sabato 20 luglio 2013

Music for Peace: Una musica può fare

Io me lo ricordo quel giorno, nel lontano 2005, con il mio fratellone di latte Danilo vedemmo i nostri occhi illuminarsi quando quasi all’unisono ci venne in mente l’idea.

C’era un progetto che sembrava impossibile perché servivano tanti soldi per realizzarlo e noi non eravamo certo i tipi da andare a mendicare denaro per il terzo mondo con le foto dei bambini poveri con un conto corrente scritto sotto.

Dovevamo fare qualcosa di meraviglioso e dovevamo farlo godendo e divertendoci.

L’idea fu quella di metter su serate di musica che chiamammo Building Sounds, la musica che costruisce e grazie all’aiuto di molti artisti che donarono le loro perfomance gratuitamente in 6 lunghissimi e felicissimi anni realizzammo il nostro sogno.

La scuola di Isagarh in India con mille ragazzini che studiano.

Più o meno tutti sapete com'è andata...

Da qualche tempo seguo con tutto il cuore il progetto Music for Peace che, per certi versi, è molto più bello e difficile del nostro.

Per noi era abbastanza semplice. 

Appena riuscivamo a tirar su qualche soldo lo mandavamo in India in maniera tale che potessero proseguire i lavori e gli acquisti dei materiali necessari alla costruzione.

Poi una volta all'anno andavamo a respirare l'aria di quel posto in cui il nostro sogno piano piano veniva su.

I ragazzi e le ragazze di Music for Peace, invece attraverso lo strumento della musica raccolgono e ricevono in dono beni di prima necessità e, in questa ultima missione, addirittura un’ambulanza e strumenti medici per portarli direttamente alle popolazioni che ne hanno bisogno.

L’idea di utilizzare la musica come veicolo di conoscenza e di coinvolgimento delle persone verso umanità bisognose naturalmente mi ha colpito ed è questo il motivo per il quale attraverso questo piccolo e frammentario post avevo voglia di farvi conoscere la loro esistenza benedetta.

I ragazzi e le ragazze di Music for Peace sono partiti un mese fa in direzione di Gaza, Palestina per portare le loro mercanzie. E non è questa la loro prima esperienza.

Sono partiti con quella gioia nel cuore che conosco benissimo e che auguro a tutti di provare, senz’armi e col forte desiderio di sentirsi parte delle sciagure della popolazione Gazawa.

I ragazzi e le ragazze di Music for Peace però sono stati fermati ad Alessandria d’Egitto e ancora attendono l’autorizzazione a passare il confine.

In questi giorni stanno lottando strenuamente con le autorità egiziane forse perdendo quel sorriso iniziale ma non si arrendono, ci raccontano e da qui un nutrito gruppo di persone sta cercando di sostenerli.

Non è facile trovarsi faccia a faccia con quella cruda realtà che ti fa capire che quel popolo lo si sta distruggendo con le angherie più tremende, derubandolo della terra, bombardandolo, violentandolo e affamandolo.

E si, perché fermare un carico di sorrisi che portano suoni e beni per garantire le sacrosante minime attività di sopravvivenza quotidiana significa togliere il respiro e contorcere il pensiero.

La chiudo qui. 

Non sono andato nello specifico perché voglio condurvi direttamente alle loro pagine affinché anche voi possiate entrare a far parte di quel grande soffio che li possa spingere verso la realizzazione di quel sogno cullato attraverso la musica portatrice di valori e di pace.

Per questo motivo vi chiedo con tutto il cuore di visitare i loro contatti e di lasciare una traccia di voi.

Perché la musica può fare e se in questi giorni il disco si è incantato bisogna daje ‘na schicchera pe’ fallo ricomincià a girà.

una musica puo' fare
salvarti sull'orlo del precipizio
e' quello che la musica puo' fare
salvarti sull'orlo del precipizio

Per aria Una musica può fare – Max Gazzè



Potete seguire il progetto Music for Peace ai seguenti link:

e…  se volete metterci la faccia cliccate sulla foto:





Ai ragazzi di Music for Peace:
Se ho scritto cazzate ditemelo
Grazie 
Tandoori

1 commento:

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