmi negli occhi
E non credermi ancora
Come possono sentirmi dire quelle parole
E non credermi ancora
E se non mi credono ora
Mi crederanno mai?
E se non mi credono ora
Mi crederanno mai?"

Basterebbe togliersi di dosso i propri vestiti per sentirsi nudi?

O resterebbe sulla pelle la sensazione delle stoffe?

Quella sensazione che alla vista rasenta nullità ma che è impossibile scrollarsi di dosso...

Basterebbe tapparsi naso e bocca per smettere di respirare?

O ci si riuscirebbe a concentrare per sopravvivere?

Godendosi l'apnea come momento di pensiero altissimo... Vitale...

Basterebbe decidere la direzione da prendere ad un bivio per rinunciare alla meta prefissa?

O si tenderebbe a tenere il lato rifiutato nella speranza di non perderla definitivamente?

Rischiando forse di arrivare nella più classica delle mediocri vie di mezzo?

Basterebbe togliersi quella stramaledetta spina nel fianco per non sentire più quel dolore lancinante?

O quel buco sanguinante resterebbe comunque a pulsare caldo?

Lasciandoci per sempre il ricordo di quel desiderio di pace che l'apparenza della spina portata via non è riuscito a darci...

Basterebbe un urlo a renderci credibili?

"Il ragazzo con la spina nel fianco
Dietro al rancore nasconde
Un rapace desiderio di amore
Come possono vedere l'Amore nei nostri occhi
E non crederci ancora
E dopo tutto questo tempo
Non ci vogliono credere
E se non ci credono ora
Ci crederanno mai?
E quando vuoi Vivere
Come cominci?
Dove vai?
Chi hai bisogno di conoscere?"

Per aria The Boy with the Torn in his Side - The Smiths

giovedì 17 gennaio 2013

Talento

Che c'hai?

Boh? Me so perso...

Non te ricordi ndo volevi arivà?

Nun me ricordo manco da ndo so partito...

Ma che te senti mo?

Io mi sa che stavo a recità 'na parte...

Lo ammetti?

Si ma resti tra me e... me!

Vabbè continua...

E' che la stavo a recità talmente bene che...

Non me lo dì!

Eh!

Non sai più chi cazzo sei?

Porca puttana! Non riesco a capì se so l'attore o so il personaggio!

Quanno se dice talento eh!

Per aria Talento – Renato Zero

martedì 15 gennaio 2013

L'acqua te 'nfonne e va

Era il...

Non ricordo con esattezza il giorno. Sicuramente non era domenica. E neanche sabato. Era un giorno normale. Un giorno che passa in genere senza lasciare traccia. Uno di quei giorni messi nel calendario a far numero. Il classico giorno al quale il calendario ha affidato un santo col nome strano, di quelli che ti chiedi se sia realmente esistito e cosa abbia potuto fare di così straordinario uno col nome così strano, talmente strano che, mentre ci pensi su, quel nome l'hai già dimenticato. Ma poi è così importante ricordare una data? O serve solo ad evitarti i musi lunghi di chi aspetta quel giorno per vederti scodinzolare quando magari hai scodinzolato per tutto l'anno senza che nessuno ti abbia mai notato...

Ero da solo in quel momento in quel posto che...

Ma anche se io puntassi il navigatore della mente in quel punto della terra, dando le esatte coordinate, magari mettendo una foto di quel vialetto fatto di ciottoli cementati, riuscirei forse a dare più risalto a quello che voglio dire? Un luogo viene ricordato se lo vivi intensamente o se lo vivi sempre. Ma quello era un luogo di passaggio in quel momento. Era un luogo di passaggio che avevo vissuto intensamente e per molto tempo. Ma in quel momento al massimo poteva evocare malinconici ricordi. Mai avrei pensato che in quel preciso istante sarebbe diventato una nuova miniera di passato che un giorno avrebbe contribuito a costruire quello che mi piace chiamare il ricordo alla seconda. Tremenda operazione che mi impedirà di rimetterci piede anche solo per sbaglio. Perchè usare la calcolatrice per semplificare i ricordi sarebbe come a prendere a coltellate un mazzo di rose. Che poi io mi chiedo... Ma è così importante parlare di quel posto? O serve solo a creare scenografia, magari distogliendo il discorso da cose più interessanti?

Pioveva...

Si lo so è un classico. La pioggia ti dà una mano quando si tratta di mettere assieme i pezzi di una storia. Anche perchè se fuori ci fosse il sole uno mica starebbe a casa ad assemblare un meccano o a fare un puzzle. Però sono certo che avrei ricordato quel giorno comunque. Anche se quella pioggia che mi bagnava le lenti e le punte dei piedi faceva scopa con quel pezzo di plastica con custodia riempito della mia musica che tenevo in mano nella tasca del cappotto. "Spero che non smetta fin quando..." pensavo. Pioveva e affrettavo il passo. Ma non era un affrettare il passo dovuto alla pioggia, di quelli che fai per sbrigarti alla ricerca di un riparo. Era un muovere le chiappe per arrivare alla meta prima che il cielo smettesse di fare il suo dovere. Quindi la pioggia era veramente importante. Ed era importante che continuasse a fare compagnia a quel giorno all'apparenza normale.

