lunedì 30 aprile 2012

Chi?


Chi è che scandisce il tempo?

Chi lo fa correre?

Chi lo rallenta?

Chi lo fa ripiegare su se stesso?
Chi sogna un cammino senza assilli?

Chi inciampa?

Chi si sposta impaurito da un'ombra?

Chi dorme senza sognare?
 
Chi vorrebbe senza desiderare?

Chi mangerebbe col mal di stomaco?

Chi infilerebbe un dito in un naso pulito?
 
Chi abbiamo vicino quando ci sentiamo soli al mondo?

Chi ha fatto sanguinare il nostro volto senza andare oltre una carezza?

Chi ha fatto suonare quella campana restando immobile?
 
Chi c'è là?

Chi urla?

 
Chi cede prima di essere stremato?

Chi si abbandona?
 
Il tempo è una distrazione che dà ai pensieri un limite

Il tempo rende il cammino schiavo della velocità

Il tempo avvicina e allontana le persone

Il tempo rende intensa l'apparenza di un sorriso

Il tempo rende impossibile piangere lasciando colare le lacrime

Il tempo invecchia

Il tempo è imbattibile

Il tempo è sconfitto dal suono che esce quando sospendi il respiro

Insipiri

Espiri

Insipi

Espiri

E poi...


Per aria Magic - Nick Drake

venerdì 27 aprile 2012

Le Gioie della Mescolanza. Le Nuove Tribù Zulu e i nomadi del Rajastan

L'abbraccio è di quelli che conosci...

Un abbraccio dentro al quale ti sei trovato...

Ma non qui.

Capita spesso, di ritorno da un lungo viaggio, di scimmiottare i movimenti del corpo delle persone con cui sei entrato in contatto...

E' un modo, forse inconscio, di non staccare completamente...

Un modo per continuare a pensare di non aver fatto completamente ritorno...

Ma non è questo il caso.

Qui non si respira un andare e un tornare...

Qui si respira il cammino in continuo movimento.

Nei respiri...

Nei battiti...

Nelle parole...

Nei suoni...

Qui si sentono presenze lontanissime diventare familiari...

Quello che sto cercando di raccontare, e che naturalmente non riuscirò a fare, è una serata passata in compagnia delle Nuove Tribù Zulu, la band camminante che ha presentato un lavoro di quelli che danno speranza...

Un lavoro dove l'esaltazione delle diversità che si mescolano tra loro fa esplodere lo stupore...

Quello stupore bello che ti fa capire che è nell'abbraccio che le persone possono rilassare le paure...

Degli altri...

Di se stessi...

Non racconterò del disco... Tra poco userò le loro parole...

E lo stesso farò del progetto...

Non racconterò neanche del posto in cui questo disco è nato...

Quello che mi piace appuntare ora sono le emozioni e la fortuna.

Quando durante il cammino incontri la passione nel prendere prima che nel dare...

Dove l'unico modo per poter dare è proprio prendere...

Dove solo rimanendo dei normali esalti lo straordinario...

E' là che le mani si incontrano per scambiare calore...

Quel calore che batte e ad ogni battito dona energia.

Fortuna?

Se sappiamo prendere in maniera libera e nomade anche questo termine si.

Perchè quando cammini non hai mai l'ansia e l'aspettativa dell'incontro.

L'incontro arriva o non arriva.

E quando arriva ti investe e fortuna è evitare di evitarlo.

Ed evitare di evitare queste persone che a loro volta hanno evitato di evitarne altre è stato per me un culo pazzesco!

A questo punto credo sia il caso di passare al sodo.

E di copiare da qualche parte le parole di chi sa esprimere al meglio questo progetto meraviglioso che si riassume in un disco che naturalmente consiglio caldamente a chi ama le mescolanze e non si spaventa di fronte a chi è "diverso" da lui ma che di questa diversità fa costruzioni meravigliose di domani migliori.



per acquistare questo capolavoro clicca sul disco



Marzo 2012: esce "Banjara!"il nuovo cd delle NTZ con i nomadi del Rajasthan!"Questo è il primo vero incontro artistico tra rock italiano e folk rajasthani: un messaggio di pace e unione oltre le diversità. L’obiettivo di NOW è promuovere i diritti civili delle comunità nomadi e valorizzarne il patrimonio musicale integrandolo con il linguaggio moderno del rock. Il ponte fra oriente e occidente...”

