sabato 19 ottobre 2013

16 ottobre 2013 come andò?

Non sono mai stato in grado di fare resoconti dettagliatissimi.
Ho sempre preferito cimentarmi nel difficilissimo tentativo di prendere le emozioni e di cavarne fuori parole capaci di renderle più o meno percepibili all’esterno.
Sarebbe bellissimo tentare di provare…
Ma c’è qualcosa dentro di me che disturba la concentrazione…
E…

Ma che stai a dì?
Ecco stavo cercando di buttar giù qualcosa che andasse bene per tutti…
Si vabbè, ma quanno che parli co’ tutti te viè fori quer difetto grosso de chi se sente er monno in mano e nun vole fa torto a nisuno…
Ma che dici? Di che difetto parli?
Eddaje nun fa ‘r finto tonto che nun sei manco bbono a fallo…
No no davvero… Dimmi… Di che difetto parli?
D’ ‘a diplomazzia parlo…
Ah!
Tana!
Beh si dai… A volte esprimere tutto può essere capito male. Può dar fastidio. Creare odi inutili. Poi bisogna ricostruire, scusarsi, ricominiciare.
Tanto nun ce poi fa gniente… C’hai me dentro… E quello che te faccio uscì dall’occhi se capisce…
Dici?
Avoja!
Ok… Ma io ora vorrei tentare di raccontare…
Fai fai… Fai pure…

La settimana che ha preceduto il 16 ottobre è stata molto intensa.
Siamo riusciti a parlare del progetto meraviglioso di Sunshine4Palestine a tante persone. Siamo riusciti ad invadere le radio, il web, persino Vauro ci ha ospitato sui suoi canali.
Ero eccitato e non vedevo l’ora di…

Ma se te stavi a cacà sotto!
Vabbè… Ma mica lo posso dì!
Si ma nun poi manco dì che nun vedevi l’ora de…
Beh si dai…
Ma se dicevi sempre che c’avresti avuto bisogno de più tempo, che c’era qualcosa che te sembrava nun fatta o fatta male…
Ok. Ma posso continuare senza che mi interrompi ogni tre per due?
Vai vai…

Riuscire a mettere assieme in un luogo storico e meraviglioso musicisti importanti e molto bravi mi riempiva il cuore di gioia.
E per me, personalmente, ritornavano le emozioni sentite durante l’avventura indiana.
Rivedevo gli occhi che mi davano forza.
E gli odori.
Era come se il tempo non fosse mai passato.
Come se le sofferenze del dopo fossero evaporate tra le nuvole…

Ma se era sereno… Ma quanto sei cazzaro?
Aho! Era una metafora.
Tu a forza de dì metafore nascondi la verità a la gente…
Ma cosa dici?
Dico che te hai sofferto prima, durante e dopo…
Si ma…
Er guaio tuo è sempre lo stesso…
Cioè?
Nun te sai godè un cazzo!
Posso continuare ora?
Si si…

L’atmosfera prima che cominciasse la serata era piacevole ed avvolgente.
Si parlava con gli artisti del sogno che li aveva portati verso di noi.
Si abbracciavano le persone che piano piano arrivavano.
Si attendeva con trepidazione chi non sarebbe mai arrivato.
Si cominciava a correre guardando l’ora.

Dimme ‘n po’ na cosa…
Uff… Sta venendo uno schifo!
No no dai… Però dimme…
Cosa?
T’è scappata na cosa poco diplomatica e manco troppo tra le righe…
Davvero?
Daje nun fa er finto tonto…
E vabbè si… A me certe volte me viè da rosicà… Anche se…
Se?
Nun lo posso dì manco a te!
Ma io ce lo so…
Si ma su certe cose so io che decido…
Lo so. Ma su altre so io…
Che vorresti decidere tu?
Secondo me è meglio che nun lo scrivi sto racconto…
Perché?
Perché le emozioni vere tue nun so mai state diplomatiche.
E quindi?
Rischi de esse loffio, freddo…
Ma io voglio tentare lo stesso. Però smettila di interrompere.
Ok.

Si va in scena.
Resto dietro. Sul tavolo le nostre bellissime magliette da vendere. Mi sembra il posto giusto per me. Ho occhi per guardare tutto e posso starmene un po’ in disparte a vedere come va.
Il palco ha il nostro logo proiettato in bella vista.
Entra Barbara.
Comincia a raccontare.
E’ emozionata e sta sempre messa un po’ di lato. A tentare di non prendere troppo l’attenzione su di sé. A lei interessa che l’attenzione vada sul sogno. E lascia la scena a quel logo meraviglioso. E racconta. E racconta in maniera tale che è certezza che tutto andrà in porto. Malgrado tutte le difficoltà che ha sopportato e che ancora dovranno venire.
Ringrazia Barbara. Ringrazia sempre e ringrazia tutti. E lo fa in un modo mai scontato o riverente. La invidio per questo.

