giovedì 29 dicembre 2011

Sorella Sconfitta

Hai presente quando la batteria sta esaurendo la sua carica?

Sembra, in quel momento, che tutte le tue attenzioni siano convogliate in un punto...

Devi assolutamente riuscire ad ottimizzare lo scarso tempo che ti rimane prima di rimanere al buio.

Eppure il tuo era un andamento lento e svogliato prima che quella lucina cambiasse colore e cominciasse a lampeggiare...

Sembrava avessi tutto il tempo del mondo...

Quel tempo era un tempo che non aveva costi...

Disponibile in abbondanza...

Potevi usarlo o lasciarlo scorrere...

Non c'era il tormento che si esaurisse...

Ed ora affannosamente cerchi di recuperare...

Ti umili e ti disperi...

A che punto è la tua concentrazione?

Respira e controlla...

Alza lo sguardo...

Guardami...

Mi viene da ridere.

Sembra che attorno a te non esista più nulla...

Sei tu e la tua corsa a perdifiato verso quel traguardo che si fa più piccolo all'orizzonte invece che avvicinarsi...

Non ti sfiora neanche l'idea di cercare aiuto nel mio starti vicino...

Di provare a chiedere una mano...

Di stringerla la mia mano...

Stai perdendo un'altra occasione lo sai?

Quel volgere ogni tua risorsa verso te stesso non ti fa vedere che ti sto porgendo delle batterie nuove.

Pronte a ridarti il respiro e il sorriso...

Sembra che tu abbia deciso di non meritare più sollievo.

Sta prendendo corpo quella sconfitta che tanto temevi...

Grazie...

Ed ora?

Sei impazzito?

Lentamente muori ringraziando...

Chi?

Che cosa??

"Grazie Sorella Sconfitta 
mi hai dato gli occhi e tre piaghe nel cuore
e nessun filo per poterle cucire 
mi hai dato gli occhi e un microfono in mano 
e il coraggio di poterla cantare"

Per aria Grazie Sorella Sconfitta - Massimo Zamboni

mercoledì 21 dicembre 2011

Natale?

Ancora qualcosa dal vecchio blog in via d'estinzione...
Scrivevo e davo spunta alla matita della mia metà considerazioni amare...
A ruota libera...
Nulla lascia presagire cambiamenti nel mio sentire e nel mio vedere fuori...
Ve lo ripropongo qui dove sto incontrando nuovi modi di leggere e di scrivere.

venerdì, 17 dicembre 2010, ore 19:44

Non sono dell'umore migliore per fare auguri natalizi...

E me ne accorgo perchè non vedo l'ora di pubblicare qualcosa che possa restare appesa per un bel po'...

...Senza che debba poi cimentarmi in altri scritti...

Che arriveranno alla mia mente e resteranno chiusi dentro...

Non condivisi...

Ma tant'è...

Quest'anno ho avuto la fortuna di girare un po' per il mondo...

E ho avuto la fortuna di incontrare persone...

Posti e persone che mi hanno cambiato...

Migliorato e peggiorato...

Posti e persone che mi hanno dato speranza e sconforto...

Dovrei essere soddisfatto per aver allargato i miei orizzonti in sotto e in sopra...

Ma c'è sempre quel cazzo di però che rovina tutto...

Il guaio è che le cose brutte che attraverso gli occhi entrano nelle viscere sono quelle che riempiono i pensieri prima di tutto il resto...

Quant'è più facile ricordare un cazzottone in faccia piuttosto che una carezza?

Vorrei arrivare in fretta a chiuderlo questo post...

Per evitare che escano dalla mia testa parole che hanno dentro il nucleo del rimorso...

Dovrei limitarmi ad augurare serenità...

E, per carità!, sarei felice se potessi avere il dono di poterlo fare sul serio...

...Che siate amici o che siate nemici...

E anche se doveste essere degli indifferenti...

Ma il dono della serenità ha bisogno di uno sforzo...

Deve essere pura...

Perchè purtroppo ci troviamo di fronte a chi per sentirsela addosso ha bisogno di toglierla ad altri...

E allora a che serve?

E allora mi limiterò a chiedervi di guardare molto bene i presepi...

Pensate che in quel posto così tanto riprodotto ci sono persone che da un sacco di tempo vengono calpestate nella loro dignità nell'indifferenza del mondo "buono"...

Io vi chiedo di non restare indifferenti...

E per aiutarvi in questo voglio farvi un regalo...

In fondo è Natale no?

E da buon occidentale mica posso passare per tirchio!

Il regalo che sento di farvi è questo disegno pensato da me e realizzato da mia moglie...

Chissà?

Forse oggi quei tre magi, infrangendosi contro quello squallido muro avrebbero portato i loro vot... ehm... doni altrove...

Per ricevere gratificazioni diverse...

Più materiali forse...

Chissà?

Chissà se fosse nato oggi e dentro quel muro quel pischelletto avrebbe avuto tutto il successo che ha avuto...

Chissà?

Un abbraccio a tutti...

A presto...


Per aria Gloria - Patty Smith

lunedì 19 dicembre 2011

Boh?

Pura e semplice confusione...

Un colpo preso in testa...

Tra il collo e il cranio...

Dimentico di quello che è successo fino al preciso istante in cui...

E ora?

Dove sono ora?

Cosa ci faccio qui?

Come cazzo mi chiamo???

Un attimo...

Aspetta un momento solo...

Ho bisogno di respirare...

Di capire...

Prendi fiato anche tu...

Non si dà un colpo di grazia arrancando sulle gambe e con il respiro affannato...

Rischi di mancarmi...

O di prendermi male...

Ecco!

Così...

Accenditi una sigaretta e lasciami a me stesso giusto il tempo per...

Capire.

Come sono arrivato qui?

Chi mi ci ha portato?

La vita è strana...

Combatti ogni giorno per raggiungere...

O ti lasci andare al tempo che passa...

Noia e voglia...

Un accavallarsi di emozioni...

Vibrazioni...

Sospiri...

E poi?

Fumane un'altra ti prego!

E poi?

Restare soli...

Completamente assenti...

Nella follia di un attimo senza passato e senza futuro...

In balìa di...

Di...

Ma chi cazzo è questo?

Ma che vuole...

Che vuoi???

Fammi vedere la tua faccia stronzo!

Togli quel velo!

Ho freddo...

Paura...

Incapace di reagire sbatto le braccia...

Colpiscimi adesso!

Dove sei??

Finiscimi!

E' insopportabile questa attesa fatta di nulla...

Solo...

Uno specchio in frantumi e quel velo caduto sui miei piedi...

Sperando sia solo un incubo...

Che svanisca...

Come stanno svanendo i miei sensi...

giovedì 15 dicembre 2011

HANNO UCCISO 25.000 PERSONE. ORA SONO UNO SPONSOR OLIMPICO PER LONDRA 2012. L’INDIA TOSSISCE INORRIDITA.

Ho trascorso un bel po' di giorni a Bhopal.

Questo è il sole di Bhopal. Il sole che velocemente lascia Bhopal per arrivare puntuale sulle nostre teste.



Da quelle parti ho lasciato qualcosa di me che, appena posso, vado a riprendere tra le mani.

Per lasciare ogni volta qualcosa di più.

Bhopal è tristemente famosa agli occhi del mondo.

Ma Bhopal è anche un posto che ha voglia di "mettere via" il suo passato di città umiliata dagli interessi dell'occidente.

Sorride Bhopal.

Anche se Bhopal sa benissimo che questo non può farlo ancora col gusto pieno che dovrebbe avere un sorriso.

Non è possibile sperare di venire al mondo sani a Bhopal, perchè quando la chimica ci mette lo zampino nella terra, nell'acqua e nell'aria resta il maligno.