Un progetto italo-indiano documentato nel disco “Banjara!” che esce il 21 marzo per la Materiali Sonori, dove gli splendidi suoni tradizionali della musica popolare e classica indiana dello stato del Rajasthan incontrano l'inimitabile vigore della band romana. Nomadi del mondo a ritmo di musica. Brani originali e tradizionali dove si mescolano inglese, italiano, hindi. Musica in azione: per la prima volta un gruppo italiano folk-rock incontra l'energia ineffabile dei Bhopa cantastorie del deserto, dei Kalbelya incantatori di serpenti, delle danze dei Banjara...

Prodotto da Nuove Tribù Zulu, Laura Di Nitto e Chinh India.
Suonato e cantato da Andrea Camerini (voce, flauto); Paolo Camerini (contrabbasso, basso); Roberto Berini (batteria, percussioni); Ludovica Valori (fisarmonica, trombone); Alessandro Lorenzoni (chitarre); Valerio Guaraldi (chitarre); Massimiliano Diotallevi (alto sax) & Suraj Bhopa (ravanhatha, voce); Radhey Nath (been, voce); Kesar Nath (been); Rakesh Bhopa (bopang).
E’ una produzione Orientoccidente.

Così Andrea Camerini racconta...

L’avventura è iniziata nel gennaio 2007. Dopo tanti viaggi in India con le Nuove Tribù Zulu, mi si presentava l’occasione di raggiungere Laura in Rajasthan, dove stava girando una serie di documentari sui bambini nomadi con i film maker Meenakshi Vinay Rai, coppia di attivisti sociali, grandi conoscitori delle tribù dell’India del Nord.
Per molti studiosi di antropologia è ormai certa la provenienza del popolo rom dall’India e adesso avevo la possibilità di approfondire in prima persona analogie e differenze con l’esperienza avuta con i Rom khorakhanè in Italia.
Al mio arrivo in India, Meenakshi e Vinay ci portarono in un villaggio della comunità dei Bhopa, tribù di musicisti e cantastorie. Lì incontrai Suraj Bhopa, music healer e suonatore di ravanhatha, uno strumento a corda che non avevo mai sentito prima di allora. Il suo suono inconfondibile e la voce senza tempo di Suraj mi arrivarono al cuore.
L’alchimia scattò magicamente e, senza bisogno di troppe parole, iniziammo a cantare e a suonare insieme, mentre un numero indefinito di suoi figli ci accompagnava con il ritmo incalzante del bhapang e del dholak. La comunità del villaggio intorno a noi partecipava divertita all’evento e quella fu una giornata indimenticabile. Così nacque NOW Nomadic Orchestra of the World e quello che venne dopo fu un lavoro graduale di conoscenza e ricerca sul campo.
Trascorsi parecchi mesi in Rajasthan, incontrando molti musicisti provenienti da comunità diverse: dai Kalbelya, incantatori di serpenti al suono dei been, ai Banjara, zingari del deserto, alla scoperta di strumenti folk tradizionali come il morchhang, il karthal, il sarangi e il kamaicha. Un periodo meraviglioso in cui capii ancor più concretamente che la musica supera tutte le barriere linguistiche, etniche e culturali.
Dopo alcuni concerti nei villaggi, arrivammo a realizzare un primo evento dell’orchestra al Dilli Haat, centro artistico e culturale della capitale New Delhi.
Più tardi, nel 2008, Paolo e Roberto, compagni di tutte le avventure più belle della mia vita, mi raggiunsero per dare ancora più forza e completezza al progetto. Insieme, tra Delhi e Alwar, dove poi ci ha raggiunti Laura, abbiamo sperimentato nuovi linguaggi musicali e umani, abbiamo lavorato per mesi immergendoci in una realtà coloratissima e decisamente folle, abbiamo dormito sotto il cielo stellato condividendo momenti unici e irripetibili che hanno consolidato l’esperienza di NOW, fino al grande concerto che abbiamo tenuto all’India Habitat Center Auditorium a Delhi.
Finalmente nel 2009, grazie all’aiuto di alcuni preziosi “visionari” che ci hanno sostenuto nell’impresa di portare in Italia la nostra numerosissima compagnia italo-indiana, abbiamo realizzato il Caravan Tour a cui si è unito il resto delle Nuove Tribù Zulu con Ludovica e Alessandro. Dopo qualche mese, siamo partiti tutti insieme alla volta dell’India per il NOW India Tour 2010 che ci ha portati sui palchi più belli di Nuova Delhi, Mumbai, Gurgaon, Chennai e Auroville con l’amicizia e la collaborazione di Chinh India e dell’Istituto Italiano di Cultura di Nuova Delhi.
Questo è il primo vero incontro artistico tra rock italiano e folk rajasthani: un messaggio di pace e unione oltre le diversità. L’obiettivo di NOW è promuovere i diritti civili delle comunità nomadi e valorizzarne il patrimonio musicale integrandolo con il linguaggio moderno del rock.
Il ponte tra oriente e occidente è in piedi.
Questo disco è un sogno che diventa realtà.