Ero agitato, felice ma preoccupato, sereno e pure un po' incazzato...

Ho sempre pensato che il miscuglio di sensazioni che si provano in un preciso istante sia il miglior collante tra i ricordi e la mente. Quando non sai se ridere, piangere o stare medio ricordi meglio gli odori e i sapori del momento. Se sei solo felice o solo triste te lo dimentichi. Perchè uno c'è abituato a essere solo felice o solo triste. Mentre se uno è tutte le cose insieme dagli estremi passando per il centro ha un tale rincoglionimento sul momento che ha bisogno di tutta la vita per decifrarlo e allora è impossibile perderlo, perchè ogni tanto torna su. Ed è veramente importante ricordare ogni singola emozione. E ogni singolo innesto creato tra un'emozione ed un'altra.

L'incontro.

Ho sempre pensato alle relazioni tra le persone come a punti di contatto tra linee nello spazio. E ho sempre pensato all'armonia tra le persone come quella cosa che si viene a creare quando due o più linee si allineano assieme formandone una sola ed unica. Che può saldarsi e durare o scollarsi in fretta. Ma questo ora non è importante. Quel giorno una linea muoveva da un posto sotto la pioggia con un fottìo di emozioni dentro verso un'altra linea. Quel giorno quella linea si saldava con l'altra togliendo di tasca un pezzo di plastica con custodia e copertina e porgendolo delicatamente.

Sulla copertina di quella musicassetta avevo scritto di mio pugno una frase di Oscar Wilde che non è importante conoscere ai fini questa storia. Adesso è più importante conoscere il primo pezzo di quella compilation, che forse, anzi sicuramente, e la musica lo fa, è il principale responsabile di questo venir su di vita.

Per aria Quanno Chiove - Pino Daniele

venerdì 11 gennaio 2013

Mancanze

Ma cosa ti manca?

Intanto mi manca una domanda un po' meno aggressiva...

Cominciamo bene...

Non credo sia questo il modo di cominciare un discorso con chi ha poca voglia di parlare...

Ok ok...

...

Aho!

Eh?

Ti sei guardato?

Si...

E che hai visto?

Ho visto un fico... Che domande?

Eh allora che è quella faccia appizzata?

E' come se sentissi la mancanza di qualcosa...

Ma cosa ti manc... Mortacci tua! Ma te sei proprio scemo!

...

Qua ci stava bene una delle tue risate con la i...

Di tutto ho voglia tranne che di ridere...

Possibile che non riusciamo a capire...

Possibile! A te non capita perchè sei schematico...

Si ma ora parliamo di te... Ci deve essere un modo per...

Ti assicuro che non c'è...

Ma lo troviamo te lo assicuro...

...

Non mi credi?

No!

Potresti tradurre con la voce il pensiero che domina quel muso allungato a mo di formichiere?

Sto semplicemente cercando di decifrare gli odori che arrivano forti ma sconosciuti al mio naso...

Beh magari c'è semplicemente qualcosa di nuovo che ti gira intorno...

No... Troppo facile così...

Spiega meglio...

Sono odori che dovrei conoscere... Che dovrebbero darmi una reazione nota... E invece...

E invece?

Se conoscessi la risposta starei meglio...

Ma porca puttana! Io non capisco...

Guarda... Fai una cosa... Comincia a camminare...

Eh?

Si si dai... Cammina... Io ti seguo... Cosa provi?

C'ho paura che me dai un calcio in culo!

No no tranquillo... Pensa che stai camminando e che hai una persona cara che ti segue perchè non sa la strada e perchè vuole darti la sicurezza di avere le spalle coperte... Cosa provi?

Beh è una cosa bella...

Ok... Com'è il tuo passo?

Ahem...

Dai dì le prime cose che ti frullano nella mente... Com'è il tuo passo e perchè?

E' sicuro perchè so la strada...

Si si e poi?

E' sereno perchè so che nessuno potrà darmi una bastonata alle spalle...

Si... Poi?

E...

Dai dai sforzati...

Ah si... Non è velocissimo perchè ho paura che poi non mi stai dietro e...

Girati!

Aho ndo cazzo stai?

...

Ma che scherzo del cazzo eh?

...

Vabbè dai...

...

Ok dai damme sta lezione de vita che me so rotto già 'r cazzo...

Come ti sei sentito quando non mi hai visto più?

Come un coglione...

Eppure eri sicuro e sereno... Come è sicuro e sereno chi ha tutto... Come chi si sente completo...

Si ma...

Ecco... Poi ti giri e quel senso di completezza si svuota... E non capisci come sia possibile... Non capisci se è stato il caso o se è stato un tuo errore... O magari la troppa sicurezza nei tuoi mezzi e la scarsa accortezza nell'accudirli...

...

Che fai mo t'azzitti?

Non so che dì...

Che te manca?

Ma che ne so?

