venerdì 27 aprile 2012

Le Gioie della Mescolanza. Le Nuove Tribù Zulu e i nomadi del Rajastan

L'abbraccio è di quelli che conosci...

Un abbraccio dentro al quale ti sei trovato...

Ma non qui.

Capita spesso, di ritorno da un lungo viaggio, di scimmiottare i movimenti del corpo delle persone con cui sei entrato in contatto...

E' un modo, forse inconscio, di non staccare completamente...

Un modo per continuare a pensare di non aver fatto completamente ritorno...

Ma non è questo il caso.

Qui non si respira un andare e un tornare...

Qui si respira il cammino in continuo movimento.

Nei respiri...

Nei battiti...

Nelle parole...

Nei suoni...

Qui si sentono presenze lontanissime diventare familiari...

Quello che sto cercando di raccontare, e che naturalmente non riuscirò a fare, è una serata passata in compagnia delle Nuove Tribù Zulu, la band camminante che ha presentato un lavoro di quelli che danno speranza...

Un lavoro dove l'esaltazione delle diversità che si mescolano tra loro fa esplodere lo stupore...

Quello stupore bello che ti fa capire che è nell'abbraccio che le persone possono rilassare le paure...

Degli altri...

Di se stessi...

Non racconterò del disco... Tra poco userò le loro parole...

E lo stesso farò del progetto...

Non racconterò neanche del posto in cui questo disco è nato...

Quello che mi piace appuntare ora sono le emozioni e la fortuna.

Quando durante il cammino incontri la passione nel prendere prima che nel dare...

Dove l'unico modo per poter dare è proprio prendere...

Dove solo rimanendo dei normali esalti lo straordinario...

E' là che le mani si incontrano per scambiare calore...

Quel calore che batte e ad ogni battito dona energia.

Fortuna?

Se sappiamo prendere in maniera libera e nomade anche questo termine si.

Perchè quando cammini non hai mai l'ansia e l'aspettativa dell'incontro.

L'incontro arriva o non arriva.

E quando arriva ti investe e fortuna è evitare di evitarlo.

Ed evitare di evitare queste persone che a loro volta hanno evitato di evitarne altre è stato per me un culo pazzesco!

A questo punto credo sia il caso di passare al sodo.

E di copiare da qualche parte le parole di chi sa esprimere al meglio questo progetto meraviglioso che si riassume in un disco che naturalmente consiglio caldamente a chi ama le mescolanze e non si spaventa di fronte a chi è "diverso" da lui ma che di questa diversità fa costruzioni meravigliose di domani migliori.



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Marzo 2012: esce "Banjara!"il nuovo cd delle NTZ con i nomadi del Rajasthan!"Questo è il primo vero incontro artistico tra rock italiano e folk rajasthani: un messaggio di pace e unione oltre le diversità. L’obiettivo di NOW è promuovere i diritti civili delle comunità nomadi e valorizzarne il patrimonio musicale integrandolo con il linguaggio moderno del rock. Il ponte fra oriente e occidente...”

Un progetto italo-indiano documentato nel disco “Banjara!” che esce il 21 marzo per la Materiali Sonori, dove gli splendidi suoni tradizionali della musica popolare e classica indiana dello stato del Rajasthan incontrano l'inimitabile vigore della band romana. Nomadi del mondo a ritmo di musica. Brani originali e tradizionali dove si mescolano inglese, italiano, hindi. Musica in azione: per la prima volta un gruppo italiano folk-rock incontra l'energia ineffabile dei Bhopa cantastorie del deserto, dei Kalbelya incantatori di serpenti, delle danze dei Banjara...

Prodotto da Nuove Tribù Zulu, Laura Di Nitto e Chinh India.
Suonato e cantato da Andrea Camerini (voce, flauto); Paolo Camerini (contrabbasso, basso); Roberto Berini (batteria, percussioni); Ludovica Valori (fisarmonica, trombone); Alessandro Lorenzoni (chitarre); Valerio Guaraldi (chitarre); Massimiliano Diotallevi (alto sax) & Suraj Bhopa (ravanhatha, voce); Radhey Nath (been, voce); Kesar Nath (been); Rakesh Bhopa (bopang).
E’ una produzione Orientoccidente.

Così Andrea Camerini racconta...