Per aria Bhopa Gae Chalia - NOW - Nomadic Orchestra of the World

martedì 24 aprile 2012

Pijateve sto sercio mentre nasconno la mano...

"Se c’è tensione si cura con gli idranti, qualcuno muore pazienza siamo in tanti. Tragico errore spariscono le prove e la prigione è solo per chi ruba polli. Lavoro nero pagato con denaro nero, nera la rabbia, nera la stagione, nera la fame nera la rivoluzione. L’Africa nera è solo a 4 passi di qui! L’umore nero si cura con il bianco, cura la bamba come l’aspirina, e balla di bamba pure la velina, icona d’ossa pelle e silicone. Il calciatore dice che il pallone è tondo, il presidente giura di cambiare il mondo. Nessun futuro nel mio futuro! "
Nessun futuro?
Chissà?
Forse ci crediamo poco alla fine.
Ne parliamo spesso si,
Ma poi quando si tratta di farci i conti ce ne freghiamo.
Noi siamo portati a lasciar andare il tempo per non pensare.
Noi siamo portati ad aspettare le smentite.
Noi siamo portati a sorridere quando il giorno dopo qualcuno ridimensiona una sparata.
Che pur ridimensionata sempre sparata resta.
E poi noi ci stiamo abituando ad incassare.
Come pugili che confidano nella stanchezza dei picchiatore.
Sornioni e mazziati...
Noi corriamo il rischio di non capirci più nulla quando verrà (verrà?) il nostro turno...
Oppure ci buttiamo in imprese che possano dare ossigeno al nostro cuore...
Così da poter dire
"io il mio l'ho fatto!"
Ma per chi?
Per te stesso? Per i tuoi figli?
Per il tuo senso di colpa?
Per poter uscire da risposte da rinnegato se un domani...
Se... Per?
Magari strumentalizzando il terzo mondo...
Magari posando sulle macerie lasciate dalle bombe...
...o da Dio?
Noi forse abbiamo davvero bisogno di vedere la fossa con il nostro nome e la nostra foto sulla lapide.
Chissà che non sia quello lo stimolo giusto per usare le gambe e saltarla...
Gli scarponi per distruggerla?
Chissà che non si riesca davvero a prendere il ritmo...
Chissà che non si riesca a capire che questo strano odore che c'è nel'aria altro non è che banale anestetico...
Di quelli che non fanno sentire il dolore tipico di qualcosa di grosso che si sta conficcando nel nostro culo...
E' proprio qui...
E' proprio ora...
Possibile che non sentite dolore?
Possibile che non sentiamo dolore?
"Se non qui, dove? Se non ora, quando? Mira mira la luna stasera come allunga le ombre. Stasera…Se non qui?"
 
Per aria Radio Konga - Magnolia che coverizzano i Negrita

venerdì 20 aprile 2012

Così è...

Stavo guardando o meglio...

Stavo sfogliando lentamente le ultime pagine...