Aho!
Eh?
Ma stamo a parlà de te o de la serata?
Beh di un po’ di tutto.
Hai scritto 729 parole e ancora non m’hai fatto sentì la musica.
Si dai ora parlo del concerto. Però azzittati.
Ok ok sto zitto!

Barbara va via.
Salgono sul palco Valentina e Matteo.
Valentina è sempre stata vicino alle cose che ho fatto mettendoci la faccia, la voce, le canzoni.
Valentina ci mette soprattutto la carica e la sensibilità.
Canta, parla, sorride.
Parla di Sunshine4Palestine come fosse motivo di speranza anche per lei.
E sono certo che così è.
Io vado sotto il palco.
Di lato vicino ad un palo per non disturbare nessuno, per starle vicino.
Urlo al termine di “Io e le tue parole”.
Mi sente.
Mi sorride.
Per me potrebbe finire così.
Il mio cuore è colmo.

Ma nun dì cazzate!
No! Dai! Questo non te lo permetto.
Perché?
Perché ero veramente in pienezza in quel momento.
A me tanto allegro nun me sembravi… Guardavi sempre dietro…
Ma te che ne sai ndo guardavo?
Volevi più gente.
Si è vero, ma nun guardavo dietro pe’ quello…
E pe’ che guardavi?
Guardavo pe’ cercà de riempimme de più… Pe’ vedè se le persone che c’erano stavano bene e pe’ tanti altri motivi che te nun te meriti manco de’ sentì pronuncià!
Comunque…
Comunque niente. Vorrei finire se me lo permetti.
E finisci!

Ad un certo punto Valentina legge una cosa che Barbara scrisse qualche tempo fa.
Io ero di nuovo vicino alle magliette. Danilo si preparava per accogliere i Radiodervish sul palco e Barbara, inconsapevole della commozione che l’avrebbe colta di lì a poco a fianco a me.
Matteo accompagna la lettura al piano.
“Nel gennaio del 2013, dopo due anni di intenso lavoro, abbiamo dato vita alla charity Sunshine4Palestine. Nel corso del tempo, persone meravigliose si sono unite al gruppo originario, accompagnando ed arricchendo ogni giorno di piu il nostro cammino.
Sunshine4Palestine è una associazione che si prefigge scopi umanitari, che vanno al di la di bandiere, ideologie, colore di pelle, capelli, razza o religione.
Siamo uomini. Nati per caso al di qua o al di la di un confine, linea di demarcazione che talvolta ha il potere di stravolgere le nostre esistenze.
Non possono esistere confini, barriere di qualsivoglia sorta che ci precludano dall'essere uomini, e vivere come tali”
Valentina sorride commossa.
Barbara sorride commossa.

E te te sei messo a frignà, perché sei un frignone!
Daje stacce!
Si me so messo a frignà! E allora?
E manco hai sorriso!
Io so maschio e du’ cose assieme nun le so fa.
Aho ce stavano pure l’amici tua de’ un tempo che te guardavano…
Si, embè?
Se so messi a piagne pure loro?
Boh? Nun lo so… Nun c’ho fatto caso! Ma che c’entra?
Non lo so… Così tanto pe’ dì!
Posso andare avanti?
Certo certo.

Il concerto di Valentina va avanti.
Diverso da quelli che faceva quando inizia ad amarla.
Più intenso per certi versi.
Più suo.
La ragazza prodigio è diventata donna e lo sa benissimo.
Sa benissimo che nella sua voce ci sono le contaminazioni dei momenti trascorsi.
E non ha alcuna intenzione di lasciarli fuori, anzi…
Li tiene dentro e li fa suoi e li infila nel suo cantare rendendolo ancora più intenso.
Con “Satura” ci saluta.
Quanto adoro quella canzone…
Sale Danilo.
Racconta ancora un po’ si Sunshine4Palestine.
Presenta i Radiodervish.
Non toglie mai una mano dalla tasca.
Cerca di essere sciolto, ma si sente che è teso, emozionato.
Si sente che ha voglia di cullare questo nuovo sogno con tutta la forza che ha in corpo.
Con me. Ancora una volta.

Aho sempre in mezzo te metti eh?
Beh dai… Danilo m’ha sempre assecondato… E ha sempre messo l’anima dentro alle cose che abbiamo fatto assieme.
Si però là sopra ce stava lui.
Embè?
Magari ce dovresti esse annato te…
Lui parla meglio de me.
Er guaio tuo è che te te cachi sotto.
Si, pure questo è vero, ma dai zittete che ho quasi finito.
Vai vai che me stai a fa venì na cicagna…

Arrivano i Radiodervish.
Cominciano con “Stay Human”.
Parlano di Vittorio con una delicatezza ed una intensità rare.
Non conoscevo questa canzone e non mi aspettavo di trovare Vik là con noi.
E’ stata una sensazione bella, pulita, piena.
La gente ha cambiato posizione.
Sono seduti.
Le luci sono diventate rosse.
Intime.
Le note dei Radiodervish sono un abbraccio.
La voce di Nabil è calda e fa tanto casa.
Michele, Saro e Nicola sono una fusione di magica armonia.
La gente è silente durante e scoppia in applausi alla fine di ogni canzone.
Avrebbero dovuto fare 4 pezzi.
Ma alla fine ci hanno donato un concerto quasi intero.
Presi, forse, dalla gioia, anche loro, di esser saliti su una cosa bella.

