venerdì 30 marzo 2012

Lettera a Paolo Barnard

"Facciamo girare l’umanità di Vik il più possibile, e non per convertire all’umanità più persone – no, questo, come ho detto, non può accadere – ma solo per morire meglio noi. Almeno io così m’illudo. E guardate che se questo veramente fosse il lascito di Vittorio Arrigoni, sarebbe qualcosa di non lontano dal divino"

Caro Paolo,
è da un sacco di tempo che cerco una risposta.
Una risposta di quelle che servono a me, personalmente, egoisticamente, per sentirmi meglio.
Hai presente quando corri a perdifiato per cercare qualcosa che ti serve proprio in quel preciso istante e...
E il fatto che tu possa trovarla o meno a pensarci bene non ti cambia la vita.
A te serve avere la "scusa" per fermarti.
Non è facile.
Non è facile nè capirlo, nè tantomeno cercare di spiegarlo.
Quest'anno trascorso senza Vittorio è stato pregno di emozioni e sensazioni di ogni tipo.
E l'impressione che tutto si riducesse ad una eterna ed improduttiva lotta a cercare di "convincere" o, come dici tu "convertire" quelli là fuori a far proprio il suo messaggio è stata sempre forte e spesso sgradevole.
Ma molto spesso le impressioni restano latenti.
Stanno là a guardarti mentri ti affanni.
Ridono di te.
La salvezza non è nello scontro verso quello che si mette contro con gli obbiettivi che ti poni.
La salvezza, a mio avviso, sta nel fare le cose in cui credi perchè nel non farlo staresti male.
Perchè godi di un piacere al limite del godimento nel...
Quanto mi sta sulle palle la parola "impegno"...
Vedi Paolo, io avevo bisogno di sentire queste parole.
Io ne avevo bisogno perchè io penso che nel momento in cui facciamo qualcosa con la presunzione di "metterci al posto di qualcuno" che non può farlo più o che non è in grado di farlo, appesantisce qualsiasi spinta verso...  riducendola ad una spinta contro...
Io ne avevo bisogno perchè è la conferma più bella all'idea di portare persone da uno scatolone all'altro serva solo a continuare a dividere il mondo in buoni e cattivi. Mentre basterebbe eliminarli gli scatoloni e urlare alla gente spaesata che esce all'aria aperta: "Non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere.. abitiamo tutti lo stesso pianeta, apparteniamo tutti alla stessa razza".
Cazzo Paolo come risuona dolce la melodia di Utopia, senza stonature e senza che nessuno possa distoglierci dal goderne con risolini di scherno.
Io ne avevo bisogno, caro Paolo, perchè facevo fatica a capire nel profondo. Facevo fatica ad affidare al vento millanta domande e le loro risposte.
Il tuo illuderti illude anche me.
Ma questa condivisione di illusione ti rende meritevole di un bel grande e grosso grazie.

Ti abbraccio

Giuseppe

Per aria Blowin' in the Wind - Joan Baez

5 commenti:

  1. Che bello il tuo illuderti illude anche me.
    Un saluto affettuoso.

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  2. Ho visto il blog di Paolo e allora capisco la tua condivisione.
    Questo post emana una strana melodia, dolce, illusa e disillusa al tempo stesso.

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  3. Bella l'immagine degli scatoloni dei Buoni e dei Cattivi e assai calzante anche l'immagine di noi-tutti a fare i conti senza scatoloni...spersi e confusi ad imparare ad essere semplicemente parte del "Tutto"...
    MrsQT

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  4. abitiamo tutti lo stesso pianeta: forse. Gli occhi di chi lo guarda a volte sembrano tanto diversi...
    baci

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  5. Giuseppe non può essere più chiaro ed esplicito in quella che apparentemente può sembrare una riflessione confusa, perchè confusi siamo tutti noi. Condivisione è una parola grande come accettazione o impegno per interiorizzare pensieri di pace e coraggio. hainoi! Siamo umani molto abitudinari ed egoisti, tutti ci ergiamo a giudici e sapienti, tutti crediamo di essere tanto buoni, i cattivi sono fuori ed invece dovremo fermarci un attimo ed imparare dai più deboli, la grandezza di una certa forma d'umiltà almeno, umiltà salvifica.

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