martedì 6 novembre 2012

Una Mattina a Betlemme

Ieri sera ho ripensato a quella mattina.
Questo post era sul vecchio blog estinto ed è stato fagocitato dalla rete.
E ho deciso di metterlo qui a futura memoria.
Grazie a chi mi ci ha fatto ripensare anche se il tutto è nato da una discussione animata.


venerdì, 13 agosto 2010, ore 09:22

Il percorso è affascinante...

Pieno di voci, di colori, di odori...

Il timore che ti mette addosso chi non vuole problemi e quel muro che ti ha chiuso dentro svanisce in un attimo...

"Welcome" è la parola che più arriva alle mie orecchie accompagnata da quel gesto del braccio che accompagna la mano ad accoglierti...

Il mio viso pallido e il mio sguardo curioso attirano chi ha bisogno di vendere le proprie mercanzie...

Ma non posso fermarmi, non adesso...

"Ti prometto che al ritorno passo e compro qualcosa da te... Si proprio da te! Come ti chiami?"

Bene devo ricordarmi di ripassare da Angelo a comprare due bandiere e qualche kefiah!

Ma adesso devo tirare dritto...

Guardare, respirare e andare...

Nient'altro!

Il percorso è in salita ma non c'è fatica... Anzi...

"Ancora bambini..." penso...

"Ancora bambini che hanno bisogno di qualcuno che dedichi la propria vita a loro, che ricopra le proprie sfortune con quell'amore che non è da tutti..."

Si apre una piccola piazzetta al culmine di quella salita e poi si scende...

Dovremmo esserci...

"Papà compriamo un po' di caramelle ai bimbi?"

I miei figli sono con me stavolta...

Quanto ho sognato averli vicini in India...

A vedere... A mischiarsi con quei bambini con la "faccia mallone" che hanno imparato a conoscere e a chiamare per nome guardando le foto...

Adesso ci siamo... Tutti insieme... Papà, mamma e figli... A Betlemme... Chiusi dentro a un muro vergognoso... A pochi metri dall'orfanotrofio della Creche... A un battito di cuore da una condivisione che lascerà il segno... Un segno sul quale porteremo la nostra mano per farne memoria...

E' un posto molto bello, curato...

Bisogna passare da un'ospedale...

Un ospedale che si occupa di ostetricia...

In fondo siamo a Betlemme... E Betlemme è Palestina... E se non l'hai capito dal muro che la circonda lo capisci perchè sono tutti gentili...

Siamo ormai a pochi secondi dall'incontro...

I miei figli hanno gli occhi intimoriti... Ma durerà poco... Ne sono certo...

Usciamo in un piccolo corridoio all'aperto, svoltiamo sulla sinistra, facciamo qualche scalino e ci troviamo davanti ad una bella porta chiusa...

Non bussiamo. Respiriamo. Centellinando le emozioni di quell'attesa...

Passi...

Suor Maria apre...

Ci saluta e comincia a parlare come se ci fossimo visti pochi minuti prima...

Il muro è solo là fuori...

Qua è così...

Qua è come in India...

Lo stesso amore...

La stessa accoglienza...

Senza quel "ma che siete venuti a fa?" tipico di chi non sa che dire...

"Andiamo dai bambini?"

Mi fanno piegare dalle risate i bambini...

Quando vedono arrivare un estraneo che sanno che è là per passare qualche momento con loro fanno gli gnorri... Continuano a farsi gli affari loro... Lasciandoti a competere con la loro coda dell'occhio...

Poi lentamente arrivano...

Dal più audace fino al più timido e ti avvolgono...

Guardo i miei figli...

Ci mettono un po' a realizzare... A lasciarsi andare...

Ma poi li perdo...

Si sono mischiati perfettamente...

Formano un unico corpo...

Non ci sono più bambini italiani e bambini palestinesi che giocano assieme...

Sono una cosa sola...

E questo mi dà godimento...

Ripenso alla frase che il mio amico Deepodan mi fece mandare a scrivere su questo blog due anni fa...
"Tutti i bambini del mondo ridono di una sola risata...
Piangono di una sola ferita...
Ci pensano gli adulti a vestirli diversamente..."
 
Il tempo vola...

"Andiamo a vedere i piccolini?"

Suor Maria non vuole farci perdere neanche un angolo di quel posto...

E' grande, e si vedono targhe di ringraziamento qua e là...

C'è molta Italia, molta Sardegna, in quei mattoni...

Guardo, cammino, respiro...

I piccolini sono davvero piccolini...

Appena nati, prematuri alcuni...

Ma stanno bene cazzarola!

La cura e l'attenzione non sarà quella della loro mamma ma ce la faranno...

E vorrei essere testimone della loro vittoria sulla vita.

"Dai andiamo Angelo ci aspetta!"

Poi capita che senti dentro di dover scappare...

Ma è una fuga dolce...

Prendo la mano di Fra...

E andiamo via...

Senza voltarci...



"Ed è la grazia che mi solleva dalla paura"

A
Chawq,Hiba,Baha,Fares,Sara,Fatima,Sief,Ihab,Dima,Layan,Yasmine,
Cilina,Wesam,Hayat,Marco,Alice,a tutti gli altri bambini della Crece,
a suor Maria Mastinu, agli amici di Ponti non Muri
 e a chi butterà giù quel maledetto muro
"

3 commenti:

  1. Uhmmm...impossibile commentare, è un pezzo da respirare godendone tutte le emozioni.
    Grande.
    Irene

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  2. Leggendo questo post il mio cuore è volato a quest'estate, ai bimbi saharawi che sono venuti qui nel Salento, alle loro partite di pallone con i bambini italiani, a quella "cosa sola" che diventavano, giusto per riprendere le tue parole.
    E io li guardavo, travolta da mille emozioni.


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  3. •♥´¨`♥•.¸¸.•♥´¨`♥•.¸¸.•♥´¨`♥•.¸¸.•♥• uno per ciascuno

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