lunedì 4 luglio 2011

Baba

Questo lo scrissi tempo fa sull'altro blog...
Stanotte ho sognato Baba che mi sorrideva e... E allora ho deciso di copiare e incollare qui questo breve ricordo di vissuto con lui...

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Eccolo Baba.

Avanza verso di me.

E lo fa in maniera discontinua.

Il suo passo si ferma quando alzo gli occhi e lo guardo.

E' un felino che si avvicina alla sua preda senza voler dare nell'occhio.

Io sto fermo.

Appoggiato al muretto della Guest House aspiro con lentezza una Camel e scruto di sguincio il suo incedere.

Baba capisce di essere stato sorpreso.

Fa un passo indietro senza voltarsi.

Vuole comunque il controllo della situazione.

Sposta il collo prima verso destra poi verso sinistra in cerca di un alleato.

Tira fuori il suo cartoccetto con le bidi. Ne prende una. Non ha alcuna intenzione di accenderla. Non può accenderla. Quei fiammiferi tenuti nella tasca hanno preso umidità a contatto con quegli indumenti sdruciti ed impregnati di sudore vivo, di quelli che bagnano tutto anche solo a guardarlo.

I ragazzi, che hanno passato la notte all'aperto, sul palco per i festival stanno rassettando e assonnati lo guardano con pigrizia.

Prendo il telefono per guardare l'ora. Ho fame. Sono le 6.45 del mattino. Fa già troppo caldo. In Italia sono le 3.15. In Italia è notte e qui già è un po' che la vita pullula.

Rialzo gli occhi in direzione di...

Che uomo fantastico! Avrà mille anni e ha fatto almeno 10 metri contro di me senza che io me ne accorgessi.

Mi guarda con un sorriso ammiccante, chiude il pugno della mano destra lasciando in alto il pollice che comincia a roteare mimando l'innesco di un accendino.

Tra il pollice e l'indice dell'altra mano stringe, mostrandomela con il massimo della teatralità possibile la sua bidi storta alla Jighen.

Porto una mano alla tasca alla ricerca dell'accendino. Ci metto un po' a trovarlo.

Baba è furbo. Parla poco. Parla male. Ha un dente ogni quarto d'ora. Parla hindi.

Le uniche parole in inglese che gli abbia mai sentito pronunciare sono quelle che sta per regalarmi.

Il resto lo faranno i suoi gesti.

E anche se questa è una scena che da quando sto qui si ripete identica tutte le mattine continuo a volermela godere come se fosse la prima volta.

Eccolo. L'accendino è tra le mie mani. Lo caccio fuori dai pantaloni e muovo il pollice per innescare la scintilla.

"American Cigarette?"

Faccio finta di non capire.

Ripete quelle due paroline magiche e aggiunge il movimento della mano che porta la sigaretta alla bocca.

Lo guardo. Sorrido. Ritento di dar fuoco.

"American Cigarette?"

Si fa meno timido. Punta con lo sguardo alla tasca dove tengo il pacchetto di Camel.

Scuoto la testa.

Deve pensare di avere davanti un rincoglionito.

Ritenta.

"American Cigarette!" Punta col dito alla mia tasca e poi lo porta alla sua bocca. Mi infila la sua bidi tra le labbra, mi toglie di mano l'accendino e la accende.

"American Cigarette! Merda Secca!"

Potrei morire ora. Per quella boccata di fumo troppo potente o per le risate. O per entrambe le cose assieme.

Tossisco.

Riprendo fiato. E poi tossisco ancora.

Quando facemmo il nostro primo scambio di sigarette apostrofai la prima tirata di bidi con un sonoro "Merda Secca!" E lui imparò immediatamente quelle due parole. Le imparò perchè sapeva che gli sarebbero state utili.

I suoi occhi si illuminano nel momento in cui dò l'impressione di aver capito.

Prendo il mio pacchetto americano.

Lo apro.

Prendo la sigaretta più centrale che c'è, ne faccio fuoriuscire un pezzetto dal pacchetto e gliela porgo.

E' felice Baba.

Guarda i ragazzi aspirando piano.

Loro ridono di gusto e come in un balletto dei film di Bollywood mimano il gesto di chi fuma ritmandolo con un coretto che fa "American Cigarette!"

Va via Baba. Non ho mai capito cosa fa tutto il giorno in quel posto che l'ha visto bambino. Abbandonato od orfano chi lo sa?

Mi accorgo di essermi fumato tutta la bidi dal calore che arriva alle mie dita.

Ho le dita che mi puzzano di gioia.

"Ogni progetto che ho carezzato
S'è smarrito nell'ordine delle cose
Entro ogni lezione si cela il prezzo per apprendere
Una ragione per credere
Si allontana da me
Ogni speranza che nutro giace tra le mie braccia"

(David Sylvian)

Ma quanto sei bello Baba?


7 commenti:

  1. Che personaggio incredibile questo Baba. Spira simpatia da ogni poro della pelle ed è bellissimo se con un piccolo gesto si riesce a far risplendere gli occhi di un altro.

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  2. Intenso questo spaccato di vita

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  3. E' bellissimo, Baba! :D
    Ha un sorrido...contagioso.

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  4. Grazie per avermi linkato questo post!
    "Ho le dita che mi puzzano di gioia."Grande.

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  5. Ah ecco, lo avevo già letto e, dopo ben due anni, ho commentato nello stesso modo in cui ti ho scritto oggi su facebook :)

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