Per aria Stirb Nicht Mir - Rammstein

mercoledì 9 gennaio 2013

Dissolvenze

"sii un figlio del mondo
prima che affondiamo tutti"

C'è uno strano senso  di dissociazione...

Come se fosse fondamentale per sopravvivere rendersi avulsi dalla realtà...

Come se quel senso di appartenenza a qualcosa ci levasse le forze vitali...

Siamo perennemente in fuga...

In una sorta di vita parallela e privilegiata...

Elevati a guardare sotto...

A criticare quello che succede sotto...

A distruggere con le parole e le smorfie della faccia quello che succede sotto...

Distaccati e distruttivi...
"uova incrinate, uccelli morti
urlano mentre lottano per la vita
sento la morte, vedo i suoi minuscoli occhi
queste cose matureranno
queste cose ingoieremo intere un giorno"

La cosa facile è uscire e lasciare a se stesso il mondo che ci aveva accolto...

La cosa facile è fottersene di tutto e di tutti...

La cosa facile è voltare le spalle...

La cosa facile è lasciare nel silenzio un urlo...

La cosa facile è arrendersi a quella che la nostra essenza vigliacca considera non più degno di noi...

La cosa facile è lasciarsi marcire nell'orgoglio dell'individuo in esilio...

Cosa resterà?

Chi resterà?

Avremo la seconda possibilità di controllare il domani in assenza di noi?

E la soddisfazione del cammino?

Dove la cercheremo?

E con chi?
"immergi la tua anima nell’amore"

Quante volte una frase buttata là sconnessa è rimasta latente da qualche parte di noi...

...E quante volte è tornata su a scuoterci...

A buttarci giù dai nostri piedistalli frangibili?

Quante volte quella che avremmo considerato una panzata dolorosa si è trasformata in un avvitamento lieve da delfino...

...a farci benedire il ritorno?


In questa foto le dissolvenze viste da
 Enikő Lőrinczi
che ringrazio di cuore
Vi invito a passarla a trovare nella sua bella casa al seguente link

Per aria Street Spirit (Fade Out) - Radiohead

lunedì 7 gennaio 2013

Una giornata senza pretese

Si può fare la corsa contro il tempo...
Si può fare la corsa inseguendo qualcuno o tenendo dietro qualcun altro...
Si può tenere la propria andatura e vedere alla fine cosa siamo stati in grado di fare...
In fondo è questione di scelte...
Molto dipende da quanto abbiamo bisogno di cercare stimoli...
Molto dipende se questi stimoli sono già nel nostro DNA...
Molto dipende dalla consapevolezza di averli e dalla capacità di farli uscire...
In fondo nella ricerca su noi stessi è solo marginalmente toccato il mondo esterno...
Quello ci può indirizzare...
Quello ci può sviare...
Quello può rimanere neutrale a braccia conserte in attesa di essere chiamato in causa...
Ed in tutto questo non è condizione necessaria avere un traguardo...
Anzi!
Il fantomatico punto d'arrivo inceppa tutto...
Fa da centro gravitazionale del nostro cammino...
Ci fa perdere il meglio...
Ma voi avete mai provato a fare la scarpetta prima di finire la pasta...
...O a mangiare le patate più croccanti prima di quelle anemiche?
O a fare un po' e un po'...
Così... Come quando si cammina senza la necessità di seguire un sentiero...
Per il puro gusto di mandare i piedi 'ndocojo cojo e seguire il naso...
Caracollando? 
Senza nessuna pretesa...

Per aria  Una Giornata Senza Pretese - Vinicio Capossela

giovedì 3 gennaio 2013

Siamo portati a contorcerci

"Se non ti interessasse quello che mi è successo
E io non mi prendessi cura di te
Zig-zagheremmo attraverso la noia e il dolore
Ogni tanto alzando lo sguardo verso la pioggia
Chiedendoci a quale stronzo dare la colpa
E facendo attenzione ai maiali in volo"


Siamo portati a contorcerci...
Su noi stessi prima di tutto...
A formare gomitoli informi...
E contro noi stessi...
Ad appallottolare...
A stringere il tutto...
Alla ricerca di amalgama...

Siamo portati a contorcerci...
Con chi ci sta intorno poi...
A prenderci pena per la pena altrui...
Ad invidiarne la gioia...
A urlare silenti se nessuno comprende il nostro animo...

Siamo portati a contorcerci...
Per difenderci infine...
Come gli intestini che potrebbero distendersi per chilometri...
Ma che preferiscono stringersi...
...Per entrare nel loro umile e scomodo antro...

Siamo portati a contorcerci per entrare in spazi angusti...
Dove nessun maiale in volo potrà colpirci....

"Sai che mi importa di quello che ti accade
Ed io so che a te importa di me
Per questo non mi sento solo
E non sento il peso della pietra
Adesso che ho trovato un posto sicuro
Per seppellire il mio osso
E ogni stupido sa che un cane ha bisogno di una casa
Un rifugio dai maiali in volo"

Per aria Pigs on the Wing - Pink Floyd