Ed il maligno si diverte a scegliere se il prossimo bambino che verrà al mondo sarà sano o avrà qualche grave problema.

Bisognerebbe bonificare oltre che curare.

Bisognerebbe che chi ha provocato il danno lo ripari e poi si dilegui dalla faccia della terra.

E invece così non è.

Chi ha portato il maligno a Bhopal si è scrollato le polveri di dosso e si è agghindato per farsi bello agli occhi del mondo, come se nulla fosse successo.

Quel mostro è stato accettato come sponsor delle Olimpiadi di Londra del 2012.

Quei soldi che potevano servire per scacciare il maligno da Bhopal, dopo l'umiliante magrissimo risarcimento gettato addosso alle vittime del disastro, saranno usati per permettere alla macchina di quello che dovrebbe essere il puro sport a comprare gadget e cazzatine varie.

Umiliazioni su umiliazioni mentre il mondo si armerà di popcorn per godersi i 100 metri piani corsi su un tartan fatto di vite stroncate.

Vite perse e vite ancora da perdere.

Vite malformate.

Questo è raccapricciante.

Vi invito a leggere questo articolo. E se potessi vi obbligherei con la forza a farlo.


E fate in modo che più gente al mondo possibile sappia, altrimenti acquistate le azioni della Dow Carbide e rendetevi ancora più complici.

Per aria Raga Anandi Kalyan - Ravi & Anoushka Shankar

martedì 13 dicembre 2011

Lettera scritta più di un anno fa ad un amico che già un anno fa non c'era più da troppi anni

Carissimo,
Si lo so...
Non va più di moda scrivere lettere...
E non credo sia mai stata una cosa comune scrivere una lettera a una persona che non vedi da più di vent'anni...
E che neanche facebook potrebbe farti riapparire...
Così... Come per incanto!
Ma chi se ne frega?
Farò finta che quello che sto scrivendo tu in un modo o nell'altro lo leggerai...
Chissà perchè proprio a te io vengo a raccontare certe cose?
Il motivo è molto semplice...
Il tempo.
Quello che a te si è fermato quel giorno maledetto e che io ho la presunzione di voler riaccendere...
Adesso... Per un minuto almeno...
Dicevo...
La linea del tempo che per qualcuno è continuata a scorrere ci ha regalato momenti di vita particolari, normali, tragici, allegri, di tutti i tipi insomma...
Tendendo verso quella che è la situazione oggi...
Che vorrei raccontarti...
A piccole pennallate magari... Per non annoiarti...
Che vorrei mettere a confronto con quelle degli anni in cui quella stessa linea del tempo lentamente mescolava e distribuiva i suoi giorni.
Ti ricordi le passeggiate per il quartiere?
Tutti quei negozietti?
La bocchivendola? Ugo? Le cartolerie? Il negozio di dischi? Il parchetto?
Ecco... Adesso passeggi... E vedi banche... Una distesa sconfinata di banche...
E tavole calde... Fast and Furious Food!
Eh si amico mio... Perchè hanno aperto un sacco di uffici...
E...
E i ragazzini non li buttano più al parchetto a corre dietro il pallone di Bebo...
I ragazzini li mandano ai centri sportivi...
Che so grandi come...
Come il Palaeur... Te lo ricordi il Palaeur?
Ecco adesso si chiama Palalottomatica...
E quando ci passi vicino la notte è tutto illuminato...
Con i numeri della smorfia e il loro significato sui vetri...
Te lo ricordi quando ci siamo giocati quei due numeri al lotto?
Che la mattina dopo abbiamo portato le buste alle vecchie gemelle zitelle per poter guardare sul Messaggero se erano usciti?
Ti ricordi?
Che erano usciti ma avevamo sbagliato ruota?
E quando io t'ho detto "La prossima volta la giocamo su tutt..."!
Tu manco m'hai fatto finì "La prossima volta se compramo un panino e lo steccamo!"
Aho lo sai che oggi al lotto non se gioca più solo il sabato...?
Se gioca 3 volte alla settimana...Senza contà il superenalotto... E i gratta e vinci...
Che nemmeno te li sto a spiegà sennò te viene il mal di testa...
E poi c'è la politica...
Lo sai che Andreotti ha fatto gli anni?
Si si c'è ancora...
Ma sta là in un angolo a godersi le lodi...
Scommetto che stai a ride...
E che stai a pensà che te sto a pijà per culo!
Ma non è così...
La gente a Andreotti e a quelli che c'erano ai tempi suoi li ricorda con nostalgia....
A me me sembra de vive in un incubo...
Faccio uno sforzo immane per tornare indietro nel tempo...
...Per cercare di ricordare se ai tempi nostri potevamo impedire il mondo che tu non stai vedendo...
Sai qual è la cosa bella?
E' che io non ricordo neanche un momento che noi abbiamo passato assieme davanti alla televisione!
Eh si amico mio!
Perchè la colpa di tutto questo oggi è che ieri qualcuno s'è costruito le corsie preferenziali sulla televisione...
E a sta troppo tempo davanti alla televisione la gente se rincoglionisce...
Boh?
Mi sa che non te c'ho fatto capì 'na mazza...
E forse è pure meglio...
E' che certe volte uno parla per parlare...
Non per farsi sentire...
Certe volte uno neanche lo sente quello che dice...
Io penso che forse l'unico modo che hai per non patire le pene dell'inferno quando vedi qualcosa che non ti piace sia affidare la propria mente a qualcosa di fantastico...
Tipo il gigante e il mago...
Un po' come facevamo noi col nano 007 e il papero...
Si vabbè... Insomma... Quasi...
Bella pe' te!
G.

Per aria Il Gigante e il Mago - Vinicio Capossela

lunedì 5 dicembre 2011

La seduzione

Certe volte si ha paura di ammetterlo...

Ma quando in mezzo al grigio vengon su colori lo stupore squarcia le nostre bocche...

E di coraggio non ce n'è più bisogno...

Siamo stati sedotti...

Impossibile battere in ritirata...

Profumi.

Sapori.

Suoni.

Siamo senza difese.

Catturati.

(foto di Rossana G.)

Per aria Munbe Va" (A.R. Rahman cover) ft. Iyer Sisters

venerdì 2 dicembre 2011

Dedicato

Sto facendo i salti mortali per capire cosa stai pensando ora...

Ci sono dolori tremendi che ti avvolgono ma che non sono in grado di togliere spazio ai pensieri...

E' un po' come fossero gocce superflue in un vaso già troppo colmo...

E forse stai vivendo questi pensieri come una beffa ulteriore.

E poi?

Là fuori sembra che tutti stiano impazzendo.

Sembra che vogliano fare della tua intima sofferenza il loro bollettino personalizzato per...

Io non riesco proprio a capire per cosa e...

E giuro che se lo sapessi verrei a dirtelo correndo scalzo.

Ci sono meccanismi che la ragione non può spiegare.

E forse in questo c'è qualcosa di salvifico.

Come è salvifico il tuo chiamarti fuori.

Il tuo rinchiuderti dentro le mura di te stessa.

C'è tempo per uscirne fuori.

Senza fretta.

E senza dover mostrare al mondo la tua debolezza.

Il mondo deve imparare a vivere senza attendere di vedere che c'è chi sta peggio.

Il mondo deve guarire.

Prenditi il tuo tempo stella...

Tocca il fondo perchè non c'è niente di male per farlo, anzi...

E' sul fondo duro e doloroso che si puntano i piedi, si flettono le ginocchia e si spinge forte a salire...

Il tuo volo è lì che ti aspetta...

