martedì 29 novembre 2011

Restiamo Umani - Parliamo di Pace - 20 settembre 2011 - Gandino

Ci sono posti e persone che non dimenticano...

Ci sono posti e persone che non smettono di lottare...

Ci sono posti e persone sconosciute al mondo delle paillettes che nel loro piccolo, senza arrendersi e senza cercare vanagloria, cercano di costruire.

E' un po' come vedere quei bambini nelle immagini sfocate di repertorio che, tra le macerie delle loro case, a mani nude, scavano alla ricerca della loro penna perduta.

Parlare di loro è un po' come essere parte di loro.

Parlare di loro e di quello che dicono e pensano e di quello che cercano di condividere con un mondo indifferente è come urlare al mondo per richiamarla a sè che quella piccola fiammella di speranza non è ancora spenta.

Guardarli, ascoltarli, viverli, sentire il loro pulsare abbatte le distanze e rende meno vincente la pigrizia dell'anima, quella pigrizia che ci porta ad aggrapparci al nostro ogni giorno svuotato. Misero.

Ci sono posti e persone che sanno cosa significa voler bene.

Ci sono posti e persone che per sentirsi vivi hanno bisogno di sentire vivo chi hanno accanto.

Ci sono posti e persone che prendono un adagio meraviglioso come è quello che Vik ci ha lasciato e lo masticano. Lo rivestono. Lo vivono. Togliendogli di dosso quel senso di slogan al quale molti, poveri loro, si sono attaccati per darsi un tono.

Ci sono posti e persone che non vedo l'ora di abbracciare e di vivere.

Il fuoco nasce da un nucleo e da lì si espande e riscalda l'universo.

Quel giorno quel nucleo ha cominciato ad accendere la speranza della pace e, anche se faccio fatica solo a pronunciarla questa parola, sento che, finalmente c'è una spinta.

Quel giorno forse si è smesso di commemorare un grande uomo e si è cominciato a camminare con lui sotto braccio.

Io ho avuto la fortuna di sentire questo pulsare.

Da lontano.

Io oggi vi faccio dono di questo pulsare.

Per chi sa prenderlo tra le mani per renderlo ancora più vivo.

Ascoltate e guardate.

Ma soprattutto fatelo vostro, accoglietelo nel vostro cuore, coccolatelo e poi portatelo fuori perchè sia conosciuto.

C'è il ricordo e c'è la necessità di dare futuro ad un lavoro di rilettura del nostro essere umani.

Oltre quelle due parole.

Ben Oltre.

Qui potete ascoltare com'è andata quel giorno a Gandino: http://www.gandino.it/public/webradio/2011-09-20-restiamo-umani.mp3

E qui c'è la possibilità di sentir parlare di Vik da chi ne porta dentro i battiti e continua a lottare con la sua forza dentro al cuore.

 

Io spero che tutto questo non finisca come finiscono le parole che pronunciamo quando non c'è più nulla da fare.
Io spero che la resa si allontani sempre di più.

Altrimenti sarà tutto inutile.
Altrimenti davvero "faranno il deserto e lo chiameranno pace" e la colpa sarà anche un po' nostra...


A Maria Elena, La Gio, Tytty e a tutti quelli che quel giorno ricoprivano di bellezza quel paese che neanche sapevo esistesse.

lunedì 28 novembre 2011

Starman

Ancora a scavare... La chiusura imminente di splinder mi tira su cose che è bello riproporre, ancora e ancora... Il copia e incolla parziale a piccole dosi mi esalta di più, anche se ogni volta cambiano margini e formato.
 
"C’è un uomo delle stelle che aspetta in cielo
Vorrebbe venire e incontrarci
Ma pensa che potrebbe impressionarci
C’è un uomo delle stelle che attende in cielo
Ci ha detto di non cacciarlo
Perché lui sa che ne vale la pena
Mi disse:
lascia che i bambini lo perdano
lascia che i bambini lo usino
lascia che tutti i bambini ballino"
 
Io ricordo benissimo...

Rendeva piacevoli i miei giochi...

Stimolava i miei pensieri...

Mi coccolava quando ero triste...

Asciugava le mie lacrime quando le prendevo senza sapere perchè...

Io ricordo benissimo...

Parlavo con lui facendo attenzione a non farmi scoprire...

Lo chiudevo nella cartella e lo mettevo a cavalcioni sul mio aquilone bucato...

Gli davo in mano la penna quando non avevo voglia di fare i compiti...

Faceva il bagno al mio posto...

Io ricordo benissimo...

Quando litigavamo lui andava via...

E dovevo chiamarlo per ore per farlo tornare...

Convincerlo dividendo la girella...

Supplicarlo quando si impuntava per vedere il gruppo tnt invece che goldrake...

Io ricordo benissimo...

E ricordo benissimo gli sguardi dei grandi...

Mi prendevano per matto quando mi sorprendevano con lui...

E ricordo benissimo quel "ma che parli da solo?" che lo rattristava...

Io ricordo benissimo che l'unico modo che avevo per proteggerlo era quello di rinnegarlo...

Avevo paura che me l'avrebbero portato via...

Che lo avrebbero rinchiuso in qualche baule...

Io ricordo benissimo quando è andato via...

...Quando ha preferito tornare nello spazio per non soffrire più...

Chissà quante volte avrà avuto il desiderio di tornare a trovarmi...

