venerdì 23 settembre 2016

Ultimo giorno




Quello che penso e sento non è più traducibile in parole.

Non si può cercare di raccontare con una fotografia.

E neanche tra le note di una canzone.

Quello che penso e sento è indecifrato a me stesso.

Ho provato, lo giuro, a trovare una chiave d’accesso.

E a volte ho avuto l’illusione di esserci dentro.

E l’ho anche difeso.

Contro tutto e contro tutti.

Sbagliavo.

Quello che penso e sento sta là.

Sospeso tra il nulla e il qualche cosa.

Di andare a prenderlo me ne sbatto il cazzo.

Ultimo giorno

Per aria Soley / We Sink (Full Album)

lunedì 5 settembre 2016

Ottavo giorno


Cosa vuoi

Cosa cerchi di trovare passando di qua

Non c’è nulla

Solo macerie e polvere

Quello che conoscevi è andato via

Si è lavato e vestito come un figurino e gira

Ogni tanto torna per ricordarsi com’era

Per non sbagliare più

E riparte

Verso chissà dove

Dicono che se ne vada in cerca di qualcosa che non esiste

Di qualcosa che serva solo per passare il tempo

Dicono che ha trovato il modo per pensare ad altro

Ma di quale altro non so

Rispetto a quale altro non so

Ma tu chi sei

Hai l’aria di chi voglia cercare di capire

Ma cosa

Non c’è niente da capire

Ogni cosa è andata come hai deciso o come hanno deciso andasse

Lo sai che non basta che tu decida per far andare le cose

Serve che qualcun altro lo desideri

Con la stessa forza e nella stessa direzione

Ma soprattutto nello stesso momento

Se qui ci sono macerie

Se tu sei qui solo ora che ci sono macerie

E’ chiaro

Hai remato da solo o hai fatto in modo che remasse da solo

Ora è tardi

L’allineamento è irrecuperabile

Perso per sempre

Non aspettare qui

Vai

Vai per la tua strada

Lontano dal richiamo di quel tipo sulla barca laggiù

Ottavo giorno

Per aria Nick Cave and The Bad Seeds - The Boatman's Call - full

venerdì 26 agosto 2016

Settimo giorno



“C’è di nuovo quella paura
Che passa attraverso l’erba
Va più a fondo
Va attraverso i muri
Cantandomi una canzone
Canta per farmi addormentare
C’è di nuovo quel rumore
Che passa attraverso l’erba
Diventa più forte
Canta per farmi addormentare
C’è di nuovo quel posto
Là, oltre le colline”


“Vai

Cammina senza guardare

Senza pensare

Senza aspettative né timori

Qui non è il tuo posto

Qui è il posto che è servito come via di fuga

Non ti serve più

E a restarci attaccato è solo perversione

Muovi

Un passo alla volta

A non dimenticare

Ma a lasciar andare”

Quella voce lo infastidiva. Ma non bastava urlare o mettere le dita nelle orecchie per non sentirla. Quella voce era dentro di sé. Nelle tempie, nello stomaco.

Era fermo da ore. In un punto. Non aveva dolori. Non aveva piacere. Neanche prurito o necessità di sbadigliare o tossire. Ma aveva gli occhi spalancati che fissavano di nuovo quel posto da cui era stato allontanato, da cui era scappato, da cui non sapeva cosa cazzo fosse successo realmente.

Ma perché quella voce lo spronava dolcemente ad andare, a tornarci?

E perché considerava perverso restare?

Era spaventato da ogni cosa. Non aveva più tra i suoi talenti l’innocente speranza della curiosità. O, meglio, l’innocente curiosità nella speranza.

Non credeva nella speranza, non provava curiosità per nulla, ma soprattutto non era innocente.

E là, oltre le colline, lo aspettavano.

Lo aspettavano per punirlo.

“Alzati

Muovi

Un passo alla volta”

Rise.

Spinse in avanti il corpo.

Poggiò le mani a terra, infilandole nell’erba.

Gattonando mosse il suo corpo.

Non era tempo per mettersi in piedi.

Se quella forza sconosciuta lo spingeva a tornare lo avrebbe fatto obbedendo come obbedisce un bambino incapace di esprimere le proprie paure se non con un vagito.

Settimo giorno

Per aria The Land Between Solar Systems - Mùm