E poi?
E poi che?
Dico poi che è successo?
Poi è finito il concerto dei Radiodervish, abbiamo messo a posto le cose, abbiamo ringraziato tutti e siamo andati a casa.
Ma alla fine te eri contento?
Si perché?
Dai ce so cose che non t’hanno proprio accontentato.
Nun se po’ avè tutto…
Però potevi dille.
Io credo che quando racconti una cosa che è alla mercè del mondo bisogna essere più…
Più?
Meno pallosi possibile.
Vabbè ma a mè puoi dirlo…
Beh naturalmente dopo tutto il mazzo che ci siamo fatti speravo ci fosse più gente.
E poi?
E poi speravo che sta cosa… Ma lasciamo perde…
No no lo devi dì.
Perché?
Perché magari a forza de notallo e de ridillo cambi…
Dici?
Le provamo tutte…
Speravo che sta cosa negativa nun me portasse via dar core tutte le cose belle che avemo vissuto intorno a quest’evento…
Che poi me viene in mente na cosa…
Che?
Da quant’è che stai a scrive?
Una mezzora…
Ma nun facevi prima a copià quello che ha scritto Barbara dopo la serata e a dì semplicemente da qualche parte che sei sempre er solito coglione?
C’hai proprio ragione!
Vabbè ma mo copialo quello che ha scritto Barbara.
Dici?
Me pare il minimo…
Ok…

“..vorrei ringraziare di cuore tutti coloro che hanno reso la serata di ieri al circolo degli artisti un momento unico.
Un grazie speciale e di cuore a Valentina Lupi ed a Matteo Scannicchio, a Nabil Bey, Michele Lobaccaro, saro cosentino e Nicola Alesini, per aver creduto in noi, accompagnando il nostro cammino con la vostra arte e con la vostra meravigliosa musica.
Un grazie al Circolo degli Artisti, a tutti coloro che in questi giorni si sono adoperati per dare a Sunshine4Palestine visibilità, per parlarne, discuterne, portare a conoscenza più persone possibile delle problematiche affliggono la quotidianità nella striscia di Gaza..
Un grazie di cuore a Barbara Venditti per aver prestato la sua meravigliosa voce per il nostro spot..
Grazie a Radio Rock in particolare a Jelena Milic, RadioPopolareRoma e Marco Cavalieri, Radio Dimensione Musica specialmente a Chiara Felici, Radio Studio 93, Wasabi Radio e Radio Città Futura per aver offerto i vostri spazi ed il vostro tempo per parlare di noi.
..perché la conoscenza, la diffusione dell'informazione, la sensibilizzazione sono il primo importante, fondamentale passo per gettare le fondamenta di un nuovo giorno in cui non esistano confini l'essere nati al di la o al di qua dei quali cambi i diritti fondamentali da uomini che ognuno di noi deve avere la possibilita' di avere in quanto Uomo.
..un grazie a Vauro Senesi per aver supportato il nostro progetto su tutti i suoi canali ed a Susan Abulhawa perché "almeno non possono toglierci il sole!"
.. ed in ultimo ma non meno importante un grazie a chi ha creduto con noi... con me.. in questo sogno sin dal primo istante e chi si e' unito con un entusiasmo contagioso e mi ha presa per mano ed aiutata ad andare avanti ed a superare le difficoltà che quotidianamente affrontiamo.. a tutti voi che siete venuti o che avreste voluto esserci e che con la vostra presenza ed il vostro sostegno ci aiuterete a dimostrare che non esistano sogni irrealizzabili.”
Barbara Capone

Per Aria Satura – Valentina Lupi





5 commenti:

  1. Che bello. Peccato non esserci stata. Una bellissima iniziativa. Complimenti :)

    RispondiElimina
  2. organizziamo qualcosa da te? :-)

    RispondiElimina
  3. parole dal cuore per un progetto del cuore..
    complimenti perchè crederci è più importante che riuscirci; perchè oggi non è facile farsi sentire, ma quel che conta è non star muti, anzi di più: non farsi zittire..
    Perchè è poi da piccoli sussurri e bisbigli che nascono cose che posson espandersi e crescere... Non sarà mai tutta l'attenzione che vorrete la cosa importante, ma il tenere il progetto in vista, prima di tutto nei Vs cuori e progetti, perchè se a casa non ci si arriva con un volo diretto, mica fanno schifo mille scali per portar Luce ai sogni.. o no? ;)
    Sentiamoci! :)

    RispondiElimina
  4. Grazie...
    Grazie di cuore Barbara...
    Le tue parole sono linfa per andare avanti...
    Ci sentiamo sicuramente.
    Un abbraccio

    RispondiElimina

il tuo commento è molto più importante di quello che hai appena letto