Chissà quante volte è venuto e i miei occhi da bimbo cresciuto non sono riusciti ad individuarlo...

Chissà se qualcuno è riuscito a nasconderlo meglio di quanto non sia stato capace io...

 
"Se facciamo segnali potrebbe atterrare stanotte
Non dirlo al tuo papà o ci farà rinchiudere impaurito"
Per aria Starman - David Bowie

venerdì 25 novembre 2011

La Risposta di Lele

Caro Peppe,
Io non credo di aver spento la speranza. Io credo di averla soltanto messa da parte. Così...
Magari mi potrebbe tornare utile.
Ma io non ho la forza di guardare oltre...
Di vedere se là fuori io possa essere utile a qualcuno.
O magari anche solo a me stesso senza fare danni.
Mi dà gioia sapere che qualcuno si ricordi di me. Che, malgrado tutto, ancora pensi che io sia sceso a questo mondo per combinare qualcosa di buono.
Mi dà gioia. Ma mi fa anche male.
Perchè qua dentro è il senso di colpa che la fa da padrone.
E sapere che là fuori c'è qualcuno che ti odia o che ti ha dimenticato è quasi un sollievo.
Mentre pensare a cose belle e persone che ti amano fa un male della madonna.
Si ti stimola a reagire. Ma senza forza è difficile.
Ma te lo devo. A te. E a chi con te sta là ad aspettarmi per darmi un compito.
Ora me ne torno nell'unica posizione che mi spinge a restare vivo, ginocchia al mento a guardare fuori a quegli scacchi nel cielo, a pensare a chi è andato via, a sognare, a piangere e a tenere al caldo la speranza.
Grazie.
Lele

Ascoltate qui

martedì 22 novembre 2011

Dormi che la notte...

Dai tempi che furono...
 Caro Lele,
è qualche mese che non ci scriviamo ed è un po' di tempo che penso a come certe speranze che mi giuravi che non avresti mai abbandonato si stiano pian piano vanificando.
Magari sbaglio. Io spero di sbagliare. Ma questo silenzio mi lascia dentro cattivi sapori.
Mi chiedo spesso a cosa pensi. Mi chiedo se lasci trascinare i tuoi pensieri dagli errori che hai fatto. E da tutto quello che hai perso commettendoli. O se hai continuato a costruire nella testa e nel cuore il modo per riparare. Per darti una possibilità una volta fuori. Per dare la possibilità al mondo di far capire chi sei.
Ho paura. Ho paura che quel "io sarò sempre il pusher! io sarò quello che ha rovinato un sacco di ragazzi!" ti stia seppellendo. Ho paura che alla fine avranno ragione quelli che dicono che chi merda nasce merda deve morire.
Ho paura. Ho paura che quella forza che hai spesso messo da parte non sia più in grado di venire fuori. E che ti lasci trascinare dai ritmi lenti di un posto che, malgrado tutto, non è il tuo.
E si Lè il tuo posto sai benissimo qual è!
Le stelle servono a far luce. E sono sprecate a star ferme là, fra una ragnatela e un trave...
Dall'altra parte delle sbarre quelli che sono i tuoi amici, si forse pochi rispetto a quelli che pensavi di avere, stanno costruendo meraviglie. Ma gli manca qualcosa. Quel tocco che solo tu puoi dare.
Manca poco.
Io spero. Io spero che quando perdi la speranza tu possa appoggiare la testa al cuscino e addormentarti.
Cosicchè io potrò chiedermi "Chi lo sa se dormi..."
Lele... "Dormi che la notte si porta via i pensieri ".
Io ti aspetto! E ti aspetto continuando a stupirmi di quello che succede. Perchè di meraviglie me ne accadono in ogni momento. Si certo non solo quelle. Ma è la vita.
E con lei ti aspetto. Perchè sennò mi annoio ad aspettare da solo. E quella noia, così più potente e assassina della mia, di cui tu stai facendo il pieno lasciala là.
Daje!
Peppe
Per aria - La Lungara - Renato Zero

giovedì 17 novembre 2011

Traslucido

Mi pongo nel mezzo...

A far da barriera tra la tua vista ed il mondo...

Mi pongo nel mezzo...

Senza limitartene la visione...

Puoi guardare oltre di me...

E distinguere la forma delle cose...

Goderne i colori...

Sentirne i profumi...

La mia presenza nel mezzo ti rende ignoti solo i contorni delle cose del mondo...

Quelli sarai tu a disegnarli...

E io so...

...Saranno più belli di quello che sono...

mercoledì 9 novembre 2011

5 anni fa scrivevo ciò...

Ieri sono stato al mercato...
Dovevo assolutamente comprarlo!
Era tanto tempo che lo desideravo...
I sensi di colpa mi hanno sempre bloccato...
Spendere tanti soldi per una cosa che potrebbe sembrare futile...

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No! Non è possibile...
Ho cincischiato parecchio...
Lo prendevo... Lo posavo... Lo riprendevo...

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Era mio!
Avevo paura anche di aprire la scatola...
Non si scartano facilmente i sogni che ti piombano tra le mani...
Rumori!
Lo metto via... Il momento deve essere solo mio...
Si rimanda!
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"Quando lo togli quel coso dall'armadio?"

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Ce l'avevo già!
Cazzo!
Come? Dove? Quando l'avevo comprato?
E perchè l'avevo dimenticato?
Si può desiderare ardentemente qualcosa che hai già in saccoccia?