giovedì 6 giugno 2013

Tutte scuse

"Te devi fermà un attimo a penzà che se la gente nun te capiscono è perché te nun fai un cazzo pe' fatte capì!"

Va bene. Voglio dar retta a quel grillo parlante che arriva sempre nei momenti in cui sembra che tutto il costruito vada distrutto. Per lui è solo una questione di relazione tra me e i mie simili. Per lui non è un problema di "sentire" ma un problema di elaborazione e racconto di questo sentire. Come se a me non bastasse. Come se io avessi bisogno di trasfonderlo questo sentire nella stessa e identica misura e con le stesse e identiche vibrazioni su persone diverse da me. E' impossibile. Lo so. Però...

Ok niente però. Devo accettare che l'impossibile fa parte della vita. E volere a tutti i costi andarci oltre è da presuntuosi e porta al fallimento.

Solo che adesso il rischio è che io non capisca me stesso. Che la confusione cominci a prendere i miei sensi.

Cosa prova un pazzo?
E' forse più libero?
Solo perché se ne fotte completamente delle corazze e delle barriere e comincia a esprimersi senza la paura terrificante di fare figure di merda a ripetizione?

Cosa posso fare io per tornare a.?

A cosa? E chi lo sa?

Che poi sarà una questione di ritorni?

Se solo riuscissi a dimensionare...

Per esempio...

Qual è la canzone più bella per me adesso, in questo preciso istante?

Ed è giusto che io mi incazzi se la canzone più bella per me adesso è una canzone che fa cagare il resto dell'umanità?
Per aria All Apologies - Sinead O' Connor


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