Ed è paziente.

martedì 29 novembre 2011

Restiamo Umani - Parliamo di Pace - 20 settembre 2011 - Gandino

Ci sono posti e persone che non dimenticano...

Ci sono posti e persone che non smettono di lottare...

Ci sono posti e persone sconosciute al mondo delle paillettes che nel loro piccolo, senza arrendersi e senza cercare vanagloria, cercano di costruire.

E' un po' come vedere quei bambini nelle immagini sfocate di repertorio che, tra le macerie delle loro case, a mani nude, scavano alla ricerca della loro penna perduta.

Parlare di loro è un po' come essere parte di loro.

Parlare di loro e di quello che dicono e pensano e di quello che cercano di condividere con un mondo indifferente è come urlare al mondo per richiamarla a sè che quella piccola fiammella di speranza non è ancora spenta.

Guardarli, ascoltarli, viverli, sentire il loro pulsare abbatte le distanze e rende meno vincente la pigrizia dell'anima, quella pigrizia che ci porta ad aggrapparci al nostro ogni giorno svuotato. Misero.

Ci sono posti e persone che sanno cosa significa voler bene.

Ci sono posti e persone che per sentirsi vivi hanno bisogno di sentire vivo chi hanno accanto.

Ci sono posti e persone che prendono un adagio meraviglioso come è quello che Vik ci ha lasciato e lo masticano. Lo rivestono. Lo vivono. Togliendogli di dosso quel senso di slogan al quale molti, poveri loro, si sono attaccati per darsi un tono.

Ci sono posti e persone che non vedo l'ora di abbracciare e di vivere.

Il fuoco nasce da un nucleo e da lì si espande e riscalda l'universo.

Quel giorno quel nucleo ha cominciato ad accendere la speranza della pace e, anche se faccio fatica solo a pronunciarla questa parola, sento che, finalmente c'è una spinta.

Quel giorno forse si è smesso di commemorare un grande uomo e si è cominciato a camminare con lui sotto braccio.

Io ho avuto la fortuna di sentire questo pulsare.

Da lontano.

Io oggi vi faccio dono di questo pulsare.

Per chi sa prenderlo tra le mani per renderlo ancora più vivo.

Ascoltate e guardate.

Ma soprattutto fatelo vostro, accoglietelo nel vostro cuore, coccolatelo e poi portatelo fuori perchè sia conosciuto.

C'è il ricordo e c'è la necessità di dare futuro ad un lavoro di rilettura del nostro essere umani.

Oltre quelle due parole.

Ben Oltre.

Qui potete ascoltare com'è andata quel giorno a Gandino: http://www.gandino.it/public/webradio/2011-09-20-restiamo-umani.mp3

E qui c'è la possibilità di sentir parlare di Vik da chi ne porta dentro i battiti e continua a lottare con la sua forza dentro al cuore.

 

Io spero che tutto questo non finisca come finiscono le parole che pronunciamo quando non c'è più nulla da fare.
Io spero che la resa si allontani sempre di più.

Altrimenti sarà tutto inutile.
Altrimenti davvero "faranno il deserto e lo chiameranno pace" e la colpa sarà anche un po' nostra...


A Maria Elena, La Gio, Tytty e a tutti quelli che quel giorno ricoprivano di bellezza quel paese che neanche sapevo esistesse.

lunedì 28 novembre 2011

Starman

Ancora a scavare... La chiusura imminente di splinder mi tira su cose che è bello riproporre, ancora e ancora... Il copia e incolla parziale a piccole dosi mi esalta di più, anche se ogni volta cambiano margini e formato.
 
"C’è un uomo delle stelle che aspetta in cielo
Vorrebbe venire e incontrarci
Ma pensa che potrebbe impressionarci
C’è un uomo delle stelle che attende in cielo
Ci ha detto di non cacciarlo
Perché lui sa che ne vale la pena
Mi disse:
lascia che i bambini lo perdano
lascia che i bambini lo usino
lascia che tutti i bambini ballino"
 
Io ricordo benissimo...

Rendeva piacevoli i miei giochi...

Stimolava i miei pensieri...

Mi coccolava quando ero triste...

Asciugava le mie lacrime quando le prendevo senza sapere perchè...

Io ricordo benissimo...

Parlavo con lui facendo attenzione a non farmi scoprire...

Lo chiudevo nella cartella e lo mettevo a cavalcioni sul mio aquilone bucato...

Gli davo in mano la penna quando non avevo voglia di fare i compiti...

Faceva il bagno al mio posto...

Io ricordo benissimo...

Quando litigavamo lui andava via...

E dovevo chiamarlo per ore per farlo tornare...

Convincerlo dividendo la girella...

Supplicarlo quando si impuntava per vedere il gruppo tnt invece che goldrake...

Io ricordo benissimo...

E ricordo benissimo gli sguardi dei grandi...

Mi prendevano per matto quando mi sorprendevano con lui...

E ricordo benissimo quel "ma che parli da solo?" che lo rattristava...

Io ricordo benissimo che l'unico modo che avevo per proteggerlo era quello di rinnegarlo...

Avevo paura che me l'avrebbero portato via...

Che lo avrebbero rinchiuso in qualche baule...

Io ricordo benissimo quando è andato via...

...Quando ha preferito tornare nello spazio per non soffrire più...

Chissà quante volte avrà avuto il desiderio di tornare a trovarmi...

Chissà quante volte è venuto e i miei occhi da bimbo cresciuto non sono riusciti ad individuarlo...

Chissà se qualcuno è riuscito a nasconderlo meglio di quanto non sia stato capace io...

 
"Se facciamo segnali potrebbe atterrare stanotte
Non dirlo al tuo papà o ci farà rinchiudere impaurito"
Per aria Starman - David Bowie

venerdì 25 novembre 2011

La Risposta di Lele

Caro Peppe,
Io non credo di aver spento la speranza. Io credo di averla soltanto messa da parte. Così...
Magari mi potrebbe tornare utile.
Ma io non ho la forza di guardare oltre...
Di vedere se là fuori io possa essere utile a qualcuno.
O magari anche solo a me stesso senza fare danni.
Mi dà gioia sapere che qualcuno si ricordi di me. Che, malgrado tutto, ancora pensi che io sia sceso a questo mondo per combinare qualcosa di buono.
Mi dà gioia. Ma mi fa anche male.
Perchè qua dentro è il senso di colpa che la fa da padrone.
E sapere che là fuori c'è qualcuno che ti odia o che ti ha dimenticato è quasi un sollievo.
Mentre pensare a cose belle e persone che ti amano fa un male della madonna.
Si ti stimola a reagire. Ma senza forza è difficile.
Ma te lo devo. A te. E a chi con te sta là ad aspettarmi per darmi un compito.
Ora me ne torno nell'unica posizione che mi spinge a restare vivo, ginocchia al mento a guardare fuori a quegli scacchi nel cielo, a pensare a chi è andato via, a sognare, a piangere e a tenere al caldo la speranza.
Grazie.
Lele

Ascoltate qui

martedì 22 novembre 2011

Dormi che la notte...

