giovedì 9 maggio 2013

Ero sott'acqua quel giorno

Ero sott'acqua quel giorno...

Non ricordo di aver preso fiato prima di sommergere il mio corpo...

Quella ostinazione a metter via qualcosa perché, non si sa mai, può sempre tornar utile, non rientrava tra i miei talenti in quel momento.

Non ricordo di aver infilato il naso tra il pollice e l'indice della mia mano...

E non ebbi alcun problema di invasi di acqua ad infastidire le mie narici...

Non ricordo neanche di aver chiuso gli occhi...

Ecco si, tolsi gli occhiali, ma fu quasi un riflesso incondizionato perché non ricordo neanche dove li riposi...

(ma qualcuno, che non ricordo bene chi fosse, li ritrovò)

Ero sott'acqua quel giorno...

Non ricordo per quale motivo decisi di infilarmi in un elemento inusuale per il mio vivere...

Sono un abitudinario e questa cosa avrei dovuto ricordarla.

Non ricordo se mi spogliai...

Né che giorno della settimana fosse...

Né tantomeno se...

Cazzo non ricordo neanche se fosse mare lago fiume pozzanghera marana vasca da bagno...

Ma non era una piscina perché non ricordo la presenza delle righe sul pavimento né delle mattonelline sceme di quell'azzurrino scemo...

Non ricordo quanto tempo rimasi sotto...

Ma non ricordo neanche di aver mai sentito un senso di soffocamento...

Non era poco neanche tanto...

E nessun rumore intorno...

Non c'erano pesci né granchi...

Io

l'acqua

e...

E non ricordo un cazzo dei pensieri che avevo...

Ammesso che in quel momento li avessi...

Io

l'acqua

e...

Le mie mani stringevano qualcosa...

Non ricordo cosa

Ma ad un certo punto quella cosa mi tirò giù

Con forza

Nelle profondità

Ero libero di aprirle e di tornare in superficie

Così come ero libero di stringere forte e farmi portare

Non ricordo la paura

E la scelta fu semplice

Scendere

Non per curiosità

Né tanto meno per orgoglio

Scendere

Come una forma di conoscenza guidata

Come una scelta inconsapevole

Ero sott'acqua quel giorno...

Ma non ricordo il momento in cui riemersi...

Avevo gli occhiali ma non ricordo il momento in cui li inforcai

(chi li ritrovò probabilmente me li infilò mentre dormivo)

Quella parte di me lasciata a giacere nelle profondità vogliosa di abbandonarmi non ricorda la parte di me riemersa.

E bisogna trovare il modo di farsene una ragione...

Vorrei tornare sott'acqua

Ma qualcosa respinge il mio tuffo

Come due calamite messe di culo

Che hai voglia a spingere...

Schizzano via

Salirà?

Tornerà a guardarmi?

A guardarsi?

Per aria Eg Anda - Sigur Ros

4 commenti:

  1. certe porte si aprono piano piano,e neppure noi sapremmo dire cosa ci ha spinto ad oltrepassarle; ma dentro, ognuno di noi sa bene cosa vuole davvero e ciò che vogliamo accada,bene o male, prima o poi,inevitabilmente accadrà
    (preoccupati solo di non chiuderle del tutto)

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  2. leggendo non so perchè ma questo "quasi" ritorno all'acqua, mi fa dire, ridatemi il mio utero, dove io possa galleggiare, sentirmi accudita ancora un po', prima di essere catapultata in questa vita

    riguaro alle porte poi... mai chiuderle del tutto, lasciarle socchiuse,credo sia importante concedere/concedersi sempre una possibilità

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