Le cose più recenti certe volte sono quelle che arrivano più lentamente alla memoria.

Ti ricordi, fratello mio, quando ci fermavamo tristi a guardare le nostre mani ferme una dentro l'altra?

Ti ricordi quando l'unico pensiero era sul concetto di realizzazione di se stessi?

Te le ricordi le risate quando...

Come?

Tu non ridevi?

E neanche eri seduto con me a...

Ma come?

Continuo a sfogliare quelle pagine...

Mi vedo... Vedo te...

Tu che corri a recuperare il tempo perduto...

Come a voler abbracciare tutto il mondo in un solo momento...

Mi vedo là a guardarti, bloccato dalle mie paure...

Mentre mi tengo lo stomaco che ancora non si è stancato di trasformare in crampo ogni minima preoccupazione...

Immagini continuano a scorrere...

Le tue mani... Le mie mani... Nelle mani lontanissime di chi è diventato parte di noi...

I tuoi occhi... I miei occhi... A mischiarsi con chi ha nei propri occhi l'unica ricchezza...

E quei sorrisi?

Io che ho sempre preferito nascondere i miei denti storti piuttosto che donarli...

E tu che hai fatto di quei denti motivo di vanto...

Creando l'apoteosi nel mio... nel tuo cuore...

Ma come è stato possibile vedere te... Ombra di me stesso... Correre come un ossesso?

Come è possibile vederti riposato mentre io sento ancora dentro il fiatone della fatica?

Come dici?

Non è fatica?

E' strano come ogni cosa possa essere letta diversamente...

Come la stessa cosa possa essere letta diversamente...

Come quello che io leggo come fatica tu la legga come estremo godimento...

E come quello che è celato dietro la paura non è disgrazia ma motivo di nuova e gioiosa scoperta...

Io non capisco come sia stato possibile...

Ma così è...
Per aria Mio Fratello è Figlio Unico - Rino Gaetano

mercoledì 18 aprile 2012

La Cognizione del Dolore

Arriva lentamente...

Quasi piacevole...

(Come un prurito leggero da grattare col polpastrello)

Prende forma...

Comincia ad affondare la sua forza...

(Senti di dover cominciare a scomodare le tue unghie)

E poi si insinua...

Va a disturbare inesorabilmente ogni senso...

La percezione che dà di sè è sgradevole...

Ma prendi tempo...

Non te ne curi...

Pensi ad altro...

(Sotto le unghie noti la presenza di un rossore)

Prende la parola...

Si attacca alle pareti dei tuoi sensi...

"Ti ho conquistato" dice ridendo di gusto...

E ti accorgi che è troppo tardi...

Gridi aiuto...

Senti di non potercela fare...

(Le mani sono completamente ricoperte di sangue)

Come in un volo a precipitare...

Preghi per morire prima possibile...

Per non sentire più...

Sprofondi rorido...

Con i dubbi fugati...

E la cognizione sempre più violenta di non essere in grado di batterlo con i tuoi mezzi...

Come quando sai che c'è una soluzione...

...Ma che ti manca il pezzo di raccordo per raggiungerla...

(Il sangue si è rappreso lungo i gomiti e a scrostarlo zampilla ancora rosso fuoco)
Per aria La Cognizione del Dolore - Marlene Kuntz

lunedì 16 aprile 2012

La Mia Scrittura

La mia scrittura è bastarda...

Non ha origini certe e mai avrà discendenza...

La mia scrittura è come un campo di patate...

Ha buche profindissime e zolle rialzate e quella poca erba verde le cresce sopra senza seguire regole...

La mia scrittura quando si posa su un foglio di carta muore strappata o appallottolata...

Sembra se ne infischi dei posteri...

Sembra aver vergogna degli occhi e delle mani che la fanno sua...

La mia scrittura detesta le raccolte e le contaminazioni...

Fuoriesce così com'è e rigetta le correzioni e gli ampliamenti...

La mia scrittura è uno zombie...

Sempre sul punto di estinguersi, sempre lenta e col fiatone, sempre senza un domani a cui pensare...