Dai tempi che furono...
 Caro Lele,
è qualche mese che non ci scriviamo ed è un po' di tempo che penso a come certe speranze che mi giuravi che non avresti mai abbandonato si stiano pian piano vanificando.
Magari sbaglio. Io spero di sbagliare. Ma questo silenzio mi lascia dentro cattivi sapori.
Mi chiedo spesso a cosa pensi. Mi chiedo se lasci trascinare i tuoi pensieri dagli errori che hai fatto. E da tutto quello che hai perso commettendoli. O se hai continuato a costruire nella testa e nel cuore il modo per riparare. Per darti una possibilità una volta fuori. Per dare la possibilità al mondo di far capire chi sei.
Ho paura. Ho paura che quel "io sarò sempre il pusher! io sarò quello che ha rovinato un sacco di ragazzi!" ti stia seppellendo. Ho paura che alla fine avranno ragione quelli che dicono che chi merda nasce merda deve morire.
Ho paura. Ho paura che quella forza che hai spesso messo da parte non sia più in grado di venire fuori. E che ti lasci trascinare dai ritmi lenti di un posto che, malgrado tutto, non è il tuo.
E si Lè il tuo posto sai benissimo qual è!
Le stelle servono a far luce. E sono sprecate a star ferme là, fra una ragnatela e un trave...
Dall'altra parte delle sbarre quelli che sono i tuoi amici, si forse pochi rispetto a quelli che pensavi di avere, stanno costruendo meraviglie. Ma gli manca qualcosa. Quel tocco che solo tu puoi dare.
Manca poco.
Io spero. Io spero che quando perdi la speranza tu possa appoggiare la testa al cuscino e addormentarti.
Cosicchè io potrò chiedermi "Chi lo sa se dormi..."
Lele... "Dormi che la notte si porta via i pensieri ".
Io ti aspetto! E ti aspetto continuando a stupirmi di quello che succede. Perchè di meraviglie me ne accadono in ogni momento. Si certo non solo quelle. Ma è la vita.
E con lei ti aspetto. Perchè sennò mi annoio ad aspettare da solo. E quella noia, così più potente e assassina della mia, di cui tu stai facendo il pieno lasciala là.
Daje!
Peppe
Per aria - La Lungara - Renato Zero

giovedì 17 novembre 2011

Traslucido

Mi pongo nel mezzo...

A far da barriera tra la tua vista ed il mondo...

Mi pongo nel mezzo...

Senza limitartene la visione...

Puoi guardare oltre di me...

E distinguere la forma delle cose...

Goderne i colori...

Sentirne i profumi...

La mia presenza nel mezzo ti rende ignoti solo i contorni delle cose del mondo...

Quelli sarai tu a disegnarli...

E io so...

...Saranno più belli di quello che sono...

mercoledì 9 novembre 2011

5 anni fa scrivevo ciò...

Ieri sono stato al mercato...
Dovevo assolutamente comprarlo!
Era tanto tempo che lo desideravo...
I sensi di colpa mi hanno sempre bloccato...
Spendere tanti soldi per una cosa che potrebbe sembrare futile...

---
No! Non è possibile...
Ho cincischiato parecchio...
Lo prendevo... Lo posavo... Lo riprendevo...

---
Era mio!
Avevo paura anche di aprire la scatola...
Non si scartano facilmente i sogni che ti piombano tra le mani...
Rumori!
Lo metto via... Il momento deve essere solo mio...
Si rimanda!
---

"Quando lo togli quel coso dall'armadio?"

---
Ce l'avevo già!
Cazzo!
Come? Dove? Quando l'avevo comprato?
E perchè l'avevo dimenticato?
Si può desiderare ardentemente qualcosa che hai già in saccoccia?

lunedì 31 ottobre 2011

Malinconie Indiane seconda

Vedi?

Presto saremo pronti.

Anche se ora non sappiamo bene per cosa saremo pronti...

A volte l'onda che ci sta per travolgere, per quanto sembri un'enormità...

E' solo un dettaglio.

E' l'attimo prima, quello che sembra inutile, quello che dobbiamo imparare a godere...

La sfumatura.

Quella piccola cosa che siamo portati a catalogare nella scatola delle cose noiose.

mercoledì 26 ottobre 2011

Malinconie Indiane


Ci sono posti...

...in cui la pioggia è benedizione...

Momento perfetto per regalarsi un incontro con l'intangibile

venerdì 21 ottobre 2011

A reti unificate 7


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lunedì 3 ottobre 2011

Oggi m'è tornata su questa...

giovedì, 29 marzo 2007, ore 09:31

Location: Roma. Stazione metropolitana Laurentina. Ultimo vagone.

Oggi. Otto del mattino circa.

Personaggi ed Interpreti: Tre ragazze di circa quindici anni. Una in particolare che chiameremo per semplicità Lucia. Il popolo dell'underground romano. Io che osservo.

Colonna Sonora: Nada - Amore Disperato.

Lucia piange. Coi singhiozzi ed i lacrimoni. Incurante del brulicare di persone che cominiciano a prendere posto in quel vagone pieno di grafiti.

Le sue amiche cercano di consolarla. Una le tiene la mano. L'altra le infila una cuffietta del lettore mp3 in un'orecchio.

La gente guarda. Qualcuno sorride. Qualcuno butta un occhio e continua a farsi i cazzi suoi.

qwe si insinua anima e core nei loro atteggiamenti e nei loro discorsi (quanto glie piace!)

Ma sai quanti ne trovi meglio?

Io voglio lui!

Nù strillà che te senteno tutti!

Cazzo me ne frega! Io sto male cazzo capisci?

Ma c'hai parlato?

Nù me vole parlà... Nù me vole vedè...

Ma a la festa nun me pareva proprio...

Dice che s'è sbagliato... Che nù me doveva dà quer bacio...

Ma è popo 'n pezzo de m...

NO! Sta zitta fatte lì cazzi tua!

Aho scusa eh...


Eur Magliana. Entra un fottio di gente. Loro cominciano a non parlarsi più.


A volte sbattersi per un'amica non serve a nulla.

Probabilmente è meglio lasciarla andare.

Lasciarla coi sui terribili momenti di scoforto.

Ci passano tutti per un primo amore disperato...

Oppure... Oppure si può buttarla in caciara...

Famo sega oggi?

Si si... e nd'annamo?

Boh? Se n'annamo in giro a fa caciara...

Aho! Che ne pensi?

Penso che se famo sega io manco lo vedo...

Sai che te perdi...?

Ma lo sai Lucì che stai proprio meglio sti giorni?

Ma che me piji pure per culo?

No no... Te sei dimagrita... Stai proprio bene...

Te credo so cinque giorni che nù magna...

Ah!...


Garbatella. Io dovrei scendere... Ma è come se mi mancasse qualcosa... Decido di restare su... Proprio perchè in quel momento noto la presenza sempre più fattiva di una vecchietta bellissima vestita come la befana e truccata come una velina...

Ma che fai te rimetti a piagne mo?

Ma falla piagne... Almeno se sfoga...


Ed è qui che entra in gioco la vecchiarella...

Lo sai nì che pure io so stata male per amore?

La guardano... Si guardano... E poi Lucia sbotta...

Ah no è! Io così nun me ce riduco eh! Annamo regà famo sega oggi!!!


Colosseo. Un'enorme risata generale copre il fischio dell'apertura porte.

Le tre ragazze se ne vanno in cerca di spensieratezza...

La vecchiarella guarda per aria fiera.

Io cambio binario per tornare indietro...

Tutto torna come prima.

giovedì 29 settembre 2011

Questo è per me...



