sabato 20 ottobre 2012

A Estelle

In queste ore Estelle è nelle mani dei peggiori terroristi del mondo.
Scrissi questo ai tempi di un'altra flotilla finita in pasto al lupo cattivo.
Ve la ripropongo.

A me piacerebbe avere tra le mani una barchetta di carta...

Di quelle che costruivo da bambino in estate, quando, dopo pranzo, venivo "costretto" in una stanza per riposare.

Quando là fuori l'afa succhiava l'aria prima che si riuscisse a respirarla.

Quanti studi fatti per per evitare che la parte inferiore dello scafo potesse inzupparsi troppo presto...

Anche se poi il problema maggiore, una volta messa in acqua, sarebbe stato mio cugino Lorenzo.

Lui aveva una barchetta di plastica, di quelle che si comprano per intenderci...

E il suo unico scopo era quello di fare la guerra...

Come avrebbe potuto la mia povera barchetta di carta raggiungere la boa se in mezzo Lorenzo era già pronto con gli occhi spiritati per distruggerla?

Impossibile!

Eppure ogni giorno tentavo.

Ogni giorno aggiungevo qualcosa di nuovo.

Cercavo di renderla più bella... Puntando al "sarebbe un peccato distruggerla"... Ma niente... "Roba da femminucce questi disegni!"

Cercavo di puntare sul campanilismo calcistico... Come avrebbe potuto colpire una barca dell'inter?... Ma niente... "Non è dell'Inter è dell'Atalanta!"

Cercavo di puntare sulla gola... Una bella girella piazzata a prua e... E ancora niente... "Grazie! Prima mangio e poi ti distruggo!"

Eppure continuavo a tentare...

Ero troppo piccolo e troppo pacifico per forzare...

E Lorenzo era davvero molto astuto e anche un po' bastardo... "Se piangi dirò a tutti che la fai a letto"

In realtà era lui che la faceva ancora a letto ma avrebbero creduto a lui e non a me...

Eppure continuavo nella mia disperata ricerca della soluzione...

Io dovevo riuscire a far fare ad una delle mie barchette di carta quei metri necessari per farle toccare la boa rossa e dovevo rendere innocua la "corazzata" di mio cugino.

Missione la mia... E purtroppo missione la sua... Ostinate e contrarie...

Poi mi venne un'idea.

Per un giorno non portai nessuna barchetta in spiaggia...

Lasciai il mio lavoro a casa... Ben nascosto...

"Ti sei arreso finalmente!"...

Non risposi...

Utilizzai quel pomeriggio per preparare degli inviti...

Divisi in otto qualche foglio di quaderno...

E cominciai a scriverci sopra.
 
"Aperte le iscrizioni per la grande gara di barchette di carta.

Quella che raggiungerà per prima la boa rossa vincerà ventimila lire"

 
Il regalo di compleanno della nonna l'avrei ripreso io... Ne ero certo...

E poi ne valeva la pena anche a perderlo...

Quella mattina quando arrivai in spiaggia c'era già un po' di gente...

Lorenzo era incazzato nero...

Aveva distrutto la barchetta di Turgut, il turco, e le persone che si erano assiepate per vedere le prove di messa in acqua gliene avevano dette di tutti i colori...

Quel giorno tutte le barche, chi prima chi dopo, sarebbero arrivate alla boa, col soffio in poppa dei propri costruttori, protette dagli occhi della gente che aveva voglia di vedere come sarebbe andata a finire...

Quel giorno Lorenzo rimase in disparte a seppellire la sua corazzata sotto la sabbia...

Vinse Vittorio, il brianzolo, quel pazzo scatenato che sognava di cambiare il mondo con un sorriso...

Quando andai a premiarlo rifiutò quei soldi...

...La sua soddisfazione l'aveva avuta...

A me piacerebbe avere tra le mani una barchetta di carta...

A me piacerebbe vedere l'uomo sentirsi libero...

Libero come un uomo...

1 commento:

  1. grazie Qwe, ero indecisa se scrivere di Estelle e la manifestazione di domani o di Carmela..
    ho scelto la seconda, ma sempre 'con Vik nel cuore'

    RispondiElimina

il tuo commento è molto più importante di quello che hai appena letto