lunedì 31 dicembre 2012

Calcutta. 2010

Nulla potrà mai essere più forte di un momento che fa fatica a trasformarsi in ricordo.
Questo post è una raccolta di pensieri tirati giù nella mia prima esperienza a Calcutta.
Naturalmente di una parte infinitesima delle emozioni che mi sono state donate.
I primi post, brevissimi, in realtà sono degli sms che mandavo da là a Roma che venivano impressi nel mio old blog da una cara amica.
Gli ultimi due, un po’ meno brevi, sono il racconto a caldo di quanto veniva giù a poche ore dal mio ritorno.
Il 2012 non mi ha portato in India. E... Vabbè...



domenica, 25 aprile 2010





Il treno è un microcosmo che unisce e che divide...

Sceglie per te gli occhi da incrociare...

Ti dà l'essenza della fatica del cammino...

E laggiù Calcutta attende.



lunedì, 26 aprile 2010





Calcutta fa impressione...

La testa sembra venga intinta a colpi di clacson negli odori...

Poi ti infili in quel formicolare di sari bianchi e aspiri (al)l'immenso.


giovedì, 29 aprile 2010





Non riesco ad immaginare Roma...

Sono avvolto da milioni di persone che dormono in strada...

A passo lento cerco il mio letto al coperto con la colpa nel cuore.


venerdì, 30 aprile 2010





Ti ho scritto una lettera...

tremando l'ho strappata in mille pezzi...

Li ho sparsi per le tue strade andando via...

Se vuoi puoi ridarle vita come hai dato vita alle nuove cicatrici che sento bruciare vive sulla pelle.

Cosa sarà delle mie lacrime?

Cosa sarà dei tuoi figli accasciati tra le tue mani?

Calcutta, addio.


lunedì, 03 maggio 2010



"Sono stato nella mia mente
È come una linea sottile
Che continua a farmi cercare
Un cuore d’oro"

Avrei voglia di raccontare...

A me stesso per primo...

Ma c'è una sorta di annebbiamento dei sensi...

Mi sforzo di scrivere...

Lasciando andare le parole...

Senza accorgimenti...

Senza avventurarmi in lunghe frasi...

Come quei passi vagabondi lasciati andare lungo quei marciapiede intasati...

Avrei voglia di capire cosa sia successo veramente...

Dentro.

Per quale motivo tutta quelle preparazione sia stata inutile...

Perché io sia stato spiazzato e sorpreso di continuo...

Perché adesso ho paura...

Quella paura che avrei dovuto avere là...

Nella sospensione del dolore che ne rende intriso il respiro...

Devo affidarmi al tempo...

...E al suo saperci fare...

Devo lasciarlo fare senza il timore di perdere nel vento alcun un istante del vissuto...

Avrei voglia di andare a riprendermi...

Ma so che se sono rimasto là è perché un pezzo di me ha bisogno di quel posto...

Di quelle mani tese...

Di quegli occhi belli...

Di quei sapori forti...

Di quei corpi pronti per morire...

Un pezzo di me ha bisogno di sentire quelle voci chiamare "uncle!!"

Come se quel primo passo verso la dispersione del proprio essere nell'essenza del tutto fosse compiuto.

Vorrei potervi guardare tutti negli occhi...

...Perché questo è l'unico modo che ho per capire...

Per aria Heart of Gold - Neil Young


giovedì, 06 maggio 2010
(Daya Dan)






E' tutto molto semplice....

Lineare...

La prima maman prende quelle lenzuola le bagna e poi le infila in un grande secchio col sapone...

La seconda comincia a danzarci sopra... Coi piedi...

La terza le prende e le mette in una grande vasca a fare il risciacquo e poi le butta in un secchio...

Troppo facile...

Dovevo semplicemente prendere quel secchio, portarlo verso il centro di quell'enorme terrazzo e usare uno di quei lunghi fili di ferro per dividerli a metà, uno ad uno, e lasciare che quel solo cocente ne aspirasse l'umidità...

Lineare...

Uno, due, cinque, dieci, venti... Quasi cinquanta secchi...

Le maman cantano e di sottecchi controllano che io usi i fili giusti...

Finiti...

Semplice... Lineare...

Il sole di Calcutta ci mette un attimo a fare il suo dovere...

Non dà soluzioni di continuità...

Il tempo di finire di stendere che già devi avere le braccia pronte a ritirare tutto...

Prendere e piegare...

Fare torri e portare giù...

Semplice... Lineare...

C'è un armadio... Enorme... Che puzza di buono...

Riponi quelle lenzuola pulite e ti metti dritto...

In apparente attesa di ordini...

In contemplazione di quel piccolo mondo...

Nato e creato per dare dignità...

Per fartela succhiare quella dignità...

Per fartela scorrere tra le vene quella dignità...

"Uncle!! Kalaaa! Chalo!!!"

"Uncle! Mangiare! Andiamo!!!"

Quei suoni sono sempre più familiari...

E quei gesti che li accompagnano...

Semplici... Lineari...

Come quei piatti di ferro pieni di riso e dal...

E la mia mano prima tremante...

Poi ferma...

A riempire quelle bocche...

A riempire il mio cuore...

In uno scambio impari...

Io prendo...

Porto via con me...

Tu piccolo uomo mi guardi e apparentemente assente deglutisci la mia voglia di immensità...

E' tutto molto semplice...

Lineare...

Un passaggio nel cammino...

Una mattinata di lavoro...

Uno squarcio nel silenzio...

"Sento bambini piangere, Io li vedo crescere
Loro impareranno molto più di quello che io so
E penso tra me, che mondo meraviglioso
Sì penso tra me, che mondo meraviglioso
Oh sì"




Per aria What a Wonderful World - Louis Armstrong

lunedì, 31 dicembre 2012

C'erano le file al cinema in quei giorni...
File clamorose...
Tentammo di cimentarci in quell'attesa spasmodica...
Arrivammo alle casse quando i posti si stavano esaurendo...
Dietro di noi due ragazze piangevano...
Ci guardammo per un istante intensissimo...
Chi eravamo noi per prendere il loro posto?
Chi eravamo noi per carpire quel sogno?
Quel film lo vidi a Roma...
E capii...

Rom rom tera naam pukare
Every part of me cries out your name
Ek hue din rain hamare
Our days and nights have become one
Humse hum hi cheen gaye hain
I’ve lost a part of myself
Jabse dekhein nain tihare
Ever since I looked at you

 

Per Aria Sajda - Rahet Fateh Ali Khan, Richa Sharma
(My Name is Khan Soundtrack)





venerdì 28 dicembre 2012

C'era una volta un uomo piccolo

C'era una volta un uomo piccolo...

Era solito muovere con circospezione i propri passi...

Parlava poco...

Chiudeva gli occhi per qualche istante quando qualcuno abbassando lo sguardo gli si rivolgeva, quasi a voler dare una seconda possibilità alle parole che gli si facevano incontro...

Aveva paura...

Ma non sapeva bene di cosa...

E non sapeva bene perché...

Temeva che qualsiasi movimento dell'aria intorno lo avrebbe fatto volare chissà dove...

E non voleva spostarsi dall'equilibrio conquistato...

Sarebbe stato un trauma insopportabile...

Un altro ennesimo trauma...

Lui mangiava e si pesava...

Lui dormiva e misurava la sua altezza...

Lui leggeva e...

Lui leggeva moltissimo e segnava con una ics incisa su un pezzo di legno ogni libro finito...

Era l'unico modo che aveva per vedere qualcosa di suo aumentare...

Lui guardava fuori dalla finestra i bambini che si prendevano in giro...

Ricordava benissimo i trascorsi scolastici...

Il tempo aveva scandito le amarezze dello zimbello, la noncuranza di chi non può cambiare le cose, l'emarginazione in cui veniva abbandonato da chi ha la "sensibilità" di non sparare più sulla croce rossa...

Ricordava benissimo le treccine che si muovevano voltandosi verso di lui...

Quel sorriso e quello scrollar di spalle a discolparsi dalla massa crudele...

Quei tentativi di avvicinarlo...

Di carpire da quel bambino piccolo i pensieri più nascosti...

Quel fuggire via in lacrime per il rifiuto di chi sa alzare muri per difendersi da tutto e da tutti comunque...

Lui aveva un rimorso...

Aveva un rimorso verso se stesso per l'occasione persa...

L'unica che la vita gli avesse mai donato...

Aveva un libro tra le mani...

Un libro di quella portatrice di treccine trasformatasi in scrittrice di successo...

Un libro che senza chiamarlo per nome parlava di lui...

Un libro che narrava la storia di un grande uomo...

Un uomo che aveva negli occhi il fuoco della vita...

Un uomo che in potenza avrebbe cambiato il mondo...

...Se solo fosse stato in grado di cambiare se stesso...

...Se solo avesse aperto l'involucro in cui custodiva gelosamente i suoi talenti...

...Se solo avesse aperto le ali per...

Sapete come funziona quando esce da dentro un'emozione grandissima?

Un caldo impetuoso attraversa il corpo...

Si comincia un po' a sudare...

Si piange...

Si ride...

E poi si ha voglia di fare qualcosa di meraviglioso...

Qualcosa di diverso...

Qualcosa che neanche il sogno più bello potrebbe mai suggerire...

C'era una volta un uomo piccolo...

Che a grandi passi si diresse verso la montagna dei venti...

Urlando a squarciagola "IO AMO!"

Guardandosi intorno a petto in fuori...

Ridendo della propria voce finalmente libera...

C'era una volta un uomo piccolo...

Capace di sognare i propri sogni...

Libero...

Vivo...

"I had a dream
That I could fly from the highest tree"


Per aria A Dream - Priscilla Ahn

venerdì 21 dicembre 2012

Il tempo passa solo per le cose che ci "parono" a noi

La cosa più strana del mondo è rileggere cose che scrivevi e pensavi di questi tempi qualche anno fa e scoprire che non è cambiato nulla.
Gli stati d’animo e lo stato delle cose.
Intatti.
La cosa più strana (?) del mondo è che io abbia smesso di stupirmi e che le cose che restano intatte siano solo quelle intrise di tristezza e negatività.
Ma qualcuno dice che sia carattere...
Vattelappesca a scoprire se è davvero così...
Intanto ribeccatevi gli stessi auguri che feci due anni fa...
è fateveli abbastà!

venerdì, 17 dicembre 2010, ore 19:44

Non sono dell'umore migliore per fare auguri natalizi...

E me ne accorgo perché non vedo l'ora di pubblicare qualcosa che possa restare appesa per un bel po'...

...Senza che debba poi cimentarmi in altri scritti...

Che arriveranno alla mia mente e resteranno chiusi dentro...

Non condivisi...

Ma tant'è...

Quest'anno ho avuto la fortuna di girare un po' per il mondo...

E ho avuto la fortuna di incontrare persone...

Posti e persone che mi hanno cambiato...

Migliorato e peggiorato...

Posti e persone che mi hanno dato speranza e sconforto...

Dovrei essere soddisfatto per aver allargato i miei orizzonti in sotto e in sopra...

Ma c'è sempre quel cazzo di però che rovina tutto...

Il guaio è che le cose brutte che attraverso gli occhi entrano nelle viscere sono quelle che riempiono i pensieri prima di tutto il resto...

Quant'è più facile ricordare un cazzottone in faccia piuttosto che una carezza?

Vorrei arrivare in fretta a chiuderlo questo post...

Per evitare che escano dalla mia testa parole che hanno dentro il nucleo del rimorso...

Dovrei limitarmi ad augurare serenità...

E, per carità!, sarei felice se potessi avere il dono di poterlo fare sul serio...

...Che siate amici o che siate nemici...

E anche se doveste essere degli indifferenti...

Ma il dono della serenità ha bisogno di uno sforzo enorme...

Deve essere pura...

Perché purtroppo ci troviamo di fronte a chi per sentirsela addosso ha bisogno di toglierla ad altri...

E allora a che serve?

Ecco... Mi limiterò a chiedervi di guardare molto bene i presepi...

Pensate che in quel posto così tanto riprodotto ci sono persone che da un sacco di tempo vengono calpestate nella loro dignità nell'indifferenza del mondo "buono"...

Io vi chiedo di non restare indifferenti...

E per aiutarvi in questo voglio farvi un regalo...

In fondo è Natale no?

E da buon occidentale mica posso passare per tirchio!

Il regalo che sento di farvi è questo disegno pensato da me e realizzato da mia moglie...

Chissà?

Forse oggi quei tre magi, infrangendosi contro quello squallido muro avrebbero portato i loro vot... ehm... doni altrove...

Per ricevere gratificazioni diverse...

Più materiali forse...

Chissà?

Se quel pischelletto fosse nato oggi e dentro quel muro  avrebbe avuto tutto il successo che ha avuto...?

Chissà?

Un abbraccio a tutti...

A presto...



  
Postilla


Quanta paura fa uscire dal proprio "conquistato"?

Quanto è difficile infilare le mani pulite nel fango?

Ma lo sapevate voi che a rovistar nel fango c'è la grossa possibilità di trovare una pepita?

Come?

Volete la certezza matematica che ci sia?

Come?

Avete paura che possa spuntare un coccodrillo a portarvi via il dito con l'anello migliore?

Come?

Sti cazzi delle favole che vi racconto?

Ah ecco...

Quindi meglio tapparsi gli occhi e non vedere neanche quello che il fango trasuda e godersi il piccolo e misero mondo che a Natale ci propinano alla tivvù?

Fate pure...

Io sto troppo male per godermelo e, lo so... l'unica figura che faccio è quella del guastafeste...

E il guastafeste va emarginato...

E...

Per carità di Dio...

Io questo lo capisco!

Aaaaahhhh se lo capisco!

Per aria Crying, Waiting, Hoping - Cat Power

mercoledì 19 dicembre 2012

Equilibrismi

Non c'è tempo per respirare...

Non c'è tempo per godersi il conquistato...

Non c'è tempo per sorridere o per piangere...

Bisogna muoversi cazzo!

Velocemente far partire l'ingranaggio...

La sospensione del pensiero distorce il cammino verso...

- - -

Verso cosa?

Come si può calpestare la strada senza assaporare l'orma appena lasciata?

Com'è possibile vivere il sogno e metterlo via appena si è realizzato?

A cosa serve tutto questo mordere e fuggire?

A cosa serve vivere in balia del fiatone?

La sospensione del pensiero rende infinito l'attimo...

 - - -

Ci si perde nel continuo rimuginare del già fatto...

Ci si perde e non si ritrova più la via...

Solo il continuo movimento rende alle cose l'emozione che meritano...

La sospensione del pensiero è una mano che impatta le corde di una chitarra per fermarme la vibrazione...

 - - -

Come sarebbe una melodia senza le pause?

Come sarebbe il suono di un tuono senza l'attesa dal fulmine?

Come sarebbe vivere senza dormire?

La sospensione del pensiero dà il giusto ritmo alle cose...

 - - -

Chi l'ha detto che un modo di vedere la vita sia migliore di un altro?

Certe volte capita di sentirsi appagati muovendo come muove l'istinto...

Certe volte capita di sentirsi dei falliti per non aver atteso...

E poi succede che il mondo fa di te una pallina da flipper...

Ed è proprio in questo preciso istante che devi cercare di capire...

Lasciarsi andare ai colpi sperando di finire in buca il più presto possibile...

O farsi infinitamente piccoli da scomparire alla vista del battitore?

Eppure può andar bene l'una e l'altra cosa...

Nessuna delle due...

O oggi una e domani l'altra...

...Che poi è tutto un equilibrio talmente fragile che rischiamo di non vederlo...

Rischiamo di sentirci sempre precari e colle braccia larghe cercando di non cadere da quella stramaledettissima corda che ci tiene sospesi...

Senza neanche sapere se effettivamente quella corda sia sotto i nostri piedi...

Sarebbe bello poter benedire quell'attimo di equilibrio come un attimo di volo...

E quel tener le braccia larghe per non perderlo come un dimenar di ali...

Per quanto possiamo apparire illusi e goffi...

na?

"Aveva perso la sua strada
facendo finta di volare
ma nel suo sogno ricorrente
si vedeva chiaramente precipitare"

Per aria Il Nostro Fragile Equilibrio - Riccardo Sinigallia