Questo è l'unico posto al mondo in cui tutto si riduce a silenzio.
Nessun pensiero.
Nessuna ansia.
Nessuna paura.
Nulla può contaminare il mio abbraccio con l'infinito.
Questo è l'unico posto al mondo in cui il "Qui ed Ora" trova il pieno compimento.

venerdì 23 settembre 2011

Ancora qualcosa dal passato...

lunedì, 06 agosto 2007, ore 10:48

"Riceverai amore
Qualcuno si prenderà cura di te,
Riceverai amore,
abbi fiducia

forse (non verrà) dalle sorgenti in cui hai riversato il tuo
forse (non verrà) dalla direzione in cui stai fissando

Guardati intorno
È tutto intorno a te
Tutto è pieno d’amore
Tutto intorno a te"


All is full of love - Bjork



A volte è un po' difficile vederlo

A volte sembra che sia tutta una presa per il culo

A volte potresti anche pensare che chi ti offre qualcosa lo fa solo per egoismo

A volte sembra solo che ti riempiano la testa con quello di cui si riempiono la bocca

Però se scorgi una lacrima negli occhi di chi ti guarda forse la speranza c'è

Sempre che quella lacrima sia fruttuosa

E non venga eliminata con un colpo del dorso di una mano

A volte sono false speranze

A volte sono veri fallimenti

A volte... Chissà? Cose buone

Non chiudere le porte per paura

Lascia che ci si prenda cura di te

Ne abbiamo bisogno

Tu... ed io


questo post è dedicato al bambino che si vede nella foto che mi fissò per inteminabili secondi e rispose ad un mio sorriso voltando le spalle quasi per mostrarmi il suo "mondo" ma anche a tutti quelli che se lo sentono addosso

E' inoltre dedicato a chi ha gli strumenti per dare amore ma la paura lo fa desistere

lunedì 19 settembre 2011

Ci sono strade...

Ci sono strade che a guardarle ti inghiottono i pensieri...

Ci sono strade che devi percorrere a tutti i costi...

No c'è tempo per allacciare le scarpe e pensarci su...

mercoledì 14 settembre 2011

pensiero avuto qualche settimana fa... confermato oggi!

"La mia presenza o la mia assenza non cambieranno di una virgola il mondo...

Ma ci camminerò sopra contemplando e beandomi delle orme che lascerò sul terreno..."

venerdì 9 settembre 2011

Di ritorno dall'India

Su www.buildingsounds un primo assaggio dell'inaugurazione della scuola di Isagarh.

Mi riprendo un momento e ricominceremo a raccontare.

Un abbraccio a tutti

giovedì 18 agosto 2011

Occhi Incantati

Nella speranza di vivere di questo spirito il nuovo viaggio che mi sta attendendo vi rinfaccio anche questo. A presto.
venerdì, 01 febbraio 2008, ore 18:44

Amélie ha la sensazione improvvisa di essere in totale armonia con se stessa in quell’istante tutto è perfetto. La mitezza del giorno, quel profumino nell’aria, il rumore tranquillo della città. Amélie inspira profondamente, e la città le appare semplice e limpida. A un tratto si sente sommersa da uno slancio d’amore, un desiderio di aiutare l’umanità intera.



Il favoloso mondo di Amélie, Jean-Pierre Jeunet.


Chi non ricorda la scena del mercato?

Quando Amélie prende al volo un cieco e gli racconta quello che lei vede con i suoi occhi incantati…

E il cieco si stupisce…

Come stesse riavendo indietro quel dono che quasi tutti hanno ma che a lui è stato negato…

Come stesse davvero riacquistando la vista…

Chi non ricorda la voce narrante?

Armonia con se stessa…

Tutto è perfetto…

La città appare semplice e limpida…

Slancio d’amore… Desiderio di aiutare l’umanità intera…

E poi…

E poi Amélie zompettante…

Che non si ferma a cercare di capire quale sia l’umanità intera…

Resta semplice e pura lei…

E prende il primo che passa…

E il primo che ha qualcosa in meno rispetto a lei…

E lei gliela dona…

E donandogliela lei sta bene…

E poi?

E poi arrivederci e grazie…

Lei è arrivata alla fermata della metropolitana…

Non può fare di più…

Non può dare di più…

E poi c’ha i cazzi suoi insomma!

E non si spertica in chissà quali sofismi del pensiero…

Lei ha illuminato illuminando se stessa…

In fondo si tratta di un egoismo…

Di quelli belli però…

Di quelli che mentre prendi luce illumini intorno a te…

E non di quelli che lascia al buio tutti gli altri…

Ma la cosa stupefacente è che fa questo senza levarsi nulla…

Divertendosi anche… Perché no?

E senza quella pesantezza che affligge un sacco di gente che ama sentirsi apostrofare come “impegnata socialmente”… Grandi persone, per carità d’Iddio! Ma…

E’ una brutta parola la parola impegno…

A me non piace…

Perché sulle sue spalle c’è fatica…

E poi si aspetta sempre che sia seguita da un BRAVO!!!

Chissà?

Forse si è davvero troppo poggiati sul “fare” e si pensa poco al contenuto di quel “fare”…

…Che magari ci trasformerebbe da “socialmente impegnati” in “socialmente godenti”…

Un po’ come quella ragazza spensierata…

Che sta bene ed è in armonia con se stessa a monte…

E non porta a spasso il cieco per poi sentirsi bene ed in armonia con se stessa a valle…

E c’è una differenza abbissale…

Perché l’altro lo vede e lo sente…

E glie ce manca solo de sentisse pure de peso…

E impegnarsi per qualcuno che poi si sente di peso per sentirsi dire BRAVO(!!!) non serve a un cazzo…

Na?

martedì 16 agosto 2011

Pittura

Chissà perchè ho ritirato su questa
mercoledì, 27 settembre 2006, ore 10:54
Non sono un pittore...

Una pippa pazzesca a disegnare...

Ma mi viene da pensarmi... immaginarmi come uno che sa mettere su tela quello che vede... e come lo vede...

Probabilmente il modo di vedere è ben diverso dalla realtà... o da come lo vedrebbe qualcun altro...

Perchè è troppo diverso il modo in cui si percepisce una cosa da quello che realmente è...

Figuriamoci se proviamo a raccontarla... o a raffigurarla...

Io vedo...

Io sento... e già cambia...

Io ne parlo... e mi danno dello scemo...

Io la disegno... bella... ma che è?

...e poi riesci a leggere la realtà come realmente è...

Prendi la tela... e ci ridipingi sopra...

Con la pennellessa da muro... a cancellare quello che sembrava un capolavoro...

Tra qualche centinaio di anni qualcuno toglierà il nero e lo batterà per un milione di euro...

Metto via intanto! Oggi non vale un cazzo...

mercoledì 10 agosto 2011

Passi sopra passi

giovedì, 02 agosto 2007, ore 09:08 (anche questo mi torna attuale...)

Passi...

Verso chissà che cosa poi...

E in quale direzione?

...Che poi si fanno passi anche senza muovere un piede...

Basta un respiro per muovere verso...

Contro qualcosa...

Passi...

Per inerzia...

Per voglia...

Per calcolo...

Con il cuore...

Scelte perchè no?

Ogni passo è un viaggio che ti avvicina a qualcosa proprio mentre ti stai allontanando da altro...

Nuovi sorrisi e nuovi dispiaceri...

Sempre!

Ogni cosa non mediocre ha in sè tutte le sfaccettature che compongono lo stato d'animo...

Passi...

I miei passi che fanno percorso sono la nuova frontiera...

Veder mettere i piedi di chi si fida di te sui tuoi passi è meraviglia e angoscia.

E si anche angoscia...

Che vicino alla soddisfazione di aver aperto una strada c'è la fifa che quella strada sia impervia per chi il tuo entusiasmo ci ha condotto sopra...

E' come andare verso un pettine sperando che quel groppo non sia un nodo...


giovedì 4 agosto 2011

Scacchi nel Cielo

Continua il ricordo di alcuni scritti...