L’avventura è iniziata nel gennaio 2007. Dopo tanti viaggi in India con le Nuove Tribù Zulu, mi si presentava l’occasione di raggiungere Laura in Rajasthan, dove stava girando una serie di documentari sui bambini nomadi con i film maker Meenakshi Vinay Rai, coppia di attivisti sociali, grandi conoscitori delle tribù dell’India del Nord.
Per molti studiosi di antropologia è ormai certa la provenienza del popolo rom dall’India e adesso avevo la possibilità di approfondire in prima persona analogie e differenze con l’esperienza avuta con i Rom khorakhanè in Italia.
Al mio arrivo in India, Meenakshi e Vinay ci portarono in un villaggio della comunità dei Bhopa, tribù di musicisti e cantastorie. Lì incontrai Suraj Bhopa, music healer e suonatore di ravanhatha, uno strumento a corda che non avevo mai sentito prima di allora. Il suo suono inconfondibile e la voce senza tempo di Suraj mi arrivarono al cuore.
L’alchimia scattò magicamente e, senza bisogno di troppe parole, iniziammo a cantare e a suonare insieme, mentre un numero indefinito di suoi figli ci accompagnava con il ritmo incalzante del bhapang e del dholak. La comunità del villaggio intorno a noi partecipava divertita all’evento e quella fu una giornata indimenticabile. Così nacque NOW Nomadic Orchestra of the World e quello che venne dopo fu un lavoro graduale di conoscenza e ricerca sul campo.
Trascorsi parecchi mesi in Rajasthan, incontrando molti musicisti provenienti da comunità diverse: dai Kalbelya, incantatori di serpenti al suono dei been, ai Banjara, zingari del deserto, alla scoperta di strumenti folk tradizionali come il morchhang, il karthal, il sarangi e il kamaicha. Un periodo meraviglioso in cui capii ancor più concretamente che la musica supera tutte le barriere linguistiche, etniche e culturali.
Dopo alcuni concerti nei villaggi, arrivammo a realizzare un primo evento dell’orchestra al Dilli Haat, centro artistico e culturale della capitale New Delhi.
Più tardi, nel 2008, Paolo e Roberto, compagni di tutte le avventure più belle della mia vita, mi raggiunsero per dare ancora più forza e completezza al progetto. Insieme, tra Delhi e Alwar, dove poi ci ha raggiunti Laura, abbiamo sperimentato nuovi linguaggi musicali e umani, abbiamo lavorato per mesi immergendoci in una realtà coloratissima e decisamente folle, abbiamo dormito sotto il cielo stellato condividendo momenti unici e irripetibili che hanno consolidato l’esperienza di NOW, fino al grande concerto che abbiamo tenuto all’India Habitat Center Auditorium a Delhi.
Finalmente nel 2009, grazie all’aiuto di alcuni preziosi “visionari” che ci hanno sostenuto nell’impresa di portare in Italia la nostra numerosissima compagnia italo-indiana, abbiamo realizzato il Caravan Tour a cui si è unito il resto delle Nuove Tribù Zulu con Ludovica e Alessandro. Dopo qualche mese, siamo partiti tutti insieme alla volta dell’India per il NOW India Tour 2010 che ci ha portati sui palchi più belli di Nuova Delhi, Mumbai, Gurgaon, Chennai e Auroville con l’amicizia e la collaborazione di Chinh India e dell’Istituto Italiano di Cultura di Nuova Delhi.
Questo è il primo vero incontro artistico tra rock italiano e folk rajasthani: un messaggio di pace e unione oltre le diversità. L’obiettivo di NOW è promuovere i diritti civili delle comunità nomadi e valorizzarne il patrimonio musicale integrandolo con il linguaggio moderno del rock.
Il ponte tra oriente e occidente è in piedi.
Questo disco è un sogno che diventa realtà.

Per aria Bhopa Gae Chalia - NOW - Nomadic Orchestra of the World

4 commenti:

  1. un bellissimo progetto, a cui le tue parole rendono giustizia e fanno venir voglia di sperimentare nuovi incontri importanti...
    io sono molto lontana da questo tipo di esperienze, viaggiare e rimanere lontana da casa per tanto tempo mi ha sempre spaventato molto e mi rendo conto di essermi persa e di perdermi molto non potendo incontrare spesso culture diverse.. una volta però questa sensazione di vicinanza nonostante la non conoscenza l'ho sperimentata ed è stato bellissimo, ho sentito il comun denominatore dell'essere semplicemente degli esseri umani che nonostante tutte le differenze culturali si assomigliano terribilmente... ed è una sensazione che ti fa sentire a casa, ovunque tu sia...

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  2. Le parole sono suono nell'aria, dolcezza, emozioni, cantilene nomadi, anime che si incontrano per costruire insieme ponti luminosi verso un futuro che sarà inevitabilmente intenso, folgorante, pieno d'amore...
    Grazie Giuseppe:))

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  3. Mi è venuta la pelle d'oca in questo travolgente abbraccio sonore, grazie mille!

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  4. Un mondo magico che l'Occidente non ha mai visto. Dove tuo fratello è quello che siede accanto a te sull'autobus e non importa chi è e come veste e come si muove e quale lingua parla. E di quale colore sono la sua pelle e i suoi capelli.

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