La mia scrittura ama i ricordi, i sogni, le cose che potrebbero essere, o meglio, che sarebbero potuto essere...

...Che poi le cose che ci sono le puoi vivere, toccare con mano...

La mia scrittura ama raccontare le emozioni e assai poco i motivi che le hanno fatte nascere...

E se ne frega delle domande di chi è curioso di quella curiosità che non aggiungerebbe nulla di magico al tutto...

La mia scrittura è incoerente...

Lei si contraddice in continuazione e sembra non crucciarsene troppo...

La mia scrittura sta là e non si impone...

Non viene a chiamare dando colpi sulla spalla o cacciando urla...

La mia scrittura grida forte per uscire...

Senza aver paura di essere criticata o gettata via in un cestino...

La mia scrittura si ribella e a volte mette il muso...

E non puoi farci nulla... C'è da attendere che si calmi o approfittare dell'impeto di rabbia...

La mia scrittura si scioglie al passaggio del vento...

Comincia a pensare ad altro... Si perde...

La mia scrittura ha bisogno di suoni...

Si appiccica alla musica come un bimbo alla tetta...

La mia scrittura è un bimbo...

Un bimbo cattivo che vive la paura di quel proiettile che l'ha risparmiato e che vaga nell'attesa del rimbalzo giusto...

Quel rimbalzo che potrebbe estinguerla per sempre e che la fa vivere alla giornata, come se ogni lettera fosse l'ultima...

La mia scrittura si inchina e ringrazia...

Sempre!
Per aria Child in Time - Deep Purple

martedì 10 aprile 2012

Un Giorno nella Vita

"Mi sono svegliato, mi sono buttato giù dal letto"

Nulla di programmato...

Solo incedere verso qualcosa che sta là ad aspettare...

Della quale si conosce la forma esteriore e nulla di più...
"Ho passato un pettine fra i capelli"

Immagini nella mente...

Vaghi ricordi...

Passi da compiere...

Passi da ricordare...
"sono sceso di sotto e ho preso una tazza di caffè
e guardando su mi sono accorto di essere in ritardo"

Necessità di capire gli stereotipi del giorno...

Correre...

Affannarsi...

Mangiare... Bere... Incazzarsi... Scontrarsi... Urlare...
"Ho trovato il cappotto e afferrato il cappello
ho preso l'autobus al volo"

Cosa sarebbe cambiato se il passo fosse stato del ritmo del cuore?

Cosa sarebbe successo a quella fitta che spezza in due le gambe al respiro?

Sarei arrivato comunque?

Sarei arrivato comunque in quello stesso posto?
"sono andato di sopra e mi sono fatto una fumata"

Magari quella è solo un'occasione persa...

Quel restare fuori di sé per seguire l'onda...

Quel restare affidati alla meta verso cui tutti corrono...

Senza neanche sapere perchè...
qualcuno parlava e sono entrato in un sogno

 
Non resta che deragliare quell'onda...

Da dentro...

Rubandole e...

Facendone proprio il sogno...

...Per nutrirlo di caos...

Di una nuova euforia...
"Sarei felice di farvi andare su di giri"
"Sarei felice di accendervi"
Per aria A Day in the Life - The Beatles

venerdì 6 aprile 2012

Building Sounds: Un Viaggio Fuori e Dentro la Jeevan Jyoti School

Oggi vi presento questo.
Chi mi conosce sa.
Chi non mi conosce e vuole saperne di più chieda pure.
Avrei tanto piacere cliccaste sul link qua sotto per vedere cosa sta riempiendo la mia vita da qualche tempo.
Passate buone feste.

Building Sounds: Un Viaggio Fuori e Dentro la Jeevan Jyoti School: Questo video, girato dal buon Danilo, il giorno in cui abbiamo portato i nostri passi in quel di Isagarh, per condividere assieme ai bamb...

martedì 3 aprile 2012

Un giorno dopo l'altro

Spesso ci torno...

Qualche volta per caso.. Di passaggio...

Altre volutamente...

Quasi a cercare di aiutare il ricordo...

Quando chiudere gli occhi e lasciar andare la mente non basta...