Il rumore delle buste e dei passi è inconfondibile. Entra in sezione un nuovo arrivato. Una ventina di occhi dietro le sbarre lo seguono, lo pedinano, analizzano i suoi movimenti. Cinque o sei specchietti da barba spuntano dagli spioncini come periscopi di sommergibili.
"Come sta messo?"
"Poveraccio, cià 'e pezze ar culo!"
"'O conosci?"
"No, dar viso pare n'extracomunitario...argerino, marocchino... chicce capisce?"
"E' messo proprio male?"
"E' messo male si!"
"Occhei avvisamo l'artri!"
Subito parte il tam tam. Bisogna dare aiuto al nuovo arrivato. Ciascuno pesca nella sua dispensa, nel suo guardaroba. Ciascuno cerca qualcosa da dare a quest'uomo per rendergli meno amaro il momento. Una vera e propria operazione di solidarietà. Viene chiesto alla vigilanza di prendere per pochi minuti un carrello da far scivolare davanti a ogni cella e raccogliere le offerte dei detenuti. Nel giro di un quarto d'ora il carrello è pieno. Pasta, zucchero, sigarette, caffè, maglioni, scarpe. Nessuno deve essere povero dentro una gabbia, questa è la regola. Il detenuto verrà aiutato, anche assistito se ha bisogno. Qualcuno provvederà a chiamargli un volontario della Caritas in caso di urgenza. Gli verrà chiesto se ha famiglia e se questa ha bisogno di aiuto: qualcuno provvederà anche a loro. Mi commuovo sempre davanti a queste scene, e maledico il mio cervello inquinato da migliaia di sceneggiature, traviato dalle parole inutili ascoltate nei dibattiti sul carcere, mortificato da pregiudizi lombrosiani.
La vista di queste braccia tatuate, di queste bocche senza denti, di queste fedine penali macchiate che si voltano ad aiutare il prossimo in difficoltà, è una lezione. Ora il nuovo entrato è uguale a tutti noi. Non gli mancherà nulla tranne la libertà. Saprà di poter contare sugli altri in caso di necessità, cosa importante per chi è privato della vicinanza dei propri cari. Questa è la regola. La sofferenza in carcere si condivide. Se le sue metastasi non riusciranno ad attecchire e devastare l'essere umano, è proprio grazie a questo religioso spirito di condivisione del dolore.


Stralcio da "Il Dito Contro" di Salvatore Ferraro

Sbalorditivo vero?

C'è stupore puro nel leggere queste righe...

Sembrano inventate... Incredibili...

Per me è stata come la prova del nove su certe idee che mi sto facendo del mondo...

Solo agli ultimi spetta la ricchezza dei gesti...

La sensibilità del pensiero...

La naturalezza dello sguardo...

La verità di un abbraccio...

L'ho vista in quei bambini indiani che dividevano un biscotto in sei parti piuttosto che scapparsene in un angolo per ingozzarsi l'intero...

La percepisco in questa testimonianza...

Solo agli ultimi...

...A quelli che noi gente pulita e civile consideriamo gli ultimi...

Perchè poi la sensazione è che la vera miseria non stia nelle cose...

La vera miseria sta nello stile di vita... Nel modo in cui affrontiamo chi ci sta intorno...

Sembra quasi che abbiamo bisogno di finire in malora per capire cosa ha valore veramente...

Certo... Chi ben pensa dirà che sto parlando di gente che magari ha ammazzato qualcuno...

Ed è giusto che continui a pensarlo... Per carità!

Per carità...

Chi ben pensa sa benissimo anche cos'è la carità...

Aprire il portafogli... Contare... Scuotere il capo e sottrarre allo scomparto degli spiccioli qualche pezzo di ramaccio annerito...

Proprio mentre nel frattempo la feccia della società condivide se stesso con chi non sa più neanche chi sia se stesso...

Nella più cupa sofferenza...

Io continuo a chiedermi per quale motivo l'uomo si trasforma in uomo solo e soltanto quando sta nel fango....

Solo quando è privato di tutto...

Solo quando vede la proprio libertà dissolversi...

Solo quando vede il proprio spazio di volo fatto a scacchi...

venerdì 29 luglio 2011

Libertà di condividere...

Volevo partecipare al Colourful Day di Dreamy Melrose...
Anche se lei ancora non lo sa...
Speriamo le faccia piacere...

Dai partecipa anche tu al Colourful Day!!!

Questa è la papaya del Madhya Pradesh prima che un suo frutto venisse messo a raffreddare per soddisfare la mia sete

lunedì 18 luglio 2011

Il mio primo viaggio in India

Io continuo a riproporre...
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Visitors Lounge dell'aeroporto Indira Gandhi di Delhi.

10 ottobre 2006. Le sei del pomeriggio... Più o meno...

Il mio soggiorno indiano si stava per chiudere...

Stravaccato su uno di quei divani sdruciti in similpelle marroncina.

Penna in mano e moleskina sulle ginocchia.


Quasi per pareggiare l'intensità dei giorni passati mi ritrovo in questa sala d'aspetto.

Sto qua da almeno cinque ore ed altrettante ne mancano solo per poter entrare in aeroporto.

Ma va bene così...

Ogni tanto sonnecchio...

Sbircio le persone, che qua dentro sono molto diverse da quelle che ho visto nei giorni scorsi, che non potevano permettersi neanche il risciò,,, Figuriamoci l'aereo...

Fuori non esco...

CI ho provato... Ma ancora quella moltitudine di diseredati a caccia di qualcuno da spennare...

E allora sto qua...

Sto qua e penso...

Penso a quello che mi sono messo dentro.

Un fottìo di sensazioni... colori... sapori...

Ma soprattutto nuovi affetti...

Che sto lasciando qua...

Non abbandonati a se stessi...

Pronti per essere riabbracciati e comunque saldi nei pensieri e nel cuore.

Gli occhi!

Impossibile non portare i pensieri dentro quegli specchi di un'anima dilaniata da una condanna per massima e completa innocenza!

Impossibile non chiedersi "Perchè?"

Chi?

Perchè non se ne esce da questa povertà lancinante?

Perchè i capi delle nazioni non rifanno l'Africa, l'India?

Perchè nessuno viene a portare un sorriso qua?

Perchè sul registro degli ospiti di Shampura in cinque anni c'è un mio pensiero, un paio di un prete e altri tre o quattro?

Una visita ogni sei mesi!

Come cazzo si fa?

E magari questi sono anche fortunati che almeno hanno un tetto e qualcosa da mangiare...

E... si dai! Anche una scuola dove ci sono due classi di 40 ragazzini in un'aula con separè che in Italia avrebbe portato a scioperi e occupazioni se ci fossero stati 15 alunni (senza considerare il separè!)

Eppure questi so contenti!

Malgrado siano venuti al mondo nell'esatto istante in cu la mamma se ne andava a quell'altro di mondo...

E già perchè qua per la minima cazzata un parto va male...

E poi... Come se non bastasse arriva l'abbandono... del padre... o dello zio se sei un bimbo illegale...

Perchè qua se un bimbo nasce da qualcosa di diverso da un matrimonio dotato dei crismi normali è un bimbo illegale... da abbandonare in una stazione... o se è fortunato in un posto come Shampura.

Ma lui... lei... sorride!

Alla faccia di chi gli vuole male. Perchè prima o poi arriva uno stronzo che ha voglia di accarezzarlo e prenderlo in braccio...

E se sulle prime pensa ci sia la sòla... come biasimarlo?... Poi prende coraggio e si gode anche quello...

Avete voglia di riempirvi il cuore?

Venite qua!

L'accoglienza tra l'altro è ottima e messi in coppia il palato con lo stomaco si mangia anche bene!

E poi quando stai in mezzo ai ragazzini che ti si litigano o che ti sfiorano di nascosto il cuore rischia di esplodere...

E così in tutti gli altri almeno 15 posti che ho visitato... Il bimbi orfani e abbandonati tour!

E poi le suore... Giovanissime, bellissime... Con sorrisi a tutta bocca che trovano il tempo per imbandirti la tavola... Di renderti importante come un principe... Senza che intorno cambi nulla... Senza togliere un accidenti in più a quelle creature...

Torno indietro sul pensiero di chi possa essere il responsabile di queste sofferenze... Si ne parlo con dolcezza ma è sempre la sofferenza a farla da padrone qua!

O forse è questa la normalità e quello che succede lontano dai villaggi e dalle strade dell'India, dell'Africa, del Sudamerica è qualcosa di assurdo che è destinato a svanire?

E' uno scherzo che si costringa a coltivare riso e solo riso per mangiare riso e solo riso?

E poi magari si vendono chicchi di riso portentosi che triplicano i raccolti, soppiantino i semi conservati e maturati in maniera tradizionale, ma che l'anno dopo non danno più frutto e devono essere ricomprati?

Cornuti e mazziati!

Sotto schiaffi dello yankee di turno... Il nipote ingegnere genetico dell'ingegnere chimico dell'Union Carbide che rase al suolo Bhopal magari...

Eppure loro sorridono!

Cazzo di Karma!

E se proprio non riescono a sorridere si suicidano...

E si... Perchè mica possono sta col muso appeso finchè qualcuno non decida di risarcirli... Per sempre insomma!

E poi c'è la religione...

Quella che fa fare cose incredibili...

La prima e più importante è quella di togliere le scarpe... Vale per tutte... Pure per la nostra qua!

E allora dopo tre giorni di metti e leva ho sfanculato le fedeli Stan Smith e mi sono regalato 24 ore su 24 colle infradito... Figata!

E camminate a piedi nudi lungo scalinate sacre con le scimmie e gli scoiattoli a fare da scorta... Figata!

La seconda cosa è che la religione quan non è una cosa così... Che magari riempie qualche momento vuoto della giornata o che viene usata quando non sai più che pesci prendere...

E no! Qua è una cosa seria... Vale per tutte... Pure per la nostra!

Qua veramente se non preghi campi solo per far godere le zanzare... E' inutile che ci vieni...

La terza è imbarazzante...

Non ho visto un solo segno di intolleranza (qualcuno dirà che ho avuto culo... ma tant'è!)

Qua cristiani, induisti, sick e musulmani vivono insieme... Ed hanno segni di riconoscimento ben visibili...

Nelle scuole che ho visitato sono compagni di banco... tutti con tutti... e non si guardano male...anzi... ammiccano tra loro... giocano... scherzano...

Belli de casa!

L'ultima cosa che mi è stata detta priam di lasciare Shampura è stata "non andare via!" ed è stata la stessa cosa che ha detto Alice prima che lasciassi Roma...

Io sono un tipo schematico e faccio sempre le proporzioni.

Il risultato è chiaro...

Mi hanno detto tutti che hanno bisogno di me... e me l'hanno detto anche Neema e Marco col loro nervosismo... Sono identici!

Io li seguirò da lontano con tutta la forza!

Bene...

Ho mandato al creatore un'altra ora di questa lunghissima attesa...

Credo che dovrò cominciare ad entrare in ansia per il volo... E lo farò già da subito...

Non mi abituerò mai a volare... Ma sti cazzi!

Qua ci torno!


Mentre ricopiavo me la ridevo per l'imperfezione con cui ho scritto questi appunti

Ma mi fa piacere riproporli qua...

Così come sono usciti...

Ora...



venerdì 15 luglio 2011

Affidarsi

Ancora un rigurgito...

Ah come mi ritorna attuale!

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(foto di Danilo Butcovich)

In fondo si tratta di accettare il rischio che l'apparenza disegna...

Si tratta di chiudere gli occhi e lasciarsi andare alla felicità...

Si tratta di liberarsi del paradosso che fa venire il braccino quando siamo vicini alla realizzazione di un sogno...

In fondo quello che i nostri occhi ci fanno percepire insormontabile potrebbe essere l'unica salvezza...

L'unica possibilità che abbiamo per trovare quel sorriso puro...

...Quello che ci fa sentire liberi...

Vivi...

In fondo si tratta di un attimo...

Si tratta di quel preciso attimo in cui puoi decidere se lasciar scorrere o andare a vedere cosa c'è sotto...

Si tratta di scegliere se voltarsi e andare via o buttarsi e affidarsi...


... e questa ci suona benissimo come accompagnamento...

giovedì 14 luglio 2011

e...

la disarmonia salvifica di un lamento...



Pensare di mettere in musica il canto di un barbone ripetuto all'infinito e senza la paura di risultar prolissi o noiosi...

Pensare di dare voce, donando la melodia mancante...

Pensare di non essere superiori, ma sullo stesso identico piano, al solo scopo di vestire un canto con le note di un'orchestra...

e...

la disarmonia che si trasforma in canto...

e...

il lamento in sorriso...

e...

lo stupore che ti impedisce di tener chiusa la bocca...

martedì 12 luglio 2011

Il progresso

C'era una volta un contadino che aveva una piccola coltivazione di riso sufficiente a sfamare la sua famiglia per quasi tutto l'anno...

Produceva 100 chili di riso. 70 li consumava durante l'anno e 30 li teneva da parte per seminare e garantirsi il raccolto per l'anno successivo.

E così aveva fatto il padre.

E così aveva fatto il nonno.

Non era molto. Ma c'era di che rallegrarsene. Perchè non tutti potevano avere quello che lui aveva.

Un giorno arrivò nel villaggio un tizio con un camion.

Aveva dei semi portentosi.

Si avvicinò a lui.

Davvero?

Certo!

Con lo stesso campo e con trenta chili di semi avrò 1000 chili di riso e non 100?

Garantito!

Quanto costa?

Mi dai i tuoi 30 semi e io te li cambio con i miei...

Ci sto... anche se...

Il contadino piantò i semi yankee. E il raccolto fu puntuale. 1000 chili di riso!

Per la felicità il contadino regalò il riso che non gli serviva a chi non ne aveva...

Si fa così no? E ne tenne da parte 30 chili per la semina successiva.

L'anno dopo la sgradita sorpresa.

Nessun raccolto.

E così per tutti i contadini della zona.

Chiamarono quel signore, che per nulla turbato chiese "mai sentito parlare di ogm?"

Quei semi erano buoni per un solo raccolto.

E per seminare occorreva comprarne altri. Ad un costo aumentato del 10000%.

E così per sempre.

giovedì 7 luglio 2011

Kufia

Ancora qualcosa di datato ma che torna su...

Ormai sto blog è diventato una sorta di raccoglitore di cose scritte chissà quando da andare a condividere ancora una volte...

Chi già sa non me ne voglia...

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أنا أحل مدرسة بيثا أنا أحلا
تورك اغاني وا بيوت موثيا

انا ارز شعير كولوب سباه أنا بيدي
ما بيدي يل بارود ما بيدي

بيدي يوم موشميس يوم
الهريسه لاهزات نيسر ونسوري
بيدي يوم موشميس يوم
الهريسه غايار ايل بوندوخيا

الخطوط أبكي أنا مدينة لوس انجلوس منعالخاوف
وا 'ديمو الرجال اغيليل الوطن
انا رجل بوابة اغيلي انا بمنطقة يشامسلي
الى تشريك وا لايسا تيغري

Strane ste scritte vero?

Mettono paura all'uomo dell'ovest.

Ho fatto fatica anche io a copiarle perchè andavo a capo e mi mancava una riga...

Semplicemente perchè leggevo da sinistra a destra...

...Che poi basterebbe mettersi nei panni di chi vuole comunicarti qualcosa per spingere se stessi verso la conoscenza...

Cercare di trovare il modo per poter leggere almeno...

Per poter tentare di sillabare più o meno all'unisono...

E senza paura di fallire sulla pronuncia...

Ana ahlam zanabiq betha ana ahlam
Torq aghani wa biut mothia

Ana baddy qulub tayeba ana beddy
Ma beddy il barud ma beddy

Beddy yuom mushmes yuom
Mush lahzat nesser onssorria
Beddy yuom mushmes yuom
Mush ghayar il bunduchia

Laa ana la abky mena'alkhaof
wa demu' men agelil watan
Ana git men ageli ana eish eshamsselli
Illy teshreq wa laissa teghreb

Un po' meglio vero?

Continuiamo a non capirci una mazza...

Però possiamo aprire bocca e dargli fiato...

E far sorridere chi ci ascolta e scopre che anche una persona lontanissima da lei può entrare in comunicazione...

E' un po' come abbattere la torre di babele...

E' possibile?

Come sarebbe più facile se avessimo la possibilità di guardarci negli occhi...

Come sarebbe più facile se chi sgancia quelle bombe potesse aver conosciuto quei bambini che stanno sotto...

Conoscere i loro desideri puri...

E invece ci fermiamo all'apparenza di qualcosa che è ed è meglio che resti lontano da noi...

E ci mettiamo in mezzo... Nel nulla... A dare le colpe a chi "merita quello che sta passando"

NO!! NON MERITA UN CAZZO DI QUELLO CHE STA PASSANDO!

E PER NESSUN MOTIVO AL MONDO!!!

Quelli sono bambini e i bambini anche se scrivono da destra a sinistra basterebbe ascoltarli.

Ecco quello che dicono

Che stavano dicendo...

"Sogno dei gigli bianchi
strade di canto e una casa di luce

Voglio un cuore buono
e non voglio il fucile

Voglio un giorno intero di sole
e non un attimo di una folle vittoria razzista
Voglio un giorno intero di sole
e non strumenti di guerra

Le mie non sono lacrime di paura
sono lacrime per la mia terra
Sono nato per il sole che sorge
non per quello che tramonta"


lunedì 4 luglio 2011

Baba

Questo lo scrissi tempo fa sull'altro blog...
Stanotte ho sognato Baba che mi sorrideva e... E allora ho deciso di copiare e incollare qui questo breve ricordo di vissuto con lui...

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Eccolo Baba.

Avanza verso di me.

E lo fa in maniera discontinua.

Il suo passo si ferma quando alzo gli occhi e lo guardo.

E' un felino che si avvicina alla sua preda senza voler dare nell'occhio.

Io sto fermo.

Appoggiato al muretto della Guest House aspiro con lentezza una Camel e scruto di sguincio il suo incedere.

Baba capisce di essere stato sorpreso.

Fa un passo indietro senza voltarsi.

Vuole comunque il controllo della situazione.

Sposta il collo prima verso destra poi verso sinistra in cerca di un alleato.

Tira fuori il suo cartoccetto con le bidi. Ne prende una. Non ha alcuna intenzione di accenderla. Non può accenderla. Quei fiammiferi tenuti nella tasca hanno preso umidità a contatto con quegli indumenti sdruciti ed impregnati di sudore vivo, di quelli che bagnano tutto anche solo a guardarlo.

I ragazzi, che hanno passato la notte all'aperto, sul palco per i festival stanno rassettando e assonnati lo guardano con pigrizia.

Prendo il telefono per guardare l'ora. Ho fame. Sono le 6.45 del mattino. Fa già troppo caldo. In Italia sono le 3.15. In Italia è notte e qui già è un po' che la vita pullula.

Rialzo gli occhi in direzione di...

Che uomo fantastico! Avrà mille anni e ha fatto almeno 10 metri contro di me senza che io me ne accorgessi.

Mi guarda con un sorriso ammiccante, chiude il pugno della mano destra lasciando in alto il pollice che comincia a roteare mimando l'innesco di un accendino.

Tra il pollice e l'indice dell'altra mano stringe, mostrandomela con il massimo della teatralità possibile la sua bidi storta alla Jighen.

Porto una mano alla tasca alla ricerca dell'accendino. Ci metto un po' a trovarlo.

Baba è furbo. Parla poco. Parla male. Ha un dente ogni quarto d'ora. Parla hindi.

Le uniche parole in inglese che gli abbia mai sentito pronunciare sono quelle che sta per regalarmi.

Il resto lo faranno i suoi gesti.

E anche se questa è una scena che da quando sto qui si ripete identica tutte le mattine continuo a volermela godere come se fosse la prima volta.

Eccolo. L'accendino è tra le mie mani. Lo caccio fuori dai pantaloni e muovo il pollice per innescare la scintilla.

"American Cigarette?"

Faccio finta di non capire.

Ripete quelle due paroline magiche e aggiunge il movimento della mano che porta la sigaretta alla bocca.

Lo guardo. Sorrido. Ritento di dar fuoco.

"American Cigarette?"

Si fa meno timido. Punta con lo sguardo alla tasca dove tengo il pacchetto di Camel.

Scuoto la testa.

Deve pensare di avere davanti un rincoglionito.

Ritenta.

"American Cigarette!" Punta col dito alla mia tasca e poi lo porta alla sua bocca. Mi infila la sua bidi tra le labbra, mi toglie di mano l'accendino e la accende.

"American Cigarette! Merda Secca!"

Potrei morire ora. Per quella boccata di fumo troppo potente o per le risate. O per entrambe le cose assieme.

Tossisco.

Riprendo fiato. E poi tossisco ancora.

Quando facemmo il nostro primo scambio di sigarette apostrofai la prima tirata di bidi con un sonoro "Merda Secca!" E lui imparò immediatamente quelle due parole. Le imparò perchè sapeva che gli sarebbero state utili.

I suoi occhi si illuminano nel momento in cui dò l'impressione di aver capito.

Prendo il mio pacchetto americano.

Lo apro.

Prendo la sigaretta più centrale che c'è, ne faccio fuoriuscire un pezzetto dal pacchetto e gliela porgo.

E' felice Baba.

Guarda i ragazzi aspirando piano.

Loro ridono di gusto e come in un balletto dei film di Bollywood mimano il gesto di chi fuma ritmandolo con un coretto che fa "American Cigarette!"

Va via Baba. Non ho mai capito cosa fa tutto il giorno in quel posto che l'ha visto bambino. Abbandonato od orfano chi lo sa?

Mi accorgo di essermi fumato tutta la bidi dal calore che arriva alle mie dita.

Ho le dita che mi puzzano di gioia.

"Ogni progetto che ho carezzato
S'è smarrito nell'ordine delle cose
Entro ogni lezione si cela il prezzo per apprendere
Una ragione per credere
Si allontana da me
Ogni speranza che nutro giace tra le mie braccia"

(David Sylvian)

Ma quanto sei bello Baba?


martedì 28 giugno 2011

Se questo è un uomo...


Nabi Salih: gas lacrimogeni contro i bambini in festa



Guardo questo video e nelle mie tempie come un tamburo impazzito rimbomba questa poesia

Se questo è un uomo

“Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

   Considerate se questo è un uomo
   Che lavora nel fango
   Che non conosce pace
   Che lotta per mezzo pane
   Che muore per un sì o per un no.
   Considerate se questa è una donna,
   Senza capelli e senza nome
   Senza più forza di ricordare
   Vuoti gli occhi e freddo il grembo
   Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
  
   O vi si sfaccia la casa,
   La malattia vi impedisca,
   I vostri nati torcano il viso da voi.”
  
(Primo Levi, Se questo è un uomo, Einaudi, Torino, 1976, p.1)