martedì 15 gennaio 2013

L'acqua te 'nfonne e va

Era il...

Non ricordo con esattezza il giorno. Sicuramente non era domenica. E neanche sabato. Era un giorno normale. Un giorno che passa in genere senza lasciare traccia. Uno di quei giorni messi nel calendario a far numero. Il classico giorno al quale il calendario ha affidato un santo col nome strano, di quelli che ti chiedi se sia realmente esistito e cosa abbia potuto fare di così straordinario uno col nome così strano, talmente strano che, mentre ci pensi su, quel nome l'hai già dimenticato. Ma poi è così importante ricordare una data? O serve solo ad evitarti i musi lunghi di chi aspetta quel giorno per vederti scodinzolare quando magari hai scodinzolato per tutto l'anno senza che nessuno ti abbia mai notato...

Ero da solo in quel momento in quel posto che...

Ma anche se io puntassi il navigatore della mente in quel punto della terra, dando le esatte coordinate, magari mettendo una foto di quel vialetto fatto di ciottoli cementati, riuscirei forse a dare più risalto a quello che voglio dire? Un luogo viene ricordato se lo vivi intensamente o se lo vivi sempre. Ma quello era un luogo di passaggio in quel momento. Era un luogo di passaggio che avevo vissuto intensamente e per molto tempo. Ma in quel momento al massimo poteva evocare malinconici ricordi. Mai avrei pensato che in quel preciso istante sarebbe diventato una nuova miniera di passato che un giorno avrebbe contribuito a costruire quello che mi piace chiamare il ricordo alla seconda. Tremenda operazione che mi impedirà di rimetterci piede anche solo per sbaglio. Perchè usare la calcolatrice per semplificare i ricordi sarebbe come a prendere a coltellate un mazzo di rose. Che poi io mi chiedo... Ma è così importante parlare di quel posto? O serve solo a creare scenografia, magari distogliendo il discorso da cose più interessanti?

Pioveva...

Si lo so è un classico. La pioggia ti dà una mano quando si tratta di mettere assieme i pezzi di una storia. Anche perchè se fuori ci fosse il sole uno mica starebbe a casa ad assemblare un meccano o a fare un puzzle. Però sono certo che avrei ricordato quel giorno comunque. Anche se quella pioggia che mi bagnava le lenti e le punte dei piedi faceva scopa con quel pezzo di plastica con custodia riempito della mia musica che tenevo in mano nella tasca del cappotto. "Spero che non smetta fin quando..." pensavo. Pioveva e affrettavo il passo. Ma non era un affrettare il passo dovuto alla pioggia, di quelli che fai per sbrigarti alla ricerca di un riparo. Era un muovere le chiappe per arrivare alla meta prima che il cielo smettesse di fare il suo dovere. Quindi la pioggia era veramente importante. Ed era importante che continuasse a fare compagnia a quel giorno all'apparenza normale.

Ero agitato, felice ma preoccupato, sereno e pure un po' incazzato...

Ho sempre pensato che il miscuglio di sensazioni che si provano in un preciso istante sia il miglior collante tra i ricordi e la mente. Quando non sai se ridere, piangere o stare medio ricordi meglio gli odori e i sapori del momento. Se sei solo felice o solo triste te lo dimentichi. Perchè uno c'è abituato a essere solo felice o solo triste. Mentre se uno è tutte le cose insieme dagli estremi passando per il centro ha un tale rincoglionimento sul momento che ha bisogno di tutta la vita per decifrarlo e allora è impossibile perderlo, perchè ogni tanto torna su. Ed è veramente importante ricordare ogni singola emozione. E ogni singolo innesto creato tra un'emozione ed un'altra.

L'incontro.

Ho sempre pensato alle relazioni tra le persone come a punti di contatto tra linee nello spazio. E ho sempre pensato all'armonia tra le persone come quella cosa che si viene a creare quando due o più linee si allineano assieme formandone una sola ed unica. Che può saldarsi e durare o scollarsi in fretta. Ma questo ora non è importante. Quel giorno una linea muoveva da un posto sotto la pioggia con un fottìo di emozioni dentro verso un'altra linea. Quel giorno quella linea si saldava con l'altra togliendo di tasca un pezzo di plastica con custodia e copertina e porgendolo delicatamente.

Sulla copertina di quella musicassetta avevo scritto di mio pugno una frase di Oscar Wilde che non è importante conoscere ai fini questa storia. Adesso è più importante conoscere il primo pezzo di quella compilation, che forse, anzi sicuramente, e la musica lo fa, è il principale responsabile di questo venir su di vita.

Per aria Quanno Chiove - Pino Daniele

Nessun commento:

Posta un commento

il tuo commento è molto più importante di quello che hai appena letto