Quando hai bisogno di toccare con mano... Sentire i profumi... Vedere con gli occhi qualche immagine che speri rimasta inalterata...

Ci incontravamo sotto quel palazzo per decidere cosa fare...

Proprio mentre la signora Clelia finito di stendere i mutandoni preparava il soffrittello per l'amatriciana...

E puntualmente, con Tenco in sottofondo, si affacciava colla sigaretta in mano urlando...

A regazzì! Sempre qua sotto a nun combinà un cazzo state?

A sora Clè! Invitatece a magnà!

E salite che cazzo aspettate?

Stamo a aspettà Sandro... Fa sempre tardi... Semo quattro eh!

Più semo mejo stamo nì! Annate a comprà il vino va...

Va bene ma stamo senza 'na lira! Buttatece 'no scudo!

...e comprate pure le sigarette allora!

Naturalmente quando ci si presentava con la bottiglia di vino e il pacchetto di nazionali senza filtro la signora Clelia aveva sempre una scusa per non farci entrare...

A regazzì... ma che volete?

Amo solo portato 'r vino... Che avete preparato oggi sora Clè?

Oggi? Niente... Vo a pranzo da mi fija oggi!

E dateglie un bacetto da parte nostra sora Clè!

Pippe! Solo le pippe ve potete fa!

Ci incontravamo sotto quel palazzo per decidere cosa fare...

E rimanevamo là a non fare niente...

A cercare di capire quante volte quei mutandoni erano stati tolti non per essere messi a lavare o per preparare un bisogno ma per.

A cercare di capire come potesse essere la figlia della sora Clelia... Semmai fosse esistita davvero...

A cercare di capire perchè Sandro ci mettesse mezzora tra lo "sto a scenne" al citofono e il "bella regà!" dell'incontro...

A far passare il tempo.

Oggi la figlia della sora Clelia appende perizomi e brucia soffritti...

Ha le sbarre alle finestre.

E pare che quella casa presa in eredità l'abbia completamente ristrutturata perchè aveva mal di stomaco a veder le cose della madre... le cose come la madre le aveva messe...

Pare non ci siano foto della sora Clelia poggiate sul comò...

E nulla in sottofondo...

Però...

Uno sfizio me lo devo togliere...

"Sora Cleliaaaaaaaa!!! Affacciateveeeeeeeee"

Una tenda si sposta... Un sorriso a mezza bocca... Una tenda... La stessa... si richiude...


Per aria Un Giorno Dopo l'Altro - Stefano Bollani suona Tenco

lunedì 2 aprile 2012

Follia

Follia.
Chi non ci ha mai sbattuto il grugno qualche volta...?
Ma per quanto abbiate sentito addosso l’adrenalina tipica di chi si sente oltre, probabilmente non siete mai andati al di là dell’averla semplicemente sfiorata...
Mai afferrata...
E questo perchè ci sono cose che si trasformano appena le avvicini...
Follia.
Si devo riscriverlo altrimenti perdo il filo...
E, poi, sciagurata lei, mi si trasfigura…
Diventa mediocre normalità...
Lo fa sta bastarda!
Come?
Mi spingerò in un esempio.
Diamo per scontato che io mi stia accingendo a fare qualcosa che è roba da folli...
Va da sé che se non sei completamente fuori di testa ti ci intrippi mentre le vai incontro...
Ti viene la tremarella, il mal di stomaco, la cicagna, la zoppìa da strizza, il sonno che paralizza…
Ma stringi i denti...
Dai retta solo a quelli che ti ci spingono contro...
Cominci ad incorniciarla come unica ragione di vita...
La stringi...
E arrivi anche al punto che qualsiasi movimento sia in funzione della...
... Follia.
Ma è là che ti frega.
Quando quell’aereo vira sul mare per andare a prendersi la sua rotta...
Quando hai varcato il punto di non ritorno…
Follia resta a terra e ti fa ciao ciao con la manina...
Si è trasformata...
In quel preciso istante follia modifica se stessa nella rinuncia a quello che ritenevi folle...
...che di punto in bianco diventa una cazzata...
E mai resa fu più dolce…
Na?
 
Ad Ele
 Per aria I Surrender - David Sylvian