venerdì 26 ottobre 2012

La Stanchezza

La stanchezza è  un brutto mostro...

Ti prende con le buone...

Ti adula offrendoti la scusa buona per farti da parte da tutto quello che ti circonda...

Ti raggira per farti suo...

Per renderti avulso dalle circostanze e da quello che hai cercato di costruire...

La stanchezza è come la ruggine...

Ti colora l'anima...

Ti rende sgradevole...

Ti indebolisce...

Per renderti incapace di sostenere le situazioni che ti si parano davanti...

La stanchezza è vigliacca...

Ti rende incapace di reagire...

Ti sfrutta a suo completo piacimento...

Ti ricopre di un velo...

Per renderti invisibile a chi ha la capacità di spogliartene...

La stanchezza è un alibi...

Ti offre la grande possibilità di rintanarti...

Ti crea la scusa giusta per scappare via...

Ti...

Ti fa chiudere un discorso senza dover trovare per forza una conclusione degna...

Perchè non c'è nessuno che se l'aspetta più...

La stanchezza è quel punto esatto in cui ci si ferma arresi a lasciarsi morire quando si perde la strada...
 
Per aria Stanco e Perduto - Vinicio Capossela

sabato 20 ottobre 2012

A Estelle

In queste ore Estelle è nelle mani dei peggiori terroristi del mondo.
Scrissi questo ai tempi di un'altra flotilla finita in pasto al lupo cattivo.
Ve la ripropongo.

A me piacerebbe avere tra le mani una barchetta di carta...

Di quelle che costruivo da bambino in estate, quando, dopo pranzo, venivo "costretto" in una stanza per riposare.

Quando là fuori l'afa succhiava l'aria prima che si riuscisse a respirarla.

Quanti studi fatti per per evitare che la parte inferiore dello scafo potesse inzupparsi troppo presto...

Anche se poi il problema maggiore, una volta messa in acqua, sarebbe stato mio cugino Lorenzo.

Lui aveva una barchetta di plastica, di quelle che si comprano per intenderci...

E il suo unico scopo era quello di fare la guerra...

Come avrebbe potuto la mia povera barchetta di carta raggiungere la boa se in mezzo Lorenzo era già pronto con gli occhi spiritati per distruggerla?

Impossibile!

Eppure ogni giorno tentavo.

Ogni giorno aggiungevo qualcosa di nuovo.

Cercavo di renderla più bella... Puntando al "sarebbe un peccato distruggerla"... Ma niente... "Roba da femminucce questi disegni!"

Cercavo di puntare sul campanilismo calcistico... Come avrebbe potuto colpire una barca dell'inter?... Ma niente... "Non è dell'Inter è dell'Atalanta!"

Cercavo di puntare sulla gola... Una bella girella piazzata a prua e... E ancora niente... "Grazie! Prima mangio e poi ti distruggo!"

Eppure continuavo a tentare...

Ero troppo piccolo e troppo pacifico per forzare...

E Lorenzo era davvero molto astuto e anche un po' bastardo... "Se piangi dirò a tutti che la fai a letto"

In realtà era lui che la faceva ancora a letto ma avrebbero creduto a lui e non a me...

Eppure continuavo nella mia disperata ricerca della soluzione...

Io dovevo riuscire a far fare ad una delle mie barchette di carta quei metri necessari per farle toccare la boa rossa e dovevo rendere innocua la "corazzata" di mio cugino.

Missione la mia... E purtroppo missione la sua... Ostinate e contrarie...

Poi mi venne un'idea.

Per un giorno non portai nessuna barchetta in spiaggia...

Lasciai il mio lavoro a casa... Ben nascosto...

"Ti sei arreso finalmente!"...

Non risposi...

Utilizzai quel pomeriggio per preparare degli inviti...

Divisi in otto qualche foglio di quaderno...

E cominciai a scriverci sopra.
 
"Aperte le iscrizioni per la grande gara di barchette di carta.

Quella che raggiungerà per prima la boa rossa vincerà ventimila lire"

 
Il regalo di compleanno della nonna l'avrei ripreso io... Ne ero certo...

E poi ne valeva la pena anche a perderlo...

Quella mattina quando arrivai in spiaggia c'era già un po' di gente...

Lorenzo era incazzato nero...

Aveva distrutto la barchetta di Turgut, il turco, e le persone che si erano assiepate per vedere le prove di messa in acqua gliene avevano dette di tutti i colori...

Quel giorno tutte le barche, chi prima chi dopo, sarebbero arrivate alla boa, col soffio in poppa dei propri costruttori, protette dagli occhi della gente che aveva voglia di vedere come sarebbe andata a finire...

Quel giorno Lorenzo rimase in disparte a seppellire la sua corazzata sotto la sabbia...

Vinse Vittorio, il brianzolo, quel pazzo scatenato che sognava di cambiare il mondo con un sorriso...

Quando andai a premiarlo rifiutò quei soldi...

...La sua soddisfazione l'aveva avuta...

A me piacerebbe avere tra le mani una barchetta di carta...

A me piacerebbe vedere l'uomo sentirsi libero...

Libero come un uomo...

mercoledì 10 ottobre 2012

Il tempo fermo

Presto saprai...

E capirai...

Intanto respira...

Assapora il tempo fermo...

Non lasciarti vincere dalla bramosia del quel che sarà...

Non è il momento...

Qui ed ora c'è dell'altro...

Merita rispetto e attenzioni...

Non va lasciato solo, abbandonato a se stesso...

Anche se è alito leggero che non scuote...

E' il suo momento...

Che farne del sogno?

Attendere la notte potrebbe essere tardi?

Forse...

Forse no...