mercoledì 14 agosto 2013

Lo stacco

"James Gatz: era questo il suo nome vero, o almeno quello legale. Lo aveva cambiato a diciassette anni, nel momento in cui ebbe inizio la sua carriera: quando vide lo yacht di Dan Cody gettar l'ancora nella secca più insidiosa del Lago Superiore"
(da il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald)
Capita di trovarsi nella situazione, spiacevole o piacevole lo scopriremo piano piano, in cui qualcosa cambia con uno stacco che reca in sé uno qualità superiore rispetto allo stacco dell'infinitesimale fluire del tempo.
La qualità superiore ha due grosse caratteristiche.
La prima è l'eccezionalità di un accadimento.
La seconda è il legare a quell'accadimento il ricordo di qualcosa che senza l'accadimento sarebbe rimasto dimenticato.

Potrei spingermi in miliardi di esempi ma so che è così. E so che nessuno potrà confutare questa cosa.

Quella era una mattina di quelle tutte uguali.
Sveglia. Lavata veloce. Colazione in piedi mentre ci si pettina. Scarpe allacciate male. E corsa verso l'autobus che arriva sempre in anticipo quando sei in ritardo.
Quella sarebbe rimasta una mattina di quelle che non ricorderai mai se non fosse stato per.
Quella mattina malgrado tutto c'era un ritmo diverso, forse per il sole che sorgeva caldo, forse per l'autobus preso al volo, forse per qualche incontro che mi apprestavo a fare, forse solo perché avevo dormito bene e non avevo preoccupazioni a tiro.
Quella era una mattina che faceva da camera gestazionale a qualcosa che avrebbe avuto effetti dirompenti.

Cosa schiude un uovo?
Il calore?
L'amore?
O magari due dita che lo sbattono sullo spigolo di una pentola per farne cibo...

Quella era una mattina che tranquillamente attendeva.
Quella era una mattina pronta per essere colta da due dita affamate.
Quella era una mattina che sarebbe stata divorata da un accadimento dirompente.
Ma sarebbe rimasta indimenticata per sempre. Con il suo profumo di.

I ricordi legati ad un profumo sono strabilianti. Vengono su solo quando lo stesso profumo ti torna al naso.
E' impossibile raccontare un profumo. O meglio è impossibile far provare la stessa emozione all'olfatto ad un potenziale interlocutore semplicemente raccontandolo.
Però se hai la fortuna di trovarti col vento che te lo riporta e qualcuno al tuo fianco puoi prendere fiato e:

"Ecco senti questo odore? E' lo stesso odore che sentivo quella mattina. Quella mattina in cui andavo verso e poi tornavo da. Insomma quando è successo che."

Si capiscono molte cose quando riesci a legare episodi ed emozioni all'apparenza insignificanti a qualcosa che ti ha sconvolto la vita.
Sono un po' come un'ancora di salvataggio.
Ti tengono la memoria viva da qualcosa destinata alla rimozione.

Ho sempre avuto paura di rimuovere episodi traumatici.
Perché restano latenti. E poi ti portano ad avere atteggiamenti e a compiere azioni che non sei in grado di spiegare a te stessò, figuriamoci agli altri...
Per questo bisogna aver la fortuna di tenerle legate a qualcosa di assolutamente superfluo.
Superfluo come potrebbe essere un pacchetto di noccioline mentre guardi un film al cinema.

Quella era una mattina che aveva due destini. Uno tranquillo e lineare. Un altro.
Quella era una mattina che io ricordo come può essere ricordato un tuffo in un mare limpido e caldo prima dello tsunami.
E quando sento il brivido terribile del male che quell'onda ha portato vengo coccolato dal profumo di quella mattina.
E sto male e sto bene.
 
Per aria Due Destini